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	<title>Sant&#039;Antonio Abate Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>È il giornale on line della città partenopea: informazione a 360°, cronaca che copre tutti i quartieri della città; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 Nov 2022 14:21:01 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Sant&#039;Antonio Abate Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<item>
		<title>Spari contro un&#8217;auto in corsa, agguato in strada nel Napoletano: &#8220;C&#8217;erano persone in giro&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Oct 2021 14:19:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[agguato]]></category>
		<category><![CDATA[Agguato in strada a Sant'Antonio Abate]]></category>
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		<category><![CDATA[Sant'Antonio Abate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Attimi di terrore a Sant&#8217;Antonio Abate, località in provincia di Napoli. Verso le 20 di ieri sera due uomini a bordo di una motocicletta hanno esploso alcuni colpi d&#8217;arma da fuoco nei confronti di un&#8217;automobile. L&#8217;obiettivo, come riportato da Teleclub, era il conducente alla guida della vettura. Potrebbe essersi trattato di un agguato o di una vendetta. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Attimi di terrore a <strong>Sant&#8217;Antonio Abate</strong>, località in provincia di <strong>Napoli</strong>. Verso le <strong>20</strong> di ieri sera due uomini a bordo di una motocicletta hanno esploso alcuni colpi d&#8217;arma da fuoco nei confronti di un&#8217;automobile.</p>
<p>L&#8217;<strong>obiettivo</strong>, come riportato da <em>Teleclub</em>, era il conducente alla guida della <strong>vettura</strong>. Potrebbe essersi trattato di un <strong>agguato</strong> o di una <strong>vendetta</strong>. Sulla vicenda stanno indagando i <strong>carabinieri</strong>. I militari hanno avviato i normali <strong>accertamenti del caso</strong>.</p>
<h2>Agguato in strada a Sant&#8217;Antonio Abate</h2>
<p>Da chiarire <strong>dinamica</strong> e <strong>movente</strong> dei fatti. Questi ultimi sono accaduti in <strong>via Stabia</strong>, direzione <strong>Angri</strong>, nei pressi del <strong>municipio</strong> della cittadina. La <strong>vittima</strong> è riuscita a sopravvivere ed è <strong>scappata a piedi</strong>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-261220 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Agguato-in-strada-a-SantAntonio-Abate.png" alt="Agguato in strada a Sant'Antonio Abate" width="694" height="467" /></p>
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		<title>Sant&#8217;Antonio Abate, auguri a Don Leopoldo che oggi compie 100 anni: è festa in tutto il paese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jan 2020 14:44:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo a Salette, piccola frazione di Sant&#8217;Antonio Abate (località in provincia di Salerno). Qui c&#8217;è il &#8216;regno&#8217; di Don Leopoldo Infante che oggi ha compiuto 100 anni. Si tratta di una personalità in vista e molto conosciuta nel paese. Di conseguenza l&#8217;intera comunità di Salette e dintorni è in festa per rendere omaggio ad un simbolo della piccola [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo a <strong>Salette</strong>, piccola frazione di <strong>Sant&#8217;Antonio Abate </strong>(località in provincia di <strong>Salerno</strong>). Qui c&#8217;è il &#8216;regno&#8217; di <strong>Don Leopoldo Infante</strong> che oggi ha compiuto <strong>100 anni</strong>. Si tratta di una personalità in vista e molto conosciuta nel paese.</p>
<p>Di conseguenza l&#8217;intera comunità di <strong>Salette</strong> e dintorni è in festa per rendere omaggio ad un simbolo della piccola cittadina. Un passato che lo ha visto da giovanissimo arruolarsi nella marina militare per imbarcarsi a <strong>Taranto</strong>.</p>
<p>Una storia affascinante, un secolo di eventi e aneddoti raccontati da <em>Il Gazettino Vesuviano</em>. Bombardamenti, la guerra in <strong>Grecia</strong> e poi l&#8217;<strong>armistizio</strong>. Ed è qui che <strong>Leopoldo</strong> ha deciso di abbandonare i militari in forze all&#8217;asse italo-tedesco e di iniziare a combattere per gli alleati e i partigiani.</p>
<p>Poi nel <strong>1946</strong>, nell&#8217;<strong>Italia</strong> repubblicana, <strong>Leopoldo</strong> ha sposato l&#8217;amore della sua vita: <strong>Giuseppina</strong>. I due hanno avuto sette figli ai quali hanno trasmesso l&#8217;amore per la vita, per la loro terra, per la tradizione e per la famiglia.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-187574 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2020-01-25-alle-16.26.16.png" alt="Sant'Antonio Abate, auguri a Don Leopoldo che oggi compie 100 anni: è festa in tutto il paese" width="650" height="459" /></p>
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		<title>Babygang aggredisce la Polizia, Napoli non ci sta: manifestazione nel borgo di Sant&#8217;Antonio Abate</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/01/20/babygang-aggredisce-la-polizia-napoli-non-ci-sta-manifestazione-nel-borgo-di-santantonio-abate/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2020 14:58:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cinque agenti di Polizia costretti a ripiegare e andare via da una zona del Borgo di Sant&#8217;Antonio Abate. I poliziotti hanno dovuto battere la ritirata a causa di una violenta babygang. I giovani malviventi hanno iniziato ad aggredire verbalmente e fisicamente gli agenti. Lanci di pietre, oggetti, mazze e bastoni tra le mani. Le immagini di quel [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2020/01/20/babygang-aggredisce-la-polizia-napoli-non-ci-sta-manifestazione-nel-borgo-di-santantonio-abate/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Babygang aggredisce la Polizia, Napoli non ci sta: manifestazione nel borgo di Sant&#8217;Antonio Abate</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque agenti di <strong>Polizia</strong> costretti a ripiegare e andare via da una zona del <strong>Borgo di Sant&#8217;Antonio Abate</strong>. I poliziotti hanno dovuto battere la ritirata a causa di una violenta babygang. I giovani malviventi hanno iniziato ad aggredire verbalmente e fisicamente gli agenti.</p>
<p>Lanci di pietre, oggetti, mazze e bastoni tra le mani. Le immagini di quel video hanno fatto il giro del web attraverso i social. Si è discusso tanto di quest&#8217;episodio tanto che i residenti del quartiere hanno organizzato una manifestazione per il prossimo fine settimana.</p>
<p>Parteciperanno anche i commercianti della zona. Come riportato da <em>Il Mattino</em>, uno di essi ha dichiarato: &#8220;Siamo rimasti male per il video. Il nostro mercato non è solo questo. È un video che ci ha fatto tanto male. Non credevamo ai nostri occhi. Siamo contenti di partecipare alla manifestazione ma non vogliamo essere lasciati soli, come spesso accade. Vogliamo vedere in quanti sono disposti a metterci la faccia. Questo è un quartiere difficile che ha bisogno di risposte che puntualmente non arrivano da parte delle istituzioni, vogliamo i fatti&#8221;.</p>
<p>Sulla vicenda è intervenuto anche il Questore <strong>Alessandro Giuliano</strong>: &#8220;<em>Un fatto inaccettabile, su cui sono state da subito avviate le indagini e che la dice lunga su quanto lavoro ci sia da fare. Non posso che congratularmi con i miei collaboratori per l&#8217;equilibrio ed il sangue freddo con cui hanno fronteggiato una difficile situazione</em>&#8220;.</p>
<p><strong>IL VIDEO &#8211;</strong></p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fvocenapoli%2Fvideos%2F836428890115686%2F&amp;show_text=1&amp;width=267" width="267" height="709" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/01/20/babygang-aggredisce-la-polizia-napoli-non-ci-sta-manifestazione-nel-borgo-di-santantonio-abate/">Babygang aggredisce la Polizia, Napoli non ci sta: manifestazione nel borgo di Sant&#8217;Antonio Abate</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Colpisce la moglie con una sedia e il figlio con un pentolino: arrestato</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/10/22/colpisce-la-moglie-con-una-sedia-e-il-figlio-con-un-pentolino-arrestato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 12:09:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[Sant'Antonio Abate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate hanno tratto in arresto un 53enne del posto per maltrattamenti in famiglia. Ieri sera i militari sono intervenuti nell&#8217;abitazione in cui l’uomo vive con la moglie dopo una chiamata al 112 proprio da parte della donna che chiedeva aiuto. I militari in casa si sono trovati davanti la [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/10/22/colpisce-la-moglie-con-una-sedia-e-il-figlio-con-un-pentolino-arrestato/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Colpisce la moglie con una sedia e il figlio con un pentolino: arrestato</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate</strong> hanno tratto in arresto un 53enne del posto per maltrattamenti in famiglia. Ieri sera i militari sono intervenuti nell&#8217;abitazione in cui l’uomo vive con la moglie dopo una chiamata al <strong>112</strong> proprio da parte della donna che chiedeva aiuto.</p>
<p>I militari in casa si sono trovati davanti la signora che era stata da poco colpita alla gamba dal marito con una sedia al culmine dell’ennesima discussione e il loro figlio di 9 anni con la testa dolorante perché il padre lo aveva ferito con un pentolino.</p>
<p>L’uomo è stato bloccato immediatamente e tratto in arresto. I carabinieri hanno poi raccolto la denuncia della donna la quale ha riferito di violenze che vanno avanti da 17 anni, cioè da quando sono sposati.</p>
<p>L’arrestato dopo l’udienza di convalida è stato sottoposto al divieto di dimora nel comune di <strong>Sant’Antonio Abate</strong> e al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_1-31-50.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-174959 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_1-31-50.jpg" alt="Colpisce la moglie con una sedia e il figlio con un pentolino: arrestato" width="650" height="361" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/10/22/colpisce-la-moglie-con-una-sedia-e-il-figlio-con-un-pentolino-arrestato/">Colpisce la moglie con una sedia e il figlio con un pentolino: arrestato</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Ragazza molestata dal branco, il fidanzato la difende e viene pestato: calci, pugni e catene</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/03/08/ragazza-molestata-dal-branco-il-fidanzato-la-difende-e-viene-pestato-calci-pugni-e-catene/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2019 16:08:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[Sant'Antonio Abate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stava insieme ad una sua amica in un giardinetto di Sant&#8217;Antonio comune in provincia di Napoli. Ad un certo punto entrambe le giovani sono state avvicinate da un gruppo di ragazzini aggressivi e prepotenti. Il branco ha accerchiato le adolescenti ed ha iniziato a molestarle. Una delle due è riuscita a scappare e per paura ha chiamato [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/08/ragazza-molestata-dal-branco-il-fidanzato-la-difende-e-viene-pestato-calci-pugni-e-catene/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Ragazza molestata dal branco, il fidanzato la difende e viene pestato: calci, pugni e catene</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/08/ragazza-molestata-dal-branco-il-fidanzato-la-difende-e-viene-pestato-calci-pugni-e-catene/">Ragazza molestata dal branco, il fidanzato la difende e viene pestato: calci, pugni e catene</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Stava insieme ad una sua amica in un giardinetto di <strong>Sant&#8217;Antonio</strong> comune in provincia di <strong>Napoli</strong>. Ad un certo punto entrambe le giovani sono state avvicinate da un gruppo di ragazzini aggressivi e prepotenti.</p>
<p>Il branco ha accerchiato le adolescenti ed ha iniziato a molestarle. Una delle due è riuscita a scappare e per paura ha chiamato il fidanzato. Quest&#8217;ultimo l&#8217;ha immediatamente raggiunta ed iniziato a difenderla.</p>
<p>Il branco di teppisti non si è perso d&#8217;animo ed ha picchiato e pestato a sangue il giovane usando anche delle cinte e delle catene. Il ragazzo, come riportato da <em>Stabia Channel</em>, ha anche usato un casco per difendersi.</p>
<p>Ad un certo punto la violenza e la follia degli aggressori sono state interrotte dall&#8217;intervento di alcuni passanti presenti in quel momento. Poi, una volta allontanato il branco, sono stati chiamati i soccorsi.</p>
<p>Il giovane è stato ricoverato e sottoposto a controlli per evitare che fosse colpito da un&#8217;emorragia celebrale. Per il resto gli sono stati diagnosticati dei micro traumi e delle contusioni dovuti al pestaggio.  La giovane coppia è sotto choc ma anche i loro familiari considerato che quel parco si trova in centro, è un luogo pubblico ed è molto frequentato anche dai bambini.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-151541 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_2-6-59.jpg" alt="Ragazza molestata dal branco, il fidanzato la difende e viene pestato: calci, pugni e catene" width="650" height="366" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/08/ragazza-molestata-dal-branco-il-fidanzato-la-difende-e-viene-pestato-calci-pugni-e-catene/">Ragazza molestata dal branco, il fidanzato la difende e viene pestato: calci, pugni e catene</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Camorra, viaggio nel regno del clan Contini che domina Vasto e Poggioreale</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2017 15:01:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato Pendino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la &#8220;puntata&#8221; che ha visto protagonisti i clan di Pallonetto, Quartieri Spagnoli e Cavone, il viaggio di VocediNapoli.it nella geografica criminale della città prosegue con i quartieri Vasto e Poggioreale, territorio del clan Contini. Arricchiamo la nostra mappa della camorra analizzando gli affari e le faide dei clan presenti in questa zona, conoscendone i boss [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/07/camorra-viaggio-nel-regno-del-clan-contini-che-domina-vasto-e-poggioreale/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Camorra, viaggio nel regno del clan Contini che domina Vasto e Poggioreale</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/07/camorra-viaggio-nel-regno-del-clan-contini-che-domina-vasto-e-poggioreale/">Camorra, viaggio nel regno del clan Contini che domina Vasto e Poggioreale</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la &#8220;<em>puntata</em>&#8221; che ha visto protagonisti i <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/02/camorra-clan-e-faide-di-palonetto-quartieri-spagnoli-e-cavone/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">clan di Pallonetto, Quartieri Spagnoli e Cavone</a>, il viaggio di <em>VocediNapoli.it</em> nella geografica criminale della città prosegue con i quartieri <strong>Vasto</strong> e <strong>Poggioreale</strong>, territorio del clan <strong>Contini</strong>. Arricchiamo la nostra <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/31/la-mappa-della-camorra-a-napoli-ecco-chi-comanda-in-citta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mappa della camorra</a> analizzando gli affari e le faide dei clan presenti in questa zona, conoscendone i boss e gli ultimi avvenimenti di cronaca.</p>
<p>Il <strong>Centro storico</strong>, <strong>Forcella</strong> e i <strong>Decumani</strong>, <strong>Montecalvario</strong> e la <strong>Sanità</strong>. E ancora il <strong>Mercato</strong>, il <strong>Porto</strong> e le <strong>Case Nuove</strong>. Questi sono i confini di una ampia zona che comprende i quartieri <strong>Vasto</strong> e <strong>Poggioreale</strong>. Si tratta di un&#8217;area compresa tra la stazione centrale e <strong>Vicaria</strong>, da <strong>Porta Capuana</strong> a <strong>Piazza Carlo III</strong> e da <strong>Piazza Nazionale</strong> al carcere di <strong>Poggioreale</strong>. Un territorio che conosce un unico padrone che da più di 20 anni &#8220;<em>comanda</em>&#8221; incontrastato: il sodalizio dei <strong>Contini</strong>.</p>
<p><img decoding="async" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/camorra-viaggio-nel-regno-del-clan-contini-che-domina-vasto-e-poggioreale-2.jpg" width="100%" /></p>
<p>Questa organizzazione criminale è probabilmente tra le più longeve, esercitando il proprio dominio a <strong>Napoli</strong> e anche in altre città d&#8217;Italia (Roma <em>in primis</em>). Il clan ha due grandi punti di forza: uno spiccato senso per l&#8217;imprenditorialità, che spesso ha anteposto la finanza alle faide, e l&#8217;assoluta fedeltà nei confronti del boss <strong>Eduardo Contini </strong>detto &#8216;o<em> Romano </em>(che è stato uno dei criminali ricercati più pericolosi fino al suo arresto). Proprio la capacità di non tradire e quindi fornire collaboratori alla giustizia, ha permesso alla famiglia Contini di essere sempre unita e coesa rispetto alla frammentazione di molti altri clan napoletani.</p>
<p>I Contini sviluppano <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/10/droga-usura-gioco-abbigliamento-focus-sulle-attivita-del-clan-contini/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">le proprie attività</a> sul traffico di stupefacenti ed estorsioni, ma anche sul commercio di carburanti e preziosi. Riciclano denaro in attività come bar, rivendite di tabacchi, società di torrefazione, aziende di commercio all&#8217;ingrosso di prodotti alimentari e abbigliamento. Puntano molto sugli investimenti immobiliari e sui prestiti di denaro, allargando di fatto i propri traffici non solo in Italia ma anche all&#8217;estero. Famoso per far parte dell&#8217;<em>Alleanza di Secondigliano</em>, insieme ai sodalizi dei <strong>Mallardo</strong> (con cui i Contini sono imparentati) e dei <strong>Licciardi </strong>di Masseria Cardone, l&#8217;organizzazione con a capo <em>&#8216;o</em> <em>Romano </em>è sempre stata alleata anche dei <strong>Mariano</strong> dei Quartieri Spagnoli e <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/10/faida-tra-i-contini-i-misso-e-i-mazzarella-gli-incontri-segreti-di-eduardo-o-romano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">avversaria dei <strong>Mazzarella</strong></a> (famiglia originaria proprio di Poggioreale che domina alcune delle zone confinanti). Infatti oggi i Contini, nelle aree di influenza di questi ultimi, sostengono la cosiddetta <strong>Paranza dei bimbi</strong>, rappresentata dal clan <strong>Sibillo</strong>, e la famiglia <strong>Giuliano</strong>. Il sodalizio con i Sibillo è stato ottenuto grazie a <strong>Ciro Contini</strong>, nipote dello storico boss Eduardo. Lo stesso Ciro, però, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/05/21/paranza-dei-bimbi-ciro-contini/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">è stato arrestato nel maggio del 2016</a> per poi essere scarcerato e sottoposto al regime degli arresti domiciliari. Una curiosità: circa un mese dopo che il nipote de &#8216;<em>O Romano</em> è uscito di galera, nella sua cella grazie ad una perquisizione <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/22/ciro-contini-mandava-video-dal-carcere-con-un-cellulare-ora-e-ai-domiciliari/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">è stato rinvenuto un telefono cellulare utilizzato per comunicare con l&#8217;esterno, girando e inviando video</a>.</p>
<p>Negli ultimi anni il clan <strong>Contini </strong>ha però dovuto fare i conti con diverse operazioni della giustizia italiana che hanno inferto un duro colpo alla solidità dell&#8217;organizzazione. In particolare l&#8217;arresto del <em>ras</em> Eduardo,<em> </em>avvenuto nel 2007, ha sancito il passaggio di consegne, per il comando sul territorio <strong>Vasto-Poggioreale</strong>, al cognato <strong>Patrizio Bosti</strong>. Entrambi, insieme all&#8217;alleato <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/30/blitz-a-napoli-arrestata-la-moglie-del-boss-francesco-mallardo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Francesco Mallardo</strong>, boss dell&#8217;omonimo clan attivo a Giugliano, sono imparentati poiché hanno sposato tre sorelle: <strong>Rita</strong>, <strong>Maria</strong> e <strong>Anna Aieta</strong></a>. In particolare la giustizia ha colpito <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/12/28/processo-al-clan-contini-la-sentenza-colpo-ai-capi-del-sodalizio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il 28 dicembre del 2017 quando il <strong>Tribunale di Napoli</strong> ha condannato ben 64 affiliati al sodalizio per un totale di più di sei secoli di carcere</a>. Una sentenza che ha mostrato il lato economico e finanziario dell&#8217;organizzazione criminale. Ma una &#8220;buona&#8221; notizia per <em>o Romano</em> è arrivata il 10 gennaio 2018 con la sentenza d&#8217;appello per il processo sull&#8217;omicidio di <strong>Gaetano Ruffa</strong> avvenuto negli anni &#8217;80. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/01/10/omicidio-ruffa-pena-dimezzata-boss-contini-lo-russo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Eduardo Contini ha visto dimezzare la sua pena detentiva da 30 a 16 anni</a>.</p>
<p>La gestione è passata così nelle mani della famiglia Bosti, originaria del <strong>Rione Amicizia</strong>. Prima, come detto, il potere l&#8217;ha preso <strong>Patrizio</strong> e poi, dopo il suo arresto avvenuto in Spagna nel 2008,<strong> </strong>è passato al <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/03/02/arresti-a-napoli-droga/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">figlio Ettore (detto &#8216;o<em> Russo)</em>, arrestato anche lui nel marzo 2016</a>. &#8216;<em>Ettoruccio</em> ha sempre gestito il clan con il supporto della madre <strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/09/rita-aieta-nelle-mani-della-moglie-del-boss-lattivita-delle-mesate/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rita Aieta.</a></strong> Proprio<em> &#8216;o Russo </em><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/20/stangata-clan-contini-traffico-internazionale-stupefacenti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">è stato condannato il 20 marzo a 20 anni carcere</a> per traffico internazionale di stupefacenti. Per il giovane <strong>Bosti </strong>potrebbe arrivare anche la punizione più severa, un provvedimento di detenzione al carcere duro: infatti la <strong>direzione nazionale antimafia</strong> e la <strong>DDA di Napoli</strong> hanno chiesto al ministro della Giustizia di condannare &#8216;<em>o Russo</em> al regime del 41bis, perché <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/04/14/boss-comunica-clan-anche-dal-carcere-arriva-la-richiesta-del-41bis/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ritenuto colpevole di comunicare verso l&#8217;esterno, dal carcere in cui è detenuto</a>.</p>
<figure id="attachment_48336" aria-describedby="caption-attachment-48336" style="width: 329px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-48336" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/camorra-viaggio-nel-regno-del-clan-contini-che-domina-vasto-e-poggioreale.jpg" alt="genny 'a carogna-ettore bosti finale coppa italia roma" width="329" height="223" /><figcaption id="caption-attachment-48336" class="wp-caption-text">fonte foto corrieredelmezzogiorno.it</figcaption></figure>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/09/ettore-bosti-la-testa-calda-bisogno-un-tutor/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ettore Bosti</strong></a> era presente anche il 3 maggio del 2014 allo stadio Olimpico di Roma, giorno della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina dove, nel pre-partita, venne ferito a morte Ciro Esposito. Il ras dei Contini era in curva Nord a pochi metri da <strong>Gennaro De Tommaso</strong>, alias <em>Genny</em> <em>&#8216;a carogna</em>, durante le fasi concitate che hanno preceduto l&#8217;inizio della partita. Proprio con il capo ultras dei Mastiffs (condannato in primo grado a 10 anni per spaccio internazionale), <strong>Bosti</strong> aveva un rapporto che andava, per modo di dire, oltre lo stadio. Stando alla ricostruzione della Dda napoletana, <em>&#8216;o russo</em> si affidava a <em>Genny &#8216;a carogna</em> per gli acquisti di grosse partite di droga. In un&#8217;intercettazione con <strong>Vincenzo Tolomelli</strong> (anch&#8217;esso arrestato nel blitz dello scorso marzo 2016 e condannato insieme a <em>&#8216;o Russo</em> a 20 anni di carcere), <strong>Bosti</strong> attribuisce a <strong>De Tommaso</strong>, visto con scetticismo da altri affiliati al clan, il ruolo di &#8220;fiduciario della droga&#8221;, capace di prendere contatti con i fornitori ed accertarsi della qualità della droga.  “<em>A Noi ci serve uno là che va a guardare che conosce là per guardare il materiale! Noi andiamo là insieme a questa persona e quello ci conosce a Noi!</em>”. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/28/genny-a-carogna-condannato-a-10-anni-per-traffico-di-droga-soddisfatto-il-legale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il 28 novembre 2016 <em>Genny a&#8217; Carogna</em> è stato condannato a 10 anni di reclusione</a> che sta scontando ai domiciliari a Livorno. L&#8217;accusa è sempre di traffico e spaccio di stupefacenti. Invece, il 17 giugno 2017 <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/17/polonia-arrestato-antonio-cella-narcotrafficante-ricercato-anni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">è stato arrestato in Polonia il fornitore di De Tommaso, il narcotrafficante <strong>Antonio Cella</strong></a>, latitante da 6 anni.</p>
<p>Di recente, però, sembrerebbe che i <strong>Contini</strong> siano entrati nuovamente in guerra per il controllo del territorio, dati gli ultimi episodi di cronaca. Lo scorso agosto, infatti, un <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/08/03/napoli-nuova-sparatoria-centro-un-morto-due-feriti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">duplice omicidio avvenuto nel vico delle Nocelle</a> ha visto come vittime il boss del Cavone <strong>Salvatore Esposito</strong> e <strong>Ciro Marfè </strong>che erano di ritorno da un summit con la Paranza dei bimbi. Marfè, è ritenuto dagli investigatori affiliato proprio al clan Contini. Dalle ricostruzioni degli inquirenti è emerso che i mandanti della condanna a morte sarebbero stati i vertici del clan <strong>Lepre</strong>, tornato in auge nel Cavone. A quest&#8217;agguato, i Contini avrebbero risposto, l&#8217;estate scorsa, con <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/08/07/sparatoria-ai-decumani-sei-colpi-sono-stati-esplosi-nella-notte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">diverse <em>stese</em> nell&#8217;area centrale della città, zona Decumani</a>. Il 05 aprile del 2017, la guardia di finanza, su ordine della procura di Napoli (<strong>Direzione Investigativa Antimafia &#8211; <em>DIA</em></strong>), <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/04/05/colpo-al-clan-contini-sequestrati-beni-per-un-valore-di-320-milioni-di-euro/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha effettuato una confisca di beni, immobili, società e aziende per un valore stimato di 320 milioni di euro</a>, riconducibili all&#8217;organizzazione criminale. Nel mirino delle autorità giudiziarie i fratelli <strong>Ciro </strong>e<strong> </strong><strong>Gerardo Di Carluccio</strong>, uomini di fiducia del boss <strong>Eduardo </strong>&#8216;<em>o Romano</em>, che gestivano per conto del sodalizio tutte queste attività economiche e finanziarie grazie anche ad una fitta rete di prestanomi (le autorità giudiziarie ne hanno individuate circa un centinaio). Tuttavia, nuovi segnali per un riassetto degli equilibri criminali in città e nell&#8217;area Nord di <strong>Napoli</strong>, sono dati dalla <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/20/scarcerato-nicola-rullo-del-clan-contini-nuovi-equilibri-lalleanza-secondigliano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scarcerazione di <strong>Nicola Rullo detto &#8216;<em>o &#8216;nfamone</em></strong></a>. Quest&#8217;ultimo è un esponente di spicco del clan Contini ed è tenuto sotto controllo dalla <strong>Dda </strong>(<em>Direzione Distrettuale Antimafia</em>) perché insieme agli attuali reggenti dei <strong>Mallardo</strong> e dei <strong>Licciardi</strong> potrebbe dar vita a nuovi assetti caratterizzanti l&#8217;<a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/07/26/relazione-dia-mappa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em><strong>Alleanza di Secondigliano</strong></em></a>. Tuttavia la libertà di <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/27/nicola-rullo-stanato-causa-della-sua-passione-le-melanzane/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&#8216;<em>o &#8216;nfamone</em></a> dura poco, infatti, Rullo è stato arrestato in una villa ad <strong>Itri</strong> (in Provincia di Latina), dopo che era risultato latitante dal mese di settembre. Dunque, l&#8217;ultimo reggente del <strong>clan Contini</strong>, si trova adesso dietro le sbarre. Il 15 maggio 2020 <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/05/14/scarcerato-in-anticipo-patrizio-bosti-storico-boss-dellalleanza-di-secondigliano-risarcito-dallo-stato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">è stato scarcerato <strong>Patrizio Bosti</strong></a>. Il boss oltre ad aver riconquistato la libertà dovrà anche essere risarcito a causa del sovraffollamento carcerario.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/10/la-camorra-che-controlla-la-napoli-bene-viaggio-a-chiaia-torretta-e-posillipo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Chiaia, Torretta, Posillipo: ecco chi comanda nella &#8220;Napoli bene&#8221;</strong></a></p>
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<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/d/embed?mid=1pMoGNS5vZahk0bsb-Te-dARzAIc" width="640" height="480"></iframe></p>
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		<title>Festa di Sant&#8217;Antuono: celebrazione e tradizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giovanni d'alessio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2017 17:07:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sant'Antonio Abate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Cippo di Sant&#8217;Antonio è un tipico evento partenopeo festeggiato tradizionalmente non solo a Napoli, ma in molti luoghi della Campania. La festa dedicata a Sant&#8217;Antonio Abate, il Santo del fuoco e il protettore degli animali si svolge il 17 gennaio di ogni anno. L&#8217;evento rappresenta un momento folkoristico, culturale e storico per tutti i cittadini. In [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Cippo di Sant&#8217;Antonio</strong> è un tipico evento partenopeo festeggiato tradizionalmente non solo a Napoli, ma in molti luoghi della Campania. La festa dedicata a Sant&#8217;Antonio Abate, il Santo del fuoco e il protettore degli animali si svolge il 17 gennaio di ogni anno. L&#8217;evento rappresenta un momento folkoristico, culturale e storico per tutti i cittadini. In tempi antichi, durante la celebrazione, vicoli e strade della città erano illuminati con piccoli e grandi falò, chiamati, appunto, <em>&#8220;cippi&#8221;</em>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-44035 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/201111802-5b89d936-f3ff-4253-b311-47aae157f0e7.jpg" width="990" height="629" /></p>
<p>Gli abitanti dalle loro finestre, calavano piccoli panieri con all&#8217;interno oggetti non più utilizzati e ormai consumati, il cui scopo era quello di alimentare le fiamme dei fuochi. Consuetudine vuole che tutti coloro che avevano a che fare con le fiamme, erano posti sotto la protezione del Santo. Tale credenza si basa su dei racconti che vedono protagonista Sant&#8217;Antonio recarsi all&#8217;inferno, per contendere al diavolo le anime dei peccatori. Il fuoco, secondo l&#8217;opinione popolare, ha quindi il potere di purificare e scacciare via malattie e malocchi dall&#8217;anno appena iniziato.</p>
<p><strong>I FESTEGGIAMENTI &#8211;</strong> L&#8217;evento folkoristico è tutt&#8217;oggi celebrato in moltissimi quartieri di Napoli. Il centro nevralgico dei festeggiamenti è, in particolare, nel quartiere dedicato al Santo, nei pressi di via Foria, che i napoletani chiamano <em>&#8220;‘o buvero ‘e Sant’Antuono&#8221;</em> per la presenza della chiesa omonima. Ma i fuochi vengono ancora accesi a Forcella e alla Sanità.</p>
<p><strong>MICROCRIMINALITÀ &#8211;</strong> Spesso la celebrazione è oggetto di <em>&#8220;pratiche&#8221;</em> alquanto primitive. Le piccole bande napoletane, come ogni anno non si smentiscono ed è così che parte una vera e propria caccia all&#8217;albero da bruciare. Il sequestro degli alberi di natale, che sono messi a disposizione dal Comune di Napoli per la città, diviene una sorta di sfida tra le baby gang per la contesa di quanti più alberi possibili o almeno di quello più grande con il fine di ottenere un grande falò. A prova di questi fatti, gli innumerevoli episodi verificatosi durante questi anni. Anche oggi, notizia di qualche giorno fa, l&#8217;albero della Galleria Umberto, sul quale i napoletani attaccavano bigliettini con i propri desideri e speranze, è stato prima rovesciato a terra e in seguito trascinato via, da una banda napoletana. Molto probabile, visti i precedenti, che l&#8217;utilizzo dell&#8217;albero sarà per alimentare i fuochi dedicati al Santo.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-44038 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/festa-di-santantuono-celebrazione-e-tradizione.jpg" width="989" height="660" /></p>
<p><strong>LA DENUNCIA &#8211; </strong>Esattamente l&#8217;anno scorso il consigliere regionale <strong>Francesco Emilio Borrelli</strong>, e Gianni Simioli dichiararono: <em>“Bisogna intervenire con la massima severità perché siamo di fronte a veri e propri furti e non a semplici ragazzate come qualcuno vuole etichettare. Queste azioni delle baby gang stanno davvero diventando una sorta di scuola di formazione per i futuri camorristi”</em>. Ribadendo la richiesta <em>“di maggiori controlli per impedire che anche questi giorni di festa diventino un incubo per i residenti”</em>.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE: <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/16/la-festa-santantuono-falo-battuglie-bottari-pastellesse/" target="_blank" rel="noopener">LA FESTA DI SANT&#8217;ANTUONO</a></strong></p>
<address> </address>
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