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San Paolo, l’assessore Borriello: “Se Adl ha i soldi per il Bari li cacci anche per il San Paolo”

L'assessore allo sport è stato chiaro: "Senza accordo il Napoli pagherà l'uso dello stadio partita per partita versando il 10% dell'incasso"

Calcio Napoli
2 agosto 2018 17:57 Di redazione
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Dopo la rottura che si è consumata questa mattina tra il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e il comune di Napoli rappresentato dal dirigente Attilio Auricchio, sono arrivate le dichiarazioni poco “soft” dell’assessore allo sport Ciro Borriello.

De Laurentiis sapeva dei lavori per lo stadio San Paolo. Sapeva delle Universiadi e sapeva di tutte le problematiche che da tempo caratterizzano questa situazione. Noi più di garantire i tempi stabiliti per completare tutti gli interventi in corso non possiamo fare. Se il presidente del Napoli ha i soldi per acquistare il Bari vuol dire che li avrà anche per il San Paolo“, queste le dichiarazioni di Borriello rilasciate all’ANSA.

Che ha continuato: “I lavori per le Universiadi porteranno a un aumento del canone, ma anche ad alcune agevolazioni. Ci sono i cantieri, per i primi due anni il prezzo sarà inferiore. Siamo molto disponibili a riconoscere il valore della squadra per la città. A questo punto se De Laurentiis vuole rompere prenderà il campo prenotandolo per ogni partita, pagando molto di più. In questo caso, l’affitto vale per il 10% degli incassi. Per cui se il Napoli pesca il Real Madrid in Champions e incassa 4 milioni, ci darà 400.000 euro per una sola gara“.

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E poi sulla sfida di campionato casalinga contro il Milan del 25 agosto: “Eravamo allo stadio ad attendere l’arrivo di De Laurentiis, ma ci siamo solo sfiorati, è entrato da un altro ingresso, ha visto il campo con le ruspe che stavano scorticando la pista di atletica ed è andato via. Non ci si comporta così. La pista da lui è stata sempre pesantemente oltraggiata, ci lamentava della brutta vista, ma per le partite ci si mettono dei teloni, non si vede il lavoro che c’è sotto. Noi siamo stati molto disponibili, anche sull’ordine della sostituzione dei sediolini, rinviando quelli dei distinti che il club afferma di vendere in massa. Noi restiamo disponibili, ma De Laurentiis deve firmare l’accordo entro la data in cui si giocherà Napoli-Milan, che rassicuriamo tutti si giocherà: il campo è ok, mentre la pista da atletica sarà ancora un cantiere aperto. Ha fatto questo sopralluogo senza avvisarci, lo può fare e non glielo avremmo vietato, ma non può lamentarsi di un cantiere perché ci sono i lavori, è ovvio che ci sia confusione. Siamo abituati a fare politica e sappiamo che ci sono ancora margini di trattativa, anche in situazioni estreme. Ma se l’accordo non dovesse essere firmato, le condizioni economiche cambieranno, come ho già spiegato. Io non posso affidare lo stadio in un regime di non convenzione ad una società privata che fa lucro sull’impianto, lo stadio bisogna affidarlo attraverso procedure regolamentate. L’amministrazione è comunque delusa dagli atteggiamenti, ma siamo un organo pubblico e dialoghiamo con tutti, soprattutto con De Laurentiis che ha fatto rinascere il Napoli. Quando dice che a Bari gli hanno già dato le chiavi dello stadio, è vero, ma è una cosa simbolica. Poi anche a Bari chiederanno il conto. Ovunque funziona così. Ora il Napoli produce degli utili incredibili e chi fattura quelle cifre non può avere un immobile pubblico gratuitamente“.

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Insomma, dopo l’incontro all’Hotel Vesuvio che aveva fatto ben sperare e l’attacco di De Laurentiis al comune è arrivata puntuale la risposta dell’amministrazione comunale. Una sceneggiata che è arrivata all’ennesimo capitolo sperando che giunga prima o poi un lieto fine per i tifosi e i cittadini napoletani.

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