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L’ultima lettere di Alessia, la bambina di 8 anni morta per un tumore: “Mamma sei stata una guerriera”

Una città intera stretta nel silenzio, tra lacrime, applausi e bandiere rosanero. Palermo ha dato l’ultimo saluto ad Alessia La Rosa, la bambina di appena otto anni morta dopo una lunga battaglia contro un aggressivo tumore. La piccola, conosciuta da tutti come la “guerriera”, era diventata negli anni il simbolo di una forza straordinaria e di una passione senza confini per il Palermo Calcio. Il feretro, una piccola bara bianca coperta dai colori rosanero, è arrivato alla Cattedrale accompagnato da un lungo corteo di motociclisti e tifosi partito dallo stadio Renzo Barbera, dove era stata allestita la camera ardente. Migliaia di persone hanno voluto esserci per accompagnare Alessia nel suo ultimo viaggio, trasformando il dolore in una manifestazione collettiva di amore e solidarietà. La sua storia aveva commosso tutta Italia, superando rivalità sportive e appartenenze calcistiche. Persino in diversi stadi italiani erano comparsi striscioni e cori dedicati alla bambina, diventata negli anni una presenza simbolica sugli spalti della Curva Nord. 

All’interno della Cattedrale gremita, il clima era carico di emozione. In prima fila sedevano la mamma Maria Concetta, il padre Giacomo e la sorella Giulia, distrutti dal dolore ma sostenuti dall’abbraccio di un’intera comunità. Presenti anche rappresentanti ufficiali del club rosanero, tra cui il centrocampista Jacopo Segre, legatissimo ad Alessia, e l’allenatore Pippo Inzaghi. Segre ha deposto sulla bara una maglia del Palermo, gesto che ha commosso profondamente i presenti. La bambina era diventata una sorta di mascotte della squadra: spesso era scesa in campo mano nella mano con i giocatori prima delle partite ufficiali. Durante la cerimonia, uno dei momenti più toccanti è stato la lettura della lettera lasciata da Alessia ai suoi familiari e ai compagni della scuola di danza. Parole semplici ma intensissime, piene di ironia e affetto, che hanno fatto esplodere il pianto collettivo nella chiesa. Alessia ha salutato i genitori, i fratelli, il suo maestro di ballo e le amiche della danza con una dolcezza capace di spezzare il cuore. 

La storia della piccola “guerriera” continua però a lasciare un segno anche oltre il dolore. Nelle ultime ore, infatti, dal mondo del calcio è nato un importante progetto solidale: alcuni tifosi del Catania hanno proposto un triangolare benefico tra Palermo, Catania e Venezia per raccogliere fondi destinati alla ricerca contro il cancro infantile. Un gesto simbolico fortissimo, soprattutto considerando la storica rivalità tra le tifoserie siciliane. L’iniziativa è stata lanciata dal tifoso rossazzurro Dario Bucchieri e ha già raccolto consensi sui social e tra gli ultras delle tre squadre coinvolte. Anche i tifosi del Venezia avevano mostrato grande vicinanza ad Alessia nelle settimane precedenti, invitandola allo stadio Penzo per assistere a una partita del Palermo. La madre della bambina, nei giorni successivi alla morte della figlia, aveva raccontato come Alessia fosse riuscita “a unire il mondo intero” grazie alla sua forza e al suo sorriso. Ed è forse proprio questo il lascito più grande della piccola tifosa rosanero: aver dimostrato che davanti alla sofferenza e alla vita non esistono colori, divisioni o rivalità.