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La parentela che lega Walter Mallo al clan Mazzarella

Il giovane ras che ha sfidato i Lo Russo è legato a Francesco Mazzarella, padre di Ciro ('o Scellone), Gennaro ('o Schizzo) e Vincenzo ('o Pazzo)

Cronaca
27 Settembre 2017 12:59 Di Andrea Aversa
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Era il 1998 quando Costantino Sarno affiliato di spicco del clan Licciardi decide di pentirsi dopo essere stato arrestato l’anno precedente. Sarno era entrato in conflitto con il sodalizio fondatore dell’Alleanza di Secondigliano che aveva messo in atto la tremenda vendetta: rapire, uccidere e sciogliere nell’acido 4 degli uomini più fidati di Sarno. I macabri dettagli dell’operazione sono stati poi chiariti agli inquirenti dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Giuseppe Misso junior (nipote omonimo di ‘o Nasone boss storico del Rione Sanità). Walter Mallo, zio omonimo del giovane ras del Rione Don Guanella, era uno di quei 4 uomini scomparsi e rimasti vittima di quella che in gergo camorristico è definita Lupara bianca.

Secondo gli inquirenti ad aver eseguito l’efferato delitto sarebbero stati i Lo Russo, clan storico del panorama camorristico napoletano e da sempre egemone nel quartiere di Miano. ‘i Capitoni, cosi come vengono chiamati, hanno spesso collaborato con i Licciardi e l’Alleanza che proprio tramite i Lo Russo ha allungato la sua influenza dall’area Nord di Napoli verso il centro della città. Fare fuori Sarno e il suo gruppo, che avevano il controllo del contrabbando a Miano, avrebbe permesso ai Capitoni di conservare il totale controllo sulle attività illecite di questo territorio.

Circa venti anni dopo Walter Mallo junior ha organizzato la sua vendetta, l’obiettivo del giovane è quello di vendicare lo zio e l’unica strada percorribile è quella di scatenare una guerra ai Lo Russo indeboliti nell’ultimo decennio da arresti e conflitti. Ma scatenare una faida diretta contro gli odiati nemici sarebbe stato un atto da kamikaze. ‘i Capitoni sono un clan troppo forte, strutturato e radicato per essere impensierito da un ragazzo di poco più di 20 anni. Anche la madre del giovane, come riportato da alcune intercettazioni, ha consigliato al figlio di lasciar perdere: “vai a fare le banche, che prendete quei tre o quattro anni di carcere… ma tu vai contro gente che sta da cinquant’anni qui“. Per questo Mallo decide di attaccare i Lo Russo indirettamente, agendo su un’altra faida in cui  ‘i Capitoni sono coinvolti: quella della Sanità , tra i Vastarella (supportati dai Lo Russo e dall’Alleanza) e gli SpinaEspositoGenidoni. Mallo ha deciso di aiutare questi ultimi offrendo manovalanza e collaborazione pur di colpire i colpevoli della morte dello zio.

Nel rione dove è nato il Principe della risataAntonio de Curtis in arte Totò, è stato versato molto sangue, sono cadute teste sia da una parte che dall’altra (uccisi il boss Pietro Pierino Esposito e suo figlio, vendicati dai propri familiari con quella che è stata definita la Strage delle Fontanelle dove hanno perso la vita Giuseppe Vastarella e Salvatore Vigna), ma la faida è stata poi spezzata dai tanti arresti messi a segno dalle forze dell’ordine che hanno smantellato, in particolare, il clan SpinaEspositoGenidoni uscito sconfitto da questa guerra. Di conseguenza anche le aspirazioni di Walter Mallo si sono ridotte nonostante gli arresti e i pentimenti dei Capitoni che hanno investito e scosso il clan Lo Russo.

La parentela che lega Walter Mallo al clan Mazzarella

La tabella genealogica del clan Zaza-Mazzarella presente nel libro “I clan di camorra” di Luciano Brancaccio

Come si evince dall’immagine a lato (ingrandita a fine articolo) Costantino Sarno (C29 della tabella) fa parte della linea parentale dei Mazzarella. Ma non solo, lo schema genealogico della famiglia erede dei Zaza, così come riportato nel libro scritto da Luciano Brancaccio I clan di camorra”, ha riservato un’altra sorpresa: Gaetano Mallo (B12 della tebella), nonno di Walter, è direttamente imparentato con Francesco Mazzarella (B11 della tebella) padre di Ciro (‘o Scellone), Salvatore (ucciso dal clan Rinaldi nel 1995), Gennaro (‘o Schizzo) e Vincenzo (‘o Pazzo), ammazzato nei pressi del carcere di Poggioreale nel 1998 durante la faida tra il clan retto dagli eredi dei Zaza, alleati con i Misso e i Sarno, proprio contro l’Alleanza di Secondigliano (ContiniLicciardiMallardo).

A sua volta Gaetano Mallo ha avuto due figli Walter (C28 della tabella) e Giovanni (C27 della tabella) rispettivamente uccisi nel 1997 e nel 1998. Quest’ultimo ha un figlio Walter Mallo (D29 della tabella), omonimo dello zio vittima di Lupara Bianca e giovane ras del Rione Don Guanella, che ha scatenato una breve ma intensa guerra contro il clan Lo Russo. E questa vicenda, sempre come afferma Brancaccio nel suo libro, ha dimostrato l’esistenza di un fenomeno molto importante per i clan: il loro radicamento familiare e sociale sul territorio.

La parentela che lega Walter Mallo al clan Mazzarella

Da sinistra Ciro Mazzarella (‘o Scellone), Salvatore Mazzarella ucciso nel 1995, Walter Mallo, Gennaro Mazzarella (‘o Schizzo) e Vincenzo Mazzarella (‘o Pazzo)

Una caratteristica propria dei sodalizi più potenti che è dovuta ad un aspetto: lo stringere rapporti di parentela con altre famiglie. Una prassi che serve a sedare o vincere faide, ma può anche essere utile al sodalizio per “allungare” i suoi tentacoli in altre zone, espandendo il proprio controllo territoriale.

Walter Mallo è stato arrestato a maggio del 2016 e poi condannato a luglio del 2017 in primo grado a 16 anni di detenzione. Mallo junior ha 26 anni, la sua è stata una meteora del mondo criminale. Uno dei tanti ragazzi che crescono in un ambiente in cui spesso e volentieri non c’è molta scelta sulla strada da intraprendere. In questo caso il giovane ras del Rione Don Guanella aveva le idee chiare, vendicare lo zio e scatenare una guerra contro chi lo aveva ammazzato. Il finale è stato però diverso, così come succede in tanti altri episodi che fanno parte della storia camorristica di Napoli.

La parentela che lega Walter Mallo al clan Mazzarella

La tabella genealogica del clan Zaza-Mazzarella presente nel libro “I clan di camorra” di Luciano Brancaccio

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