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	<title>mappa della camorra Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 21 Sep 2022 17:24:33 +0000</lastBuildDate>
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	<title>mappa della camorra Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Mappa della camorra a Napoli, ecco chi &#8220;comanda&#8221; in città</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 13:02:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>AGGIORNATO A MARZO 2022 CON L&#8217;INTEGRAZIONE DELL&#8217;ULTIMA RELAZIONE DELLA DIA RELATIVA AL SECONDO SEMESTRE DEL 2021. I SINGOLI EPISODI DI CRONACA, INVECE, SONO SEMPRE AGGIORNATI QUARTIERE PER QUARTIERE Nella città di Napoli lo scenario criminale resta estremamente fluido ed eterogeneo. L’attenzione dei grandi cartelli criminali è prevalentemente indirizzata verso i circuiti illegali nazionali ed esteri [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/31/la-mappa-della-camorra-a-napoli-ecco-chi-comanda-in-citta/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Mappa della camorra a Napoli, ecco chi &#8220;comanda&#8221; in città</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/31/la-mappa-della-camorra-a-napoli-ecco-chi-comanda-in-citta/">Mappa della camorra a Napoli, ecco chi &#8220;comanda&#8221; in città</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>AGGIORNATO A MARZO 2022 CON L&#8217;INTEGRAZIONE DELL&#8217;ULTIMA RELAZIONE DELLA DIA RELATIVA AL <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/02/25/la-dia-con-il-covid-la-camorra-ha-fornito-un-welfare-piu-rapido-dello-stato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SECONDO SEMESTRE DEL 2021</a>.</strong></p>
<p><strong>I SINGOLI EPISODI DI CRONACA, INVECE, SONO SEMPRE AGGIORNATI QUARTIERE PER QUARTIERE</strong></p>
<p>Nella città di Napoli lo scenario criminale resta estremamente fluido ed eterogeneo. L’attenzione dei grandi cartelli criminali è prevalentemente indirizzata verso i circuiti illegali nazionali ed esteri e si concentra soprattutto nelle silenti strategie di infiltrazione dell’economia legale e di reinvestimento dei proventi delle attività illecite. Peraltro, i clan più autorevoli spesso sovrintendono anche alle attività delinquenziali dei gruppi criminali minori ma non meno aggressivi ai quali nei quartieri cittadini viene affidata la gestione dello spaccio degli stupefacenti e del racket.</p>
<p>Gli episodi di scontro registrati nel semestre29 sono correlati al tentativo di singole com-pagini di affermare il proprio controllo nei diversi contesti urbani. Tali frizioni peraltro spesso sono risultate riconducibili alla storica conflittualità tra i principali cartelli del centro cittadino, MAZZARELLA e ALLEANZA DI SECONDIGLIANO. Nell’area est di Napoli si imporrebbe l’asse criminale costituito dai clan RINALDI, DE LUCA BOSSA, MINICHINI, CUCCARO-APREA che con una struttura militarmente forte contrasterebbe le politiche espansionistiche del clan MAZZARELLA. Un importante ruolo negli assetti criminali dell’area nord della provincia sarebbe rivestita infine dagli AMATO-PAGANO che mantengono la propria influenza anche in alcune aree dei quartieri cittadini di Scampia e Secondigliano. Significativo della pressione criminale esercitata dai sodalizi appare il fenomeno dei numerosi rinvenimenti e sequestri di armi illegali, anche ad alto potenziale, nella disponibilità dei diversi gruppi criminali sia maggiori, sia minori.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/mappa-della-camorra-a-napoli-ecco-chi-comanda-in-citta.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-47026 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/mappa-della-camorra-a-napoli-ecco-chi-comanda-in-citta.jpg" alt="" width="100%"></a></p>
<p><strong>I NUMERI &#8211;&nbsp;</strong>Nella sola città di&nbsp;<strong>Napoli&nbsp;</strong>si contano circa 40 organizzazioni camorristiche per oltre un migliaio di affiliati. Secondo il rapporto del presidente della Corte di Appello di Napoli <strong>Giuseppe De Carolis</strong>, in occasione dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario 2017, emergono i seguenti dati: più <em>omicidi volontari</em> (77 a fronte dei 44 dell&#8217;anno precedente e 103 a fronte di 83 quelli tentati); più <em>rapine</em> (6.342 contro le 6.056 del passato); più <em>usura</em> (40 episodi a fronte di 25); più episodi violenti come le &#8220;<em>stese</em>&#8220;. Queste ultime sono delle sparatorie non controllate, realizzate a bordo di motociclette, per rimarcare il controllo del territorio o inviare un messaggio al clan rivale.&nbsp;Le cosiddette <em>stese</em>, considerate dal procuratore generale&nbsp;<strong>Luigi Riello</strong> &#8220;<em>il nostro terrorismo</em>&#8220;, hanno spesso causato morti innocenti, come quella del giovane&nbsp;<a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/20/a-uccidere-genny-fu-una-stesa-dei-lo-russo-colangelo-nemmeno-i-suoi-amici-ci-hanno-aiutato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Gennaro Cesarano</strong>, avvenuta alla&nbsp;<strong>Sanità</strong> nel settembre del 2015.</a></p>
<p><strong>STRUTTURA &#8211;&nbsp;</strong>L&#8217;escalation di violenza degli ultimi anni è dettata anche dalle strategie di clan storici (Contini, Di Lauro, Amato-Pagano, Licciardi, Mallardo, Mazzarella, Moccia) che, &#8220;<em>limitando il ricorso ad azioni violente lascerebbero la gestione delle attività esecutive a gruppi satellite, per dedicarsi ad attività criminali di più alto profilo, quali il riciclaggio e il reimpiego di denaro di provenienza illecita</em>&#8220;. Risulta impressionante la capacità rigenerativa di queste organizzazioni che, nonostante le numerose operazioni condotte dalla magistratura e polizia giudiziaria, riescono sempre a trovare nuove leve da assoldare sfruttando il misero contesto sociale in cui agiscono. È emblematico, in questo senso, ciò che è accaduto a&nbsp;<strong>Secondigliano</strong> lo scorso aprile 2016, dove sono stati esplosi colpi di kalashnikov contro la caserma dei carabinieri, per vendicare un provvedimento del tribunale dei minori che ha tolto i figli alla moglie del giovane boss della&nbsp;Vanella Grassi,&nbsp;<a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/05/11/arrestato-superlatitante-umberto-accurso/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Umberto Accurso</strong> arrestato il mese successivo dopo oltre due anni di latitanza</a>.</p>
<p><strong>ATTIVITÀ &#8211;&nbsp;</strong>I clan, sempre secondo quanto riportato dalla relazione della <strong>DIA</strong>, influenzano nello specifico cinque settori dell&#8217;economia legale (senza considerare lo <strong>spaccio internazionale di stupefacenti</strong> che rappresenta l&#8217;entrata principale per ogni organizzazione criminale): gli appalti nella pubblica amministrazione, la sanità, le scommesse sportive, il mercato agro-alimentare e dei rifiuti.</p>
<p>Per quanto riguarda le <strong>gare di appalto</strong>, &#8220;<em>la linea di tendenza è quella di attuare il cosiddetto &#8220;metodo del tavolino&#8221;, che consiste nel programmare una rotazione illecita degli appalti pubblici, che si fonda sull&#8217;accordo tacito secondo il quale, a turno, tutte le imprese partecipanti al &#8220;sistema&#8221; si impegnano preventivamente ad offrire, nel corso della gara, il maggior ribasso &#8211; già concordato &#8211; acquisendo in questo modo la certezza di ottenere l&#8217;aggiudicazione dell&#8217;appalto pubblico<span style="font-size: 12.5px;">.&nbsp;</span>Il previo accordo oltre a rendere meno visibile la presenza mafiosa, eviterebbe il generarsi di contrasti, rendendo allo stesso tempo più complessa l&#8217;attività repressiva</em>&#8220;. Inoltre, sono previsti dei &#8220;<em>pacchetti assicurativi</em>&#8221; per gli imprenditori coinvolti: &#8220;<em>la difesa da richieste estorsive da parte di altre famiglie camorriste e l&#8217;intervento nei confronti di funzionari ed amministratori comunali nel caso dovessero tentare di rallentare, anche a seguito di controlli legittimi, l&#8217;esecuzione dei lavori</em>&#8220;.</p>
<p>Nell&#8217;<strong>ambito sanitario</strong> l&#8217;intervento delle organizzazioni camorristiche è finalizzato alla gestione di attività strumentali al funzionamento di grandi strutture ospedaliere nella zona collinare di&nbsp;<strong>Napoli&nbsp;</strong>(servizi di pulizia <em>in primis</em>). Per quanto riguarda le <strong>scommesse sportive,</strong> in un&#8217;inchiesta del 5 maggio 2016, emerge il coinvolgimento del clan della&nbsp;Vanella Grassi nell&#8217;alterazione di alcuni risultati di gare professionistiche calcistiche (Serie B 2013-2014).</p>
<p>Infine, per quanto concerne il <strong>mercato agro-alimentare</strong> &#8220;<em>le mafie agiscono sull&#8217;intera filiera: dall&#8217;accaparramento dei terreni, agricoli all&#8217;intermediazione nella vendita dei prodotti, dal trasporto e lo stoccaggio dei prodotti fino al reinvestimento dei profitti illeciti nei centri commerciali, cui deve aggiungersi l’imposizione della vendita di determinate marche e prodotti di generi alimentari, quale altra forma di velata estorsione</em>&#8220;. Il fenomeno delle <strong>agro-mafie</strong>&nbsp;si intreccia con quello dello <strong>smaltimento illegale dei rifiuti</strong>&nbsp;che causa l&#8217;inquinamento di terreni e falde acquifere. In questo contesto emerge una collusione dei clan con professionisti e amministratori: &#8220;<em>i primi coinvolti nell&#8217;assegnazione ai clan degli appalti per la raccolta ed il trattamento dei rifiuti, i secondi nella pre-disposizione di falsi documenti di trasporto e certificati di analisi alterati</em>&#8220;.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/02/06/camorra-e-paranze-a-napoli-comandano-piccoli-eserciti-di-sbandati-e-i-clan-fanno-i-loro-affari/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>RELAZIONE DIA PRIMO SEMESTRE 2017</strong> </a>&#8211;&nbsp; “<strong>Piccoli eserciti</strong>” composti da “<strong>ragazzi sbandati</strong>, senza una vera e propria identità storico-criminale che,&nbsp;da anonimi delinquenti, si sono impadroniti del territorio attraverso una quotidiana violenza più che mai esibita, utilizzata quale strumento di affermazione e assoggettamento ma, anche, di sfida verso gli avversari”. Ma anche clan storici, come i&nbsp;<strong>Mallardo</strong>, i&nbsp;<strong>Polverino</strong>&nbsp;e i&nbsp;<strong>Moccia</strong>&nbsp;che, nonostante il carcere duro a cui sono sottoposti gli storici boss, rivestono un ruolo di primo piano nell’economia campana e nazionale. Questo lo scenario delineato nella relazione dalla&nbsp;<strong>Direzione Investigativa Antimafia</strong>&nbsp;relativa al primo semestre del 2017 nella zona di Napoli e provincia.</p>
<p>In Campania si apprezza uno scenario criminale mutevole ed eterogeneo, caratterizzato da un lato da dinamiche operative violente ed incontrollate, dall’altro da una profonda infiltrazione, ad opera di storici clan napoletani e dell’area casertana, nel tessuto economico e imprenditoriale, locale e ultra regionale. La morfologia di alcune strutture camorristiche si caratterizza, da diverso tempo, per l’assenza al vertice di leader autorevoli, molti dei quali sottoposti al regime previsto dal carcere duro (41 bis) dell’ordinamento penitenziario, altri passati a collaborare con la giustizia, motivi per cui si è innescata una lunga fase di accese e caotiche conflittualità in seno alle strutture stesse, generando lotte intestine e scontri per assicurarsi il comando.</p>
<p><strong>I NUMERI AGGIORNATI –</strong>&nbsp;A Napoli e provincia complessivamente risultano&nbsp;<strong>89 clan</strong>&nbsp;(per un numero complessivo di circa<strong>&nbsp;4.500 affiliati</strong>) di cui 42 operativi a Napoli e 47 in provincia che interagiscono tra loro in equilibrio instabile e in territori caratterizzati da una densità abitativa elevatissima, ove è più facile – sotto il profilo delle risorse umane disponibili – rinnovare costantemente gli organigrammi dei sodalizi.</p>
<p>Per il <strong>report</strong> completo sull&#8217;ultima relazione semestrale della DIA continua a leggere <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/02/06/camorra-e-paranze-a-napoli-comandano-piccoli-eserciti-di-sbandati-e-i-clan-fanno-i-loro-affari/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>cliccando qui</strong></a>.</p>
<p><strong>CLICCA SUI QUARTIERI PER SCOPRIRE TUTTI I DETTAGLI SULLA CAMORRA IN OGNI ZONA</strong></p>
<p><iframe src="https://www.google.com/maps/d/u/2/embed?mid=1pMoGNS5vZahk0bsb-Te-dARzAIc" width="640" height="480"></iframe></p>
<p><strong>AREA CENTRALE</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/28/camorra-a-forcella-mazzarella-paranza-dei-bimbi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Forcella-Decumani-Mercato</a>&nbsp;&#8211;</strong>&nbsp;Da una parte quel che resta della <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/10/condannata-la-paranza-dei-bimbi-minacce-e-insulti-in-aula-al-pm-woodcock/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>&#8216;paranza dei bimbi&#8217;</strong></a>, il cartello formato dalle famiglie <strong>Sibillo</strong>, <strong>Amirante</strong>, <strong>Brunetti</strong>. Dall&#8217;altra lo storico clan <strong>Mazzarella</strong> (supportato a Forcella dalla famiglia <strong>Del Prete</strong>). In mezzo le nuove leve della terza generazione dei <strong>Giuliano</strong> e alcuni &#8216;<em>girati</em>&#8216; del clan <strong>Mazzarella</strong>.</p>
<p><strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/07/camorra-viaggio-nel-regno-del-clan-contini-che-domina-vasto-e-poggioreale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vasto-Poggioreale</a>&nbsp;&#8211;</strong>&nbsp;Storica roccaforte del clan <strong>Contini</strong> è la zona del Vasto, Arenaccia, Rione Amicizia, Ferrovia e Borgo Sant&#8217;Antonio Abate. Nonostante arresti, sequestri ed una sentenza di primo grado dello scorso&nbsp;&nbsp;<a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/12/28/processo-al-clan-contini-la-sentenza-colpo-ai-capi-del-sodalizio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">28 dicembre, nella quale il&nbsp;<strong>Tribunale di Napoli</strong>&nbsp;ha condannato ben 64 affiliati al sodalizio per un totale di più di sei secoli di carcere</a>, il clan <strong>Contini</strong> resta egemone su questo territorio. Tale sentenza ha mostrato la rete economica e finanziaria dell’organizzazione criminale A Poggioreale regnano sempre i <strong>Mazzarella</strong>.</p>
<p><strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/04/19/viaggio-nella-sanita-dopo-il-regno-dei-misso-la-faida-tra-i-vastarella-e-gli-esposito-genidoni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sanità-Materdei</a>&nbsp;&#8211; </strong>E&#8217; la zona dove nel 2016 la faida tra clan è stata più feroce: da una parte gli <strong>Esposito-Genidoni-Spina</strong>, supportati dal gruppo di <strong>Walter Mallo</strong> (Miano), dall&#8217;altra i <strong>Vastarella</strong>, alleati con i <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/02/18/faida-del-rione-sanita-il-doppio-gioco-dei-sequino-e-gli-incontri-con-zia-patrizia-24-arresti-tutti-i-nomi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Savarese-Sequino</strong></a>, e supportati dai <strong>Lo Russo</strong> (oggi quasi tutti collaboratori di giustizia) e dai <strong>Licciardi</strong> della Masseria Cardone. Tuttavia il 2017 è stato l&#8217;anno della scure giudiziaria che ha &#8220;decapitato&#8221; il cartello&nbsp;<strong>Esposito-Genidoni-Spina</strong>. Ad oggi il rione Sanità è conteso dai&nbsp;<strong>Vastarella</strong> che sono entrati in conflitto con i&nbsp;<strong>Sequino-Savarese</strong>. Invece, nel quartiere, è emerso il clan&nbsp;<strong>Mauro</strong>.</p>
<p><strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/02/camorra-clan-e-faide-di-palonetto-quartieri-spagnoli-e-cavone/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pallonetto, Quartieri Spagnoli e Cavone</a> &#8211; </strong>Nella zona del Cavone, mentre lo scorso anno si è riscontrata una situazione di instabilità che ha visto contrapposti il clan <strong>Lepre</strong> con quello degli <strong>Esposito</strong>, ad oggi il primo sodalizio è tornato a primeggiare nei rapporti di forza. Il secondo è, invece, attivo anche nei Quartieri Spagnoli. Qui invece il declino dei <strong>Mariano</strong>, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/07/19/camorra-si-pente-il-boss-dei-quartieri-spagnoli-marco-mariano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>dopo arresti e pentimenti</strong></a>, ha favorito l&#8217;ascesa dei <strong>Ricci</strong> (alleati con i <strong>Saltalamacchia</strong>) e di nuovi clan emergenti (come il gruppo dei <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/01/30/blitz-ai-quartieri-spagnoli-19-arresti-le-file-del-clan-farelli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Farelli</strong></a>). Da non sottovalutare la famiglia <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/11/08/arrestata-anna-terraciano-donna-boss-dei-quartieri-spagnoli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Terracciano</strong></a>, egemone nella zona delle <em>Chianche</em>&nbsp;alle spalle di piazza Carità. In quest&#8217;area si sono stabiliti anche i&nbsp;<strong>Masiello-Mazzanti</strong> che si contendono la gestione delle attività illecite con i&nbsp;<a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/02/19/camorra-settimana-da-incubo-per-i-clan-arrestato-il-boss-saltalamacchia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ricci-Saltalamacchia</strong></a>. Ad oggi <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/13/quartieri-spagnoli-gli-equilibri-nelle-mani-degli-eredi-dei-vecchi-clan/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gli equilibri criminali</a> che caratterizzano i vicoli tra&nbsp;<em>San Ferdinando</em> e&nbsp;<em>Montecalvario</em> sono molto deboli considerata anche la riorganizzazione delle nuove generazioni della famiglia&nbsp;<strong>Mariano</strong>.&nbsp;Nella zona del Pallonetto invece il predominio degli <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/17/napoli-maxi-blitz-dei-carabinieri-santa-lucia-45-arresti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Elia</strong></a> è stato ridimensionato da recenti attività investigative.</p>
<p><strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/10/la-camorra-che-controlla-la-napoli-bene-viaggio-a-chiaia-torretta-e-posillipo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Chiaia-Torretta-Posillipo</a>&nbsp;&#8211; </strong>Nella zona della Napoli bene sono presenti i gruppi <strong>Piccirillo-Frizziero e Cirella-Strazzullo</strong>. A Posillipo invece il clan facente capo ad <strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/06/09/antoni-calone-boss-posillipo-fermato-dai-carabinieri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Antonio Calone</a></strong> risulta indebolito dopo l&#8217;arresto di quest&#8217;ultimo, avvenuto lo scorso 9 giugno.</p>
<p><strong>AREA NORD</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/04/10/camorra-di-vomero-e-arenella-clan-cimmino-padrone-di-appalti-e-racket/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vomero-Arenella&nbsp;</a>&#8211;</strong>&nbsp;Il clan storico della zona collinare di Napoli è quello della famiglia Cimmino con il boss,&nbsp;<strong>Luigi Cimmino</strong>, arrestato il 5 marzo 2016 in Veneto dopo una latitanza di quasi un anno. Gli affari illeciti restano però saldamente nelle mani delle figure più anziane dell&#8217;organizzazione criminale.</p>
<p><strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/07/di-lauro-e-figli-storia-di-una-famiglia-criminale-che-ora-punta-al-business-pulito/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Secondigliano-Scampia-San Pietro a Patierno</a>&nbsp;</strong>&#8211;&nbsp;Quelli di Secondigliano e Scampia sono i territori in cui agiscono più clan. In particolare sono sempre presenti i <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/12/camorra-antonio-e-vincenzo-licciardi-presto-in-liberta-i-figli-del-boss/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Licciardi</strong></a>, nella zona della <em>Masseria Cardone</em>, e i <strong>Di Lauro</strong> a Scampia, guidati dai <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/07/di-lauro-e-figli-storia-di-una-famiglia-criminale-che-ora-punta-al-business-pulito/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">figli di Paolo detto <em>Ciruzzo &#8216;o milionario</em></a>, alcuni scarcerati di recente o altri latitanti da ben <strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/12/27/continua-la-latitanza-di-marco-di-lauro-il-fantasma-di-scampia-sfugge-alle-forze-dellordine/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come Marco Di Lauro irreperibile da 12 anni</a></strong>. Quest&#8217;ultimo si contende con la <strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/13/la-vacanza-ibiza-duplice-omicidio-accurso-fori-fratelli-matuozzo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vanella Grassi</a></strong> il controllo del traffico di stupefacenti, nonostante i &#8216;<em>girati</em>&#8216; siano stati colpiti duramente da arresti e blitz. In <strong>via Ghisleri</strong>, in quella zona chiamata del&nbsp;<em>Lotto T/A&nbsp;</em>sono attivi i&nbsp;<strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/09/18/ucciso-nel-suo-palazzo-il-messaggio-degli-scissionisti-ai-notturno-state-zitti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Notturno</a>&nbsp;</strong>indeboliti dalla collaborazione con la giustizia di&nbsp;<strong>Gennaro &#8216;<em>o Sarracino</em> Notturno</strong>.&nbsp;Nella zona delle <em>Case Celesti</em> a Secondigliano è ancora attivo il clan Marino mentre a San Pietro a Patierno si registra una supremazia dei superstiti del clan <strong>Bocchetti</strong>. Presente invece nei comuni a nord di Napoli (Melito, Arzano e Casavatore) il clan degli <strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/17/maxi-blitz-della-polizia-arrestata-rosaria-pagano-moglie-di-pietro-amato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Amato-Pagano</a></strong>, gli Scissionisti di Scampia che hanno trovato la loro roccaforte in questi territori.</p>
<p><strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/05/03/storia-dei-lo-russo-da-padroni-di-napoli-a-pentiti-di-camorra/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Miano-Chiaiano-Piscinola</a>&nbsp;&#8211; </strong>Fino a pochi mesi fa era il regno incontrastato dei Lo Russo, alias &#8216;<em>i capitoni</em>&#8216;,<a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/07/18/colpo-al-clan-lo-russo-si-pente-carlo-decimata-la-famiglia-dei-capitoni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong> colpiti negli ultimi mesi da arresti e pentimenti eccellenti</strong></a>. Quest&#8217;ultima decisione ha provocato un cambiamento degli assetti criminali in questi tre quartieri a nord di Napoli. Presenti anche i reduci del gruppo riconducibile a <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/10/17/napoli-arrestato-esponente-del-clan-mallo-decisive-le-intercettazioni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Walter Mallo, arrestato lo scorso maggio 2016</strong></a>, che hanno la loro roccaforte nel rione Don Guanella e che nei mesi precedenti avevano dato origine a una violenta guerra contro <strong>Lo Russo</strong>, appoggiando gli <strong>Esposito-Genidoni-Spina</strong> nel rione Sanità. Di questa situazione di caos generale avrebbero approfittato i <strong>Licciardi</strong> della Masseria Cardone per espandere la propria influenza in questi territori per il controllo degli affari illeciti.</p>
<p><strong>AREA EST</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/20/camorra-a-ponticelli-da-feudo-dei-sarno-alla-faida-tra-damico-e-de-micco/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ponticelli</a>&nbsp;&#8211; </strong>Situazione considerata &#8211; secondo il rapporto della Dia &#8211; in pieno fermento a causa della nascita di nuovi giovani gruppi criminali dopo i numerosi arresti che hanno decimato il clan <strong>D&#8217;Amico</strong> (i cosiddetti &#8216;<em>fraulella</em>&#8216;). Gli equilibri sono in continuo mutamento anche se al momento il clan predominante è quello dei <strong>De Micco</strong> (denominati &#8220;<em>bodo</em>&#8221; per il tatuaggio identificativo che portano sulla pelle), raggiunti nel novembre 2017 da 23 ordinanze di custodia cautelare. Tra i destinatari anche il<a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/11/28/scacco-ai-padroni-di-ponticelli-smantellato-il-clan-de-micco-il-boss-sono-il-capo-perche-penso/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong> boss &#8220;pensante&#8221; Luigi De Micco</strong></a>.</p>
<p><strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/06/guerre-di-camorra-a-san-giovanni-e-barra-focus-sul-fronte-orientale-di-napoli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">San Giovanni a Teduccio-Barra</a>&nbsp;&#8211; </strong>Il quartiere di San Giovanni a Teduccio è scenario dei contrasti tra le famiglie <strong>Mazzarella</strong> e <strong>Rinaldi-Reale-Formicola</strong>.&nbsp;A Barra invece appare in difficoltà il sodalizio Cuccaro-Aprea, fenomeno che potrebbe provocare l&#8217;ascesa di clan emergenti o l&#8217;allargamento della propria zona di influenza da parte dei gruppi presenti a Ponticelli. Nel febbraio del 2019 i carabinieri hanno arrestato il<a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/02/16/il-retroscena-sulla-cattura-di-my-way-rinaldi-era-casa-di-parenti-a-giocare-bollette/?fbclid=IwAR1Hk54g6BE8xPFGfFH44B6uGDIJifi1u8XiQkwUDI3MtGlKWHSs0JDgM9A" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong> boss Ciro Rinaldi,</strong></a> latitante da cinque mesi e ricercato perché ritenuto il mandante di tre omicidi.</p>
<p><strong>AREA OVEST</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/14/camorra-scacco-ai-clan-di-pianura-28-arresti-lagguato-mancato-al-ras-video/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pianura</a>&nbsp;&#8211;</strong>&nbsp;Nel quartiere alla periferia occidentale di Napoli è in corso da diversi mesi una violenta guerra tra lo storico clan dei<strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/08/28/camorra-il-boss-di-pianura-parla-e-inguaia-i-suoi-affiliati-perna-ucciso-dal-suo-stesso-clan/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Pesce-Marfella-Foglia</a></strong> e il gruppo emergente <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/09/faida-di-pianura-dal-carcere-il-boss-manda-pizzini-nelle-buste-di-patatine-distruggi-tutta-la-famiglia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">capeggiato da <strong>Salvatore Romano</strong></a> e supportato dai reduci dei Mele. A marzo 2017 un&#8217;operazione della Squadra Mobile di Napoli ha portato all&#8217;esecuzione di <strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/14/camorra-scacco-ai-clan-di-pianura-28-arresti-lagguato-mancato-al-ras-video/">27 ordinanze di custodia cautelare</a></strong> ai danni di affiliati del clan Pesce-Marfella. Nel precedente mese di febbraio, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/19/armi-e-auto-rubate-arrestati-a-pianura-il-boss-romano-e-tre-affiliati-al-clan-mele/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>quattro esponenti</strong></a> dei Mele-Romano furono arrestati in flagrante dai carabinieri mentre si trovavano a bordo di un&#8217;auto rubata nei pressi di un fondo agricolo dove erano nascoste delle armi. A partire poi dall&#8217;estate del 2017 i principali elementi dei due clan hanno iniziato a<a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/08/13/camorra-i-boss-stanno-cantando-poker-di-pentiti-a-pianura/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong> collaborare con la giustizia</strong></a>. Nel maggio del 2018, al termine del processo di primo grado, i due clan hanno riportato <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/05/08/clan-demoliti-a-pianura-tutte-le-condanne-in-primo-grado-torna-libero-il-leone-orefice/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>quasi due secoli e mezzo di carcere</strong></a>.</p>
<p><strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/02/07/pace-e-droga-la-mappa-della-camorra-nel-rione-traiano-gli-arresti-non-fermano-lo-spaccio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Soccavo-Rione Traiano</a>&nbsp;&#8211; </strong>Zona in continuo fermento criminale nel 2016 quella di Soccavo dove sono contrapposti i clan Vigilia, supportati dai Pesce-Marfella di Pianura, e il gruppo Sorianiello, aiutato invece dalle nuove leve di Pianura e dai Giannelli di Bagnoli. Diversa invece la situazione nel Rione Traiano, diventato negli ultimi anni la principale piazza di spaccio presente a Napoli. Sono ben quattordici i luoghi di smercio che si <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/27/rione-traiano-spari-contro-casa-15enne-molestata-dal-boss-due-arresti-nel-clan-cutolo-video/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dividono le famiglie Puccinelli e Cutolo</a>, nonostante qualche contrasto con i vicini gruppi criminali di Soccavo. I clan del Rione Traiano hanno però subito un duro colpo in seguito all&#8217;operazione condotta dai carabinieri, al termine delle indagini della magistratura, che il 31 gennaio 2017 ha portato all&#8217;arresto di ben <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/31/napoli-blitz-contro-i-padroni-della-droga-rione-traiano-liberato-video/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">88 affiliati a varie famiglie riconducibili al gruppo principale dei Puccinelli.</a></p>
<p><strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/23/la-camorra-a-bagnoli-e-fuorigrotta-omicidi-stese-e-racket-nella-terra-di-nessuno/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bagnoli-Fuorigrotta</a>&nbsp;&#8211;</strong>&nbsp;Il 2016 è stato l&#8217;anno nel quale le forze dell&#8217;ordine hanno smantellato quel che restava del clan D&#8217;Ausilio, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/12/19/preso-il-boss-di-bagnoli-felice-dausilio-era-latitante-dopo-un-permesso-premio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">con l&#8217;arresto di <strong>Felice D&#8217;Ausili</strong>o dopo mesi di latitanza in seguito al mancato rientro in carcere dopo un permesso premio</a>, e preso <strong>Alessandro Giannelli</strong>, a capo dell&#8217;omonimo gruppo di fuoco che in passato faceva parte proprio dei D&#8217;Ausilio, prima di avviare una vera e propria scissione. A Fuorigrotta invece sono tre i clan a dividersi il territorio nella penombra: i Zazo nella zona dello stadio San Paolo, il sodalizio Iadonisi per la parte vecchia del quartiere e i Baratto-Bianco zona via Leopardi-via Cumana.</p>
<p style="text-align: right;"><em>di Andrea Aversa e Ciro Cuozzo</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/31/la-mappa-della-camorra-a-napoli-ecco-chi-comanda-in-citta/">Mappa della camorra a Napoli, ecco chi &#8220;comanda&#8221; in città</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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