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Bomba carta sotto la casa della famiglia del boss, l’avvertimento: “Non deve pentirsi”

L'ordigno esploso sotto l'abitazione di Umberto D'Amico sarebbe un messaggio intimidatorio per scoraggiare la sua collaborazione con la giustizia

Cronaca
11 Luglio 2019 13:22 Di redazione
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Panico e terrore nel rione VillaSan Giovanni a Teduccio dove poco dopo la mezzanotte di ieri è stato fatta esplodere una bomba carta sotto un’abitazione. Gli inquirenti hanno poi capito che in quella casa risiede la famiglia di Umbero D’Amico detto ‘o Lione.

Quest’ultimo, 29 anni, sarebbe uno dei reggenti della zona per il clan Mazzarella, alleato proprio con i D’Amico contro il cartello criminale avversario composto dai sodalizi Rinaldi – Reale – Formicola.

D’Amico è attualmente detenuto ma il clan avrebbe voluto inviargli un messaggio. Infatti, secondo quanto riportato da Il Mattino, il giovane ras sarebbe stato pronto a collaborare con la giustizia. Un affronto troppo grande per l’organizzazione camorristica.

D’Amico è detenuto da circa due mesi. È stato arrestato dopo aver ricevuto l’accusa di essere il mandante dell’agguato eseguito contro Luigi Mignano lo scorso mese di aprile. Un delitto passato alla storia delle cronache come “l’omicidio dello zainetto“.

Infatti Mignano fu ammazzato all’esterno dell’Istituto Vittorino da FeltreSan Giovanni mentre accompagnava il nipotino a scuola. Il piccolo aveva lasciato sul luogo dell’assassinio il suo zaino con l’immagine di un noto super eroe. Una foto che ancora oggi continua a raccontare uno degli episodi più tristi della periferia Est di Napoli.

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