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“Giustizia per Stefania”, le reazioni dei familiari della donna uccisa da D’Aponte

Ieri c'è stata la sentenza che ha condannato all'ergastolo l'uomo colpevole di aver ucciso la moglie sparandole all'interno della sua auto

Cronaca
13 febbraio 2018 11:21 Di redazione
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Ieri il Gup (Giudice per le udienze preliminari) Grunieri che ha presieduto il collegio del Tribunale di Napoli Nord, ha condannato Carmine D’Aponte all’ergastolo per l’omicidio della moglie Stefania Formicola avvenuto il 19 ottobre del 2016. Accolta, dunque, la richiesta fatta dal Pm Fabio Sozio lo scorso 21 dicembre.

Una storia come tante che spesso finiscono in tragedia. Così è stato per la povera Stefanila cui unica colpa è stata quella di voler lasciare il marito. Una relazione caratterizzata da forti litigi, a volte anche violenti. Un clima di tensione che si era manifestato con l’intera famiglia Formicola con la quale D’Aponte ha spesso discusso animatamente, soprattutto con il suocero.

Lei viveva da tempo con i suoi genitori e aveva messo la parola fine al rapporto con Carmine. Ma lui non l’aveva accettato, così quella maledetta sera è andato a prenderla e dopo un rapido giro e l’ennesima discussione avvenuta in macchina, è accaduto l’irreparabile. D’Aponte ha estratto l’arma ed ha esploso un colpo d’arma da fuoco a bruciapelo, a distanza ravvicinata. Il proiettile si è conficcato nell’addome di Stefania senza lasciarle alcuna speranza.

La famiglia Formicola distrutta dal dolore ha reagito in modo positivo alla condanna. Dopo due anni, il processo si è concluso attraverso il rito abbreviato. Come dichiarato dall’avvocato Raffaele Chiummariello: “È una delle poche volte in cui, nonostante il giudizio abbreviato, il Gup irroga la pena dell’ergastolo con pene accessorie compreso la revoca della patria potestà nei confronti dei figli minori per i quali è stata riconosciuta anche una provvisionale. Penso che siano state accolte in piene le richieste dell’accusa è della parte civile“.

Proprio per quanto riguarda l’affidamento dei figli della coppia, si è scatenata un’ulteriore battaglia giudiziaria, per il cui esito è stata decisiva una lettera lasciata proprio dalla stessa Stefania, quasi come se avesse annunciato la tragedia: “Alla mia morte, qualunque ne sia la causa, mio figlio deve essere affidato a mia madre e mio padre e in caso di loro morte a mia sorella Fabiana”.

In merito, ha dichiarato l’avvocato Nino Longobardi: “Il Tribunale ha già emesso il provvedimento di decadenza della responsabilità genitoriale (quello che è normalmente definito come patria potestà) ed ha affidato definitivamente ai nonni, miei assistiti, i due nipoti, orfani di mamma. Il Tribunale per i minorenni ha addirittura, su mia richiesta, vietato anche contatti tra i minori e la famiglia del padre“.

Sono state di soddisfazioni le reazioni dei familiari di Stefania. “Un ringraziamento speciale all’avvocato Libera Cesino a mia cugina Antonella formicola e all’avvocato Chiummariello per la professionalità e l’umanità che hanno messo nel caso di mia nipote Stefania! Oggi mi è sembrato di rivivere la stessa telefonata di quel maledetto 19 ottobre. Quando mio fratello mi telefonò in lacrime per avvisarmi per la tragica fine di sua figlia. Stessa sensazione nel mio cuore ma con un risultato diverso…positivo. Perché giustizia è stata fatta!

Ergastolo per Carmine d’Aponte! Viva la giustizia! Il regalo più bello nel giorno del mio compleanno.Mia nipote Stefania Formicola, vittima di femminicidio!

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