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Ancora furbetti del reddito al Nord: per qualcuno erano solo a Napoli

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25 Novembre 2021 13:55 Di redazione
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Scoperti nuovi “furbetti” del Reddito di cittadinanza al Nord, stavolta le fiamme gialle hanno incastrato 65 brianzoli accusati di aver percepito, senza averne diritto, il sussidio pubblico. Per una truffa , avvenuta tra Monza, Seregno e Seveso, ai danni dello Stato di oltre 350mila euro.

Non è la prima volta, nel corso degli ultimi mesi, che la Guardia di Finanza registra nel Settentrione chi approfitta del sostegno pur non avendone difatti bisogno. Ma per molti, negli ultimi anni, queste truffe sarebbero avvenute solo a Napoli o più in generale nel Sud.

L’attività investigativa svolta dalla Guardia di Finanza di Monza – originata sia dall’analisi di rischio della componente speciale della guardia di finanza in materia di prestazioni sociali agevolate sia dalla valorizzazione trasversale dell’attività di intelligence e del patrimonio informativo in materia di sommerso da lavoro, contrasto ai traffici illeciti, controllo economico del territorio e sommerso d’azienda – si è concentrata in particolare sulla posizione di alcuni soggetti beneficiari, preliminarmente individuati per gli alti profili di rischio, con l’estensione degli accertamenti economico-patrimoniali ai componenti dei rispettivi nuclei familiari.

Dei 65 soggetti indebitamente beneficiari (di cui sei di origine extracomunitaria), il 35% non è risultato in possesso dei requisiti di onorabilità, in quanto destinatari di una misura cautelare personale e/o condannato in via definitiva, nei dieci anni precedenti la richiesta, per un grave delitto. Tra questi, un cittadino monzese che ha indebitamente percepito 8 mila euro in quanto sottoposto agli arresti, nel periodo di erogazione del beneficio economico, a seguito di una sentenza penale definitiva di condanna emessa dall’autorità giudiziaria anche per associazione di tipo mafioso, nell’ambito degli sviluppi dell’operazione ‘Oversize’ condotta nei confronti di un’organizzazione criminale facente capo a un boss della ‘ndrangheta, attualmente detenuto in regime di 41-bis.

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