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Chi era Antonio Natale, da pizzaiolo a “ragazzo sbagliato”: la mamma lo aveva denunciato, “Ha pagato con la vita il suo sbaglio”

Cronaca
22 Ottobre 2021 14:08 Di Fabiana Coppola
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Antonio Natale, il 22enne di Caivano, scomparso e poi ritrovato cadavere nei pressi di un campo rom, era un ragazzo che viveva in una famiglia per bene. Nel Parco Verde di Caivano esistono diverse famiglie non legate alla malavita e allo spaccio e quella del ragazzo ucciso è una di queste. A parlare è proprio la mamma della vittima che, in un appello insieme al figlio e a Francesco Emilio Borrelli, dichiara che “non si fermerà e che non ha paura“. Il giovane probabilmente è stato ucciso per motivi legati allo spaccio di droga, forse uno sgarro fatto a qualche clan. Si indaga per ricostruire il movente dell’omicidio e la dinamica che ha condotto al brutale assassinio.

In sostanza Antonio era un ragazzo che aveva certamente sbagliato, come sostengono i suoi stessi parenti, ma che la famiglia aveva provato a recuperare fino al triste e terribile epilogo. La mamma e i fratelli avevano avuto la forza di voler salvare Antonio, ma non ci sono riusciti. Alle spalle del giovane ucciso ci sono una mamma che andava a lavorare, fratelli emigrati in Germania per lavorare e vivere onestamente perché lì, nel Parco Verde di Caivano, ormai c’è solo spaccio e morte. Un vero e proprio sistema di videosorveglianza ideato dalla camorra della zona per controllare le piazze e schermare i telefoni degli indesiderati. La costruzione di un luogo in cui i giovani non hanno speranza, si perdono nell’illusione di una vita più facile e senza sacrifici, senza pensare troppo all’unica verità, ovvero che da queste realtà si esce soltanto in due modi: andando in carcere o sotto terra.

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Chi era Antonio Natale: un bravo ragazzo che si è perso nel Parco Verde

Anche Antonio, come i fratelli, era andato in Germania per lavorare come pizzaiolo. Era emigrato per sfuggire alla povertà e alla miseria che zone come il Parco Verde offrono come pane quotidiano. Aveva tentato di dare una possibilità ai suoi 22 anni facendo anche lui, come i fratelli, la professione napoletana per eccellenza. Poi è arrivata la pandemia, le pizzerie hanno chiuso, il lavoro ha iniziato a scarseggiare anche in paesi decisamente più sviluppati del nostro, come quello tedesco. Antonio è tornato a casa, a Caivano, e ha fatto di nuovo i conti con il Parco Verde. Questa volta però, anche se i suoi esempi di vita onesta erano presenti, ha voluto scegliere una strada diversa: quella della droga.

Come lo stesso fratello ha dichiarato, Antonio non aveva deciso la strada sbagliata per sostenere la famiglia. Il suo era un desiderio di fare soldi facili, di potersi permettere un tenore di vita più lussuoso, ingannato dalla velocità con la quale un ragazzo può guadagnare cifre importanti spacciando. Il 22enne voleva concedersi qualche “sfizio”, voleva percorrere un cammino che non porta a nulla di buono, ma che in quel momento era per lui la scelta. Mai avrebbe ricevuto approvazione dalla mamma e dai fratelli.

La donna ha raccontato di aver personalmente denunciato il proprio figlio perché voleva che lo arrestassero, che lo portassero in carcere. Voleva così salvare la vita a quel figlio che stava sbagliando, ma che amava immensamente. Purtroppo non è riuscita a portare avanti la sua missione, ma oggi, dopo la morte del ragazzo, non si ferma e chiede giustizia senza paura.

“Lei sta smuovendo delle cose, si sta facendo un cambiamento con la signora che ci sta mettendo la faccia. Questa famiglia non deve diventare un caso umano, ma la punta di un’iceberg di una battaglia sana”, sono le parole che Gianni Simioli dichiara in trasmissione a favore del gesto della famiglia di Antonio Natale. Francesco Emilio Borrelli ha annunciato che nei prossimi giorni ci saranno iniziative per aiutare la famiglia del ragazzo a combattere contro la camorra e gli spacciatori, per cercare di salvare le vite di altri “ragazzi sbagliati” e fare in modo che  non ci siano altri Antonio! “Ha pagato un prezzo alto per il suo sbaglio: la sua vita”, conclude il fratello.

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