Ultimo aggiornamento lunedì, 11 Novembre 2019 - 21:31

Chi è Don Michele Mottola: il parroco di famiglia che abusava sessualmente della ragazzina di 10 anni

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8 Novembre 2019 14:55 Di redazione
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Ha solo dieci anni la vittima abusata da Don Michele Mottola, quando l’orrore entra a far parte della sua vita. E’ il parroco di famiglia a farle del male e oggi è stato arrestato perché accusato di abusi nei confronti della minore. L’arresto è stato eseguito dalla polizia su ordine del tribunale di Napoli.

Le Iene hanno denunciato il caso raccontandola storia della bambina, oggi 11 anni, che con incredibile coraggio e lucidità è riuscita a registrare con il suo telefonino gli abusi sessuali di cui sarebbe stata vittima a 10 anni a opera del prete per incastrarlo. Inizialmente infatti la piccola si confida con alcune parrocchiane, ma non essendo creduta, decide di ricorrere alla registrazione telefonica.

Il sacerdote era già stato sospeso e isolato dalla comunità parrocchiale su decisione della diocesi di Aversa. “È stata fornita ai familiari della minore la collaborazione affinché fosse sporta anche regolare denuncia alle autorità giudiziarie”, aveva fatto sapere l’ufficio del vescovo.

“Vorrei morire per non vedere più nulla, per andarmene e non sentire nessuno. Mi sento più sola che mai perché nessuno mi potrà mai capire. Io con le lacrime potrei creare un mare” raccontava la vittima di abusi. Caduta nelle grinfie di Don Michele, assiduo frequentatore della sua casa, la vittima ha trovato il coraggio di mettere fine all’orrore.

CI SONO FEDELI CHE DIFENDONO Don Michele

Le violenze, che si sarebbero protratte fino allo scorso febbraio, sarebbero iniziate quando Marina ha all’incirca dieci anni e mezzo. Don Michele Mottola arriva nel paese di Marina nel 2017 e conquista subito la fiducia della piccola e della sua famiglia.

“È stato a cena a casa nostra, a capotavola al posto di mio marito, pensavamo sai è una brava persona, era diciamo come un amico”, racconta la mamma della vittima. Il parroco inizia a fare piccoli grandi regali alla bambina, prima un orologio, poi un giubbino e addirittura un computer. Regali che giustifica come un ringraziamento per quelle cene a casa della sua famiglia. Ma Marina, proprio in quel periodo, comincia a cambiare: “A volte fissava il vuoto come se volesse sfogare la sua rabbia ma non ci riuscisse”. Inizia ad essere al centro delle attenzioni di Don Michele e prova a confidarsi con due amici parrocchiani, che però non le credono.

Gli adulti non credono alla bambina e allora decide di registrare con il telefonino gli audio.

“Io ti terrei dalla mattina alla sera qua se tua mamma fosse più consenziente”, le dice don Michele, che aggiunge: “Lo sai che ti voglio bene, vuoi un bacino?” La bimba cerca di fermarlo ma lui la rassicura: “Ma guarda che non c’è nessuno. Hai paura? Abbracciami, baciami”. Nell’audio si possono sentire sospiri, silenzi, rotti improvvisamente dal lamento della bambina, che dice “basta, basta”. A un certo punto Don Michele le dice: “Prendi questa per asciugarti”.

Resta il dolore della bambina innocente costretta a subire un orrore simile. L’incubo sembrerebbe essere finito, ma ci vorrà molto più tempo affinché la ragazzina possa acquisire una parvenza di vita normale.

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