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Pizzo alle ambulanze, aspirante boss del Vomero preso a Pianura

Cronaca
6 dicembre 2018 08:10 Di Ciro Cuozzo
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Era ricercato dallo scorso ottobre e si era rifugiato in un appartamento nel quartiere napoletano di Pianura dove intorno alle 4 della notte tra lunedì e martedì i carabinieri, con l’ausilio di un elicottero, hanno fatto irruzione arrestandolo.

I militari dell’Arma sono intervenuti insieme a colleghi dell’API (l’Aliquota di Primo Intervento del Nucleo Radiomobile specializzata in interventi a rischio) catturando il latitante Andrea Teano, un 36enne ritenuto affiliato al clan camorristico dei “Cimmino-Caiazzo”, attivo nel quartiere Vomero, che dovrà rispondere di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni del titolare di una associazione operante nel trasporto di malati.

Il 16 ottobre era riuscito a sfuggire all’esecuzione di un decreto di fermo emesso dalla DDA di Napoli e da quel momento aveva fatto perdere le tracce. Lo hanno individuato e catturato i Carabinieri della Compagnia Vomero pedinando le persone a lui vicine.

Si era rifugiato in una delle case del complesso di edilizia popolare in via Corrado Alvaro, traversa che si trova tra via Comunale Vecchia e via San Donato, un posto meno in vista nel quartiere di Pianura, periferia occidentale di Napoli. L’intervento, organizzato anche con un elicottero dell’Arma e il Nucleo Cinofili, non gli ha lasciato alcuna possibilità di fuga e si è arreso lasciandosi pacificamente ammanettare.

Insieme ad altri soggetti appartenenti al clan camorristico dei “Cimmino – Caiazzo”, il gruppo criminale che controlla gli affari illeciti nel quartiere collinare di Napoli, aveva minacciato ripetutamente, e usando anche una pistola, il titolare di una associazione operante nel trasporto di infermi con ambulanze. Voleva costringerlo a consegnare 3mila di pizzo ogni mese.

Gli “esattori” si erano presentati dalla vittima in tre occasioni tra settembre e ottobre: la prima volta indicarono la somma da destinare “agli amici del Vomero”; la seconda per insistere; la terza non si conosce ancora per quale motivo anche perché la vittima si diede alla fuga appena li vide.

Nel corso della perquisizione del covo sono stati rinvenuti e sequestrati soldi e numerosi biglietti scritti a mano, risultati d’interesse investigativo per il prosieguo delle investigazioni sul gruppo criminale. L’arrestato è stato tradotto nel Centro penitenziario di Secondigliano.

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