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Panchina rossa al Bosco di Capodimonte: “Violenza sulle donne è violazione dei diritti umani”

Cultura
5 dicembre 2018 19:52 Di redazione
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E’ stata inaugurata questa mattina la panchina rossa sul Belvedere di Capodimonte dal direttore del Museo e Real Bosco Sylvain Bellenger, dal presidente della III municipalità di Napoli Ivo Poggiani, dalla delegata alle Pari Opportunità del Comune di Napoli Simona Marino e dal presidente dell’associazione Amici di Capodimonte onlus, Errico di Lorenzo nell’ambito dell’iniziativa “Adotta una panchina”.

“Senza donne non c’è rivoluzione” recita la targhetta sulla panchina rossa donata dalla III municipalità Stella San Carlo all’Arena. Il presidente Poggiani ricorda che sono state proprio le donne a portare avanti le principali battaglie per la conquista dei diritti, ieri come oggi, annunciando anche la nascita di un centro antiviolenza nella III municipalità, ora sfornita. Sorgerà a piazza Carlo III, oggi proprio si chiude il bando per l’assegnazione. “Voglio dedicarla al giovane ucraino Yuri ucciso pochi giorni fa a Napoli proprio per difendere una donna dalla violenza di un altro uomo. Un episodio, come tanti purtroppo, bollato in un primo momento come una banale rissa tra cittadini stranieri. Il Comune di Napoli pagherà il ritorno della salma in patria” ha concluso Poggiani.

Simona Marino ricorda che la panchina rossa di Capodimonte è un simbolo molto forte per la creazione di una vera cultura del rispetto delle donne e spera che possa contribuire alla diffusione di rapporti più sani tra uomo e donna.

Il direttore Sylvain Bellenger recita la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica affermando che il termine “violenza contro le donne” dovrebbe essere inteso come una violazione dei diritti umani. “E’ una forma di discriminazione nei confronti delle donne e si riferisce a tutti gli atti di violenza di genere che provocano, o rischiano di provocare, danni fisici, sessuali, sofferenze psicologici o economici, compresa la minaccia di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica o privata” ricorda Bellenger citando la convenzione e aggiunge “con le donne al potere avremmo senz’altro un mondo migliore”.

L’inaugurazione della panchina si è conclusa con una danza tradizionale palestinese, la dabka, eseguita dalla classe 3B dell’IC Novaro-Cavour e da una poesia di Frida Khalo letta da un’alunna della Novaro insieme a sua nonna.

 

 

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