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Panico a Napoli, spari sotto casa di un ras: donna ferita per errore a Pianura

La vittima era fuori al balcone e parlava al telefono

Cronaca
12 gennaio 2018 16:01 Di Ciro Cuozzo
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Erano scesi in strada armati di pistola per lanciare un messaggio a un pregiudicato della zona residente nello stabile di via Evangelista Torricelli dove è stata ferita una 57enne incensurata, ferita di striscio a una gamba da un proiettile mentre si era fuori balcone della propria abitazione. Questo l’obiettivo della “stesa” consumata giovedì sera, poco dopo le 20, a Pianura, periferia occidentale di Napoli.

La vittima, medicata al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo, stava fumando una sigaretta e parlando al cellulare, quando si è affacciata al balcone perché aveva sentito dei botti e pensava, forse ingenuamente, che si trattasse ancora di qualche balordo intento a festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Una tragedia sfiorata perché la donna, sporgendosi per capire cosa stesse accadendo in strada, è stata raggiunta da un proiettile alla gamba. Secondo quanto appreso da VocediNapoli.it, nel mirino del commando (che ha agito probabilmente a bordo di scooter) c’era l’abitazione al piano superiore di un noto pregiudicato della zona. Sull’episodio sono in corso le indagini dei carabinieri della compagnia di Bagnoli che hanno rinvenuto un solo bossolo. Possibile dunque, stando anche a quanto raccontato dalla donna, che i malviventi abbiano utilizzato una pistola a tamburo o una a salve.

Nella zona di via Evangelista Torricelli e di via Cannavino è egemone il clan Pesce-Marfella-Foglia fortemente ridimensionato nell’ultimo anno da operazioni di polizia. L’ultimo reggente del clan arrestato lo scorso novembre 2017 è Vitale Perfetto, 38 anni. In precedenza operazioni della Squadra Mobile di Napoli hanno smantellato entrambi i gruppi camorristici del quartiere (l’altro è quello dei Mele-Romano). Negli ultimi mesi i due gruppi sono in netta difficoltà e continuamente “pressati” dall’azione delle forze dell’ordine. L’attività principale continua a essere lo spaccio di stupefacenti mentre invece sono considerate in calo le estorsioni grazie anche al lavoro svolto sul territorio dall’associazione Antiracket.

Dalla scorsa estate alcuni elementi di spicco dei due clan hanno iniziato a collaborare con la giustizia. Il primo a farsi avanti è Pasquale Pesce, 41 anni, detto ‘Bianchino’, che dopo due anni di carcere (fu arrestato nel luglio del 2015 insieme a Salvatore Marfella, 26 anni, Giuseppe Foglia, 27 anni, Paolo Rosario Furno, 25 anni, Emanuele Bracale, 25 anni) ha deciso di cambiare vita, “passare a una vita normale”. Nei primi verbali Pesce ha spiegato il perché della sua decisione: “Ho iniziato con i Lago e oggi mi ritrovo contro la mia stessa famiglia. Non è possibile continuare a ucciderci tra noi della stessa famiglia”. Il riferimento è alla guerra per il controllo degli affari illeciti contro gli scissionisti dei Mele, alla cui guida c’erano i cugini di sponda materna di Pasquale Pesce, Salvatore e Giuseppe Mele (“i figli ‘e Giulietta”) arrestati nel 2013.

L’altro affiliato di spessore dei Pesce-Marfella che ha deciso di intraprendere la via della collaborazione è Raffaele Dello Iacolo, 29 anni, detto “Toc toc“, gestore di una delle piazze di spaccio più renumerative  del quartiere (quella di via Napoli). “Toc toc”, arrestato lo scorso marzo, ha “lavorato” per entrambi i clan. Un dettaglio non da poco. Sul fronte degli scissionisti, i Mele-Romano, spicca la decisione di Salvatore Romano, 37 anni, detto “Muoll muoll”, considerato il reggente del clan negli ultimi anni dopo l’arresto dei fratelli Mele. Romano, che è scampato a diversi agguati, è stato arrestato nel febbraio del 2017 dai carabinieri insieme ad altri tre affiliati (Marco Battipaglia, 40 anni, Antonio Vanacore, 29 anni, e Pasquale Esposito Junior, 24 anni) e da qualche mese si trova in isolamento nel carcere di Secondigliano per salvaguardare la sua incolumità da eventuali ritorsioni.

 

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