Un video datato ma che testimonia come tra i vicoli del centro storico di Napoli sin da piccoli si cresce imparando a sparare, anche per gioco.

L’arresto di Gennaro Buonerba

Un video che vede protagonista il clan Buonerba, i Capelloni di via Oronzio Costa, ribattezzata la strada della morte e paragonata a Baghdad per il bombardamento di piombo che c’è stato nell’estate del 2015 e che ha portato alla morte di Emanuele Sibillo, 19 anni, a capo della ‘paranza dei bimbi‘ di Forcella.

Un video che risale al 2008 ma che vede protagonisti giovanissimi che nel giro di un decennio si sono ritrovati in carcere per associazione camorristica, omicidi e spaccio. Coinvolti Gennaro Buonerba, 25 anni, reggente dell’organizzazione, sgominata da un blitz della Squadra Mobile di Napoli lo scorso 11 ottobre 2015, la sorella Maria, 35 anni,  e Luca Mazzone, 25 anni, l’ex promessa del calcio diventato un fedelissimo della paranza di via Oronzio Costa.

Luca Mazzone

Un video girato per gioco nella zona dei Tribunali, durante il periodo compreso tra Natale e Capodanno, e dove vengono anche esplosi due colpi d’arma da fuoco, presumibilmente in aria, da due giovanissimi a bordo di uno scooter. Un filmato di appena otto secondi caricato sull’account Youtube gestito da un’amica proprio di Maria Buonerba. “Agguato ai Tribunali, ucciso Luca Mazzone il grande calciatore fallito” si legge nella descrizione. Non mancano anche i ruoli avuti nella simulazione dell’agguato. Dalla stessa Maria, autrice insieme ad altre amiche, del filmato al fratello Gennaro, con un altro ragazzo a bordo dello scooter dove vengono esplosi i colpi d’arma da fuoco. Vittima designata, sempre per scherzo, Luca Mazzone.

Una bravata, o presunta tale, girata nove anni fa, quando sia Gennaro Buonerba che Luca Mazzone avevano appena 16 anni, pochi giorni prima di Capodanno dove a Napoli e Provincia va di moda festeggiare a suon di colpi di pistola.

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Articolo di Ciro Cuozzo
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