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	<title>ettore bosti Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Nov 2022 09:22:46 +0000</lastBuildDate>
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	<title>ettore bosti Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<item>
		<title>Processo al clan Contini, il Pg in Appello: Ettore Bosti non è promotore delle attività illecite</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/03/13/processo-al-clan-contini-il-pm-in-appello-ettore-bosti-non-e-promotore-delle-attivita-illecite/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2019 21:04:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Probabilmente sconterà 5 anni in meno di carcere Ettore Bosti, figlio di Patrizio ed &#8220;erede al trono&#8221; del clan Contini. &#8216;o Russo era stato condannato in primo grado nel dicembre del 2017 a 18 anni di detenzione, oggi il procuratore generale Simona Di Monte ne ha chiesti 13. Si è infatti svolta l&#8217;ultima fase, prima della sentenza, dell&#8217;appello al processo che poco più [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/13/processo-al-clan-contini-il-pm-in-appello-ettore-bosti-non-e-promotore-delle-attivita-illecite/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Processo al clan Contini, il Pg in Appello: Ettore Bosti non è promotore delle attività illecite</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente sconterà 5 anni in meno di carcere <strong>Ettore Bosti</strong>, figlio di <strong>Patrizio</strong> ed &#8220;<a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/09/ettore-bosti-la-testa-calda-bisogno-un-tutor/" target="_blank" rel="noopener">erede al trono</a>&#8221; del <strong>clan Contini</strong>. &#8216;<em>o Russo</em> era stato condannato in primo grado nel <strong>dicembre del 2017</strong> a <strong>18 anni</strong> di detenzione, oggi il procuratore generale <strong>Simona Di Monte</strong> ne ha chiesti <strong>13</strong>.</p>
<p>Si è infatti svolta l&#8217;ultima fase, prima della sentenza, dell&#8217;appello al processo che poco più di un anno fa ha messo alla sbarra i principali esponenti del sodalizio fondato da <strong>Eduardo Contini </strong>alias &#8216;<em>o Romano</em><em> </em>e costruito insieme a <strong>Patrizio Bosti</strong> detto &#8216;<em>o Patrizio</em>.</p>
<p>Il procedimento ha permesso di rivelare il giro di affari di una delle organizzazioni camorristiche più potenti di sempre. Quello dei <strong>Contini</strong> che dominano a <strong>Napoli</strong> nella zona che va dall&#8217;<strong>Arenaccia</strong>, al <strong>Vasto</strong>, fino a <strong>Poggioreale</strong>, è sempre stato un clan attento a non finire al centro dei riflettori della giustizia.</p>
<p>La capacità finanziaria, l&#8217;assenza di pentiti importanti, il preferire gli affari alle faide, le relazioni parentali e il patto di ferro costituito insieme ai <strong>Mallardo</strong> e ai <strong>Ricciardi</strong> (con i quali forma il noto cartello, l&#8217;<em><strong>Alleanza di Secondigliano</strong></em>), hanno permesso al sodalizio di agire spesso nell&#8217;ombra.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/12/28/processo-al-clan-contini-la-sentenza-colpo-ai-capi-del-sodalizio/" target="_blank" rel="noopener">Il <strong>28 dicembre 2017</strong></a> i giudici hanno emesso una sentenza che ha previsto circa <strong>6 secoli</strong> di carcere per <strong>68 condanne</strong>. Un verdetto che ha evidenziato la forza del clan impegnato a gestire attività illecite come, traffico e spaccio di droga, uso di armi e riciclaggio, con l&#8217;aggravante mafiosa.</p>
<p>Le decisioni prese dai togati quel giorno difficilmente cambieranno. Infatti, oggi, in Appello il pg <strong>Di Monte</strong> ha confermato per la maggior parte degli imputati le stesse richiesta fatte in primo grado. Tranne, appunto, per <strong>Bosti</strong> e <strong>Loredana Botta</strong>. Infatti, il reato di quest&#8217;ultima è stato prescritto. Soddisfatti i rispettivi avvocati difensori, <strong>Raffaele Chiummariello</strong> e <strong>Anna Ziccardi</strong></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-152155 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/ettore-bosti.jpg" alt="Processo al clan Contini, svolta in appello: Ettore Bosti non è promotore delle attività illecite" width="650" height="443" /></p>
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		<title>Traffico di droga dall&#8217;Olanda, annullata la sentenza per Barra e Tremante</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/09/24/traffico-di-droga-dallolanda-annullata-la-sentenza-per-barra-e-tremante/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Sep 2018 10:11:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[antonio aieta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Colpo di scena avvenuto nell&#8217;aula della quarta sezione della Suprema Corte di Cassazione. I giudici hanno infatti annullato una sentenza emessa dalla Corte di Appello di Roma a carico di due imputati. Felice Barra e Giovanni Tremante, rispettivamente difesi dagli avvocati Raffaele Chiummariello e Maio Antonio, non sono più colpevoli del reato di traffico di droga internazionale (art. 74 [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/09/24/traffico-di-droga-dallolanda-annullata-la-sentenza-per-barra-e-tremante/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Traffico di droga dall&#8217;Olanda, annullata la sentenza per Barra e Tremante</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Colpo di scena avvenuto nell&#8217;aula della quarta sezione della <strong>Suprema Corte di Cassazione</strong>. I giudici hanno infatti annullato una sentenza emessa dalla <strong>Corte di Appello di Roma</strong> a carico di due imputati.</p>
<p><strong>Felice Barra</strong> e <strong>Giovanni Tremante</strong>, rispettivamente difesi dagli avvocati <strong>Raffaele Chiummariello</strong> e <strong>Maio Antonio</strong>, non sono più colpevoli del reato di traffico di droga internazionale (art. 74 &#8211; dpr 309790).</p>
<p>Entrambi erano stati accusati di aver messo in contatto <strong>Antonio Aieta</strong> (55 anni, detto <em>&#8216;o Piccirillo</em>) e <strong>Antonio Grasso</strong>, entrambi esponenti del <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/07/camorra-viaggio-nel-regno-del-clan-contini-che-domina-vasto-e-poggioreale/" target="_blank" rel="noopener"><strong>clan Bosti &#8211; Contini</strong></a> (<strong>Aieta</strong>, in particolare, è il cognato dei boss detenuti <strong>Eduardo Contini </strong><em>&#8216;o Romano</em> e <strong>Patrizio Bosti</strong> <em>&#8216;o Patrizio</em>), con i clan calabresi per importare droga dall&#8217;<strong>Olanda</strong>.</p>
<p>Il processo, iniziato dopo il <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/03/02/arresti-a-napoli-droga/" target="_blank" rel="noopener">blitz avvenuto nel marzo del 2016</a> e che ha portato all&#8217;arresto di persone importanti all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione criminale, ha visto condannare a marzo dello scorso anno <strong>Ettore Bosti</strong> alias <em>Ettoruccio &#8216;ò russo</em>, figlio di <strong>Patrizio</strong>.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/20/stangata-clan-contini-traffico-internazionale-stupefacenti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Colpo al clan Contini, le condanne per traffico internazionale di droga</strong></a></p>
<figure id="attachment_134225" aria-describedby="caption-attachment-134225" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-134225 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/conti.jpg" alt="Traffico di droga dall'Olanda, annullata la sentenza per Barra e Tremante" width="650" height="335" /><figcaption id="caption-attachment-134225" class="wp-caption-text">Da destra, Eduardo Contini, Antonio Grasso, Ettore Bosti, Patrizio Bosti</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/09/24/traffico-di-droga-dallolanda-annullata-la-sentenza-per-barra-e-tremante/">Traffico di droga dall&#8217;Olanda, annullata la sentenza per Barra e Tremante</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Droga, estorsioni, usura, gioco e abbigliamento: focus sulle attività del clan Contini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 09:35:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avvocata]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono in corso le udienze finali del processo contro il clan Contini, storico sodalizio della camorra napoletana, egemone nei quartieri Vasto, Vicaria, Sant&#8217;Antonio Abate e Poggioreale. In questi giorni nell&#8217;aula del Tribunale di Napoli sono di scena le requisitorie del sostituto Procuratore della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) Ida Teresi, che ha ricostruito i capi d&#8217;accusa contro i vertici dell&#8217;organizzazione, raccontando le vicende criminali in [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/10/droga-estorsioni-usura-gioco-e-abbigliamento-focus-sulle-attivita-del-clan-contini/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Droga, estorsioni, usura, gioco e abbigliamento: focus sulle attività del clan Contini</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/10/droga-estorsioni-usura-gioco-e-abbigliamento-focus-sulle-attivita-del-clan-contini/">Droga, estorsioni, usura, gioco e abbigliamento: focus sulle attività del clan Contini</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono in corso le udienze finali del processo contro il <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/07/camorra-viaggio-nel-regno-del-clan-contini-che-domina-vasto-e-poggioreale/" target="_blank" rel="noopener"><strong>clan Contini</strong></a>, storico sodalizio della camorra napoletana, egemone nei quartieri <strong>Vasto</strong>, <strong>Vicaria</strong>, <strong>Sant&#8217;Antonio Abate </strong>e <strong>Poggioreale</strong>. In questi giorni nell&#8217;aula del <strong>Tribunale di Napoli</strong> sono di scena le requisitorie del sostituto Procuratore della <strong>DDA</strong> (<em>Direzione Distrettuale Antimafia</em>) <strong>Ida Teresi</strong>, che ha ricostruito i capi d&#8217;accusa contro i vertici dell&#8217;organizzazione, raccontando le vicende criminali in cui il clan è coinvolto (pubblicate sul sito di <em>Radio Radicale</em>).</p>
<p>Gli inquirenti hanno basato gran parte della loro indagine sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, in particolare di <strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/09/26/morte-vincenzo-de-feo-giovane-pentito-malato-tempo/" target="_blank" rel="noopener">Vincenzo De Feo</a></strong> (deceduto in carcere lo scorso 25 settembre a causa di una malattia) e di <strong>Teodoro</strong> e <strong>Giuseppe</strong> <strong>De Rosa</strong> (rispettivamente padre e figlio), e sulle intercettazioni raccolte negli ultimi anni durate la complessa attività investigativa.</p>
<p>Dall&#8217;inchiesta è emerso come il <strong>clan Contini</strong> avrebbe costruito attraverso le proprie attività illecite una vera e propria holding finanziaria con ramificazioni in tutto il mondo, grazie ad importanti investimenti in diversi settori dell&#8217;economia (in particolare nell&#8217;edilizia). Ma le fondamenta del &#8220;tesoro&#8221; del clan sarebbero nelle sue roccaforti a <strong>Napoli</strong>, ovvero nei quartieri controllati dal sodalizio: traffico e spaccio di stupefacenti, usura, estorsioni, ricettazione, scommesse sportive, abbigliamento contraffatto e appalti negli ospedali.</p>
<p><strong>Traffico e spaccio di droga- </strong>È possibile dividere la mappa dello spaccio della droga in tre piazze principali:</p>
<ul>
<li><em><strong>Rione Amicizia</strong></em>: da sempre il &#8220;fortino&#8221; della famiglia <strong>Bosti</strong>. La zona sarebbe stata affidata al controllo di <strong>Salvatore Botta</strong> detto &#8216;<em>o Infermiere</em>, cognato di <em>&#8216;ò Romano</em> (è sposato con <strong>Rosa Di</strong> <strong>Munno</strong>) ma molto legato a <strong>Patrizio Bosti</strong>. Botta sarebbe una figura importante all&#8217;interno della rete del clan <strong>Contini</strong>. Uomo di assoluta fiducia dei boss, al quale sono state delegate la gestione di diversi business, oltre che le relazioni con gli altri clan della città. Detenuto dal 2002 e condannato di nuovo nel 2017, in appello, a 18 anni di detenzione. Lavoravano per lui in questa piazza di spaccio <strong>Vincenzo Tolomelli</strong> e <strong>Antonio Cristiano</strong>. Entrambi sono stati condannati insieme ad <strong>Ettore Bosti</strong> nel maxi processo che li ha visti accusare di associazione finalizzata al traffico di droga (importata dall&#8217;Olanda) con l’aggravante della transnazionalità e le armi. I gestori della piazza avrebbero dovutoconsegnare al clan dai 35mila ai 50mila euro mensili come guadagni dalla vendita della droga.</li>
<li><em><strong>Borgo Sant&#8217;Antonio Abate</strong></em>: è il &#8220;cuore&#8221; della famiglia <strong>Contini</strong>. Il reggente della zona sarebbe stato <strong>Giuseppe Ammendola</strong> detto &#8216;<em>Peppe ò uaglione</em>, figura di grande rilievo del clan e fedelissimo di <strong>Eduardo &#8216;<em>ò Romano</em></strong>. Quest&#8217;ultimo è stato arrestato il 12 agosto del 2015 a <strong>Torvajanica</strong> (dopo 3 anni di latitanza). Era stato condannato precedentemente, in primo grado, a luglio del 2015 e poi in appello, nel 2017, a 10 anni di carcere. Per questa piazza la droga si sarebbe acquistata da <strong>Luigi Mastellone </strong>e <strong>Luigi Cella</strong>. La piazza del Borgo sarebbe stata, come affermato dalla Pm <strong>Teresi</strong> &#8220;<em>croce e delizia del clan</em>&#8220;, in quanto spesso causa di alcuni conflitti interni al sodalizio.</li>
<li><em><strong>Gruppo Stadera</strong></em>: la zona rappresenta la parte più &#8220;esterna&#8221; sotto la gestione del clan <strong>Contini</strong> e quella che confina con il territorio di competenza del clan <strong>Mazzarella</strong>. Il comando sarebbe stato affidato a <strong>Paolo Di Mauro</strong> detto anche lui &#8216;<em>o Infermiere</em>, arrestato in Spagna nel 2010 e condannato a 24 anni di carcere per traffico e spaccio di stupefacenti. Inoltre sarebbe il presunto killer di <strong>Francesco Mazzarella</strong> ucciso nel 1998 fuori il carcere di <strong>Poggioreale</strong>. A gestire la piazza e i rapporti con i vertici del sodalizio, sarebbero stati <strong>Antonio Ruggiero</strong> &#8216;<em>o Malommo</em>, sposato con<strong> </strong><strong>Vincenza Guerriero</strong> (zia di <strong>Raffaele Guerriero</strong>), <strong>Giovanni</strong> <strong>Martinelli</strong>, <strong>Domenico</strong> <strong>Ciminiello</strong> alias &#8216;<em>Mimì ò mericano</em><strong> </strong>(entrambi deceduti), <strong>Annunziata Oliva</strong> (moglie di <strong>Giovanni Migliaccio</strong>), <strong>Lucio Migliaccio</strong>,<strong> Luigi Bove</strong>, <strong>Raffaele</strong> <strong>Nurcato </strong>(questi ultimi entrambi detenuti perché condannati, insieme a <strong>Luigi</strong><strong> Folchetti </strong>e<strong> Mauro Mele</strong>), <strong>Sergio Barone Lumaga</strong> e <strong>Mocerino Luigi</strong>. Lucio Migliaccio e Annunziata Oliva, assistiti dall&#8217;avvocato <strong>Salvatore D&#8217;Antonio</strong>, sono stati poi scarcerati dal <strong>Tribunale del riesame </strong>perché le intercettazioni sono state ritenute inutilizzabili.</li>
</ul>
<figure id="attachment_88739" aria-describedby="caption-attachment-88739" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-88739" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/continibostibottadimauroammendola-300x155.jpg" alt="Droga, usura, gioco e abbigliamento: focus sulle attività del clan Contini" width="300" height="155" /><figcaption id="caption-attachment-88739" class="wp-caption-text">Da sinistra, Giuseppe Ammendola, Ettore Bosti, Paolo Di Mauro, Salvatore Botta</figcaption></figure>
<p><strong>Usura-</strong> <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/09/rita-aieta-nelle-mani-della-moglie-del-boss-lattivita-delle-mesate/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Rita Aieta</strong></a> insieme al figlio <strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/09/ettore-bosti-la-testa-calda-bisogno-un-tutor/" target="_blank" rel="noopener">Ettore Bosti</a> </strong>avrebbero gestito quest&#8217;attività illecita. La &#8220;base&#8221; in cui i due avevano concentrato il giro di prestiti era un negozio di telefonini a <strong>San Giovanniello</strong>. Il locale era stato preso con <strong>Piero Falco</strong> che non riuscendo a pagare la &#8220;mesata&#8221; al clan, era stato obbligato a investire il suo denaro nel negozio. A lavorarci erano <strong>Pietro &#8216;<em>Pierino</em> Caso</strong> e a volte la moglie di &#8216;<em>o Russo</em>, <strong>Filomena Lo Russo</strong>. Le <strong>ta</strong><strong>riffe</strong>: 30% agli affidabili, il 360% in più all&#8217;anno; 50% ai non affidabili, 600% in più all&#8217;anno. <strong>Antonio Aieta</strong> (fratello di <strong>Rita </strong>e zio di <strong>Ettore</strong>) insieme a <strong>Luigi Galletta</strong> avrebbe reinvestito i beni proventi dal business dell&#8217;usura in automobili e orologi.</p>
<p><strong>Estorsioni-</strong> Il  racket sarebbe stato di competenza di <strong>Salvatore Botta</strong>. Le tariffe erano di 50€ a settimana per ogni bancarella presente nel <strong>Borgo di Sant&#8217;Antonio</strong> <strong>Abate</strong>. Molte delle riunioni tra gli estorti e gli uomini del clan si sarebbero tenute presso l&#8217;ospedale <strong>San Giovanni Bosco</strong>, sempre al cospetto di <strong>Botta</strong>. Gli interessi del sodalizio sarebbero stati anche negli appalti all&#8217;interno dell&#8217;ospedale, affare che avrebbe permesso di assumere personale scelto direttamente dall&#8217;organizzazione criminale.</p>
<p><strong>Abbigliamento contraffatto-</strong> Il clan <strong>Contini</strong> avrebbe incentrato tra gli anni &#8217;80 e &#8217;90 le proprie attività commerciali su quelle figure che all&#8217;epoca venivano definite come <em>magliari</em>. Ancora oggi questo business sarebbe più florido che mai e la sua gestione sarebbe stata affidata a <strong>Salvatore</strong> <strong>Botta</strong>. Quest&#8217;ultimo sarebbe stato a capo dell&#8217;intera filiera e avrebbe impartito le direttive ai vari produttori e venditori. Avrebbero lavorato per lui i fratelli <strong>Diego </strong>e <strong>Mario D&#8217;Ambrosio</strong>, la cui attività però fallisce costringendo entrambi alla fuga all&#8217;estero. Dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia sarebbe emersa la duplice valenza di Botta: essere protetti da lui voleva dire trovarsi in una botte di ferro, ma guai a <em>sgarrare</em> o la vendetta di Botta sarebbe stata furiosa. &#8220;<em>Se non paghi ti sfonda</em>&#8220;, è questo il &#8220;comandamento&#8221; venuto fuori dalle intercettazioni. Degli &#8220;atti di forza e violenza&#8221; si sarebbe occupato il nipote <strong>Nicola Botta </strong>alias &#8216;<em>Doccetta</em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/10/droga-estorsioni-usura-gioco-e-abbigliamento-focus-sulle-attivita-del-clan-contini/">Droga, estorsioni, usura, gioco e abbigliamento: focus sulle attività del clan Contini</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Rita Aieta, nelle mani della moglie del boss ci sarebbe l&#8217;attività delle &#8220;mesate&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 13:19:18 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso si parla del potere femminile all&#8217;interno dei clan di camorra, soprattutto quando i mariti delle donne vengono uccisi o arrestati. È in quel caso che il ruolo delle moglie assume una valenza di prima importanza, sia nella gestione delle attività del sodalizio, sia come guida dei figli che seguono le orme del padre. Per le famiglie dell&#8217;<em><strong>Alleanza di Secondigliano</strong></em> tale principio è più che confermato.</p>
<p>Infatti le tre organizzazioni che costituiscono il cartello di camorra più potente della storia criminale di <strong>Napoli</strong>, si basano su tre matrimoni che hanno come protagoniste tre sorelle <strong>Anna</strong>, <strong>Maria</strong> e <strong>Rita Aieta</strong>. Le tre donne hanno sposato rispettivamente <strong>Francesco Mallardo</strong>, <strong>Eduardo Contini </strong>e <strong>Patrizio Bosti</strong> sancendo di fatto il legame parentale e l&#8217;alleanza tra le tre famiglie. &#8216;<em>Ciccio è Carlantonio</em>, &#8216;<em>o Romano</em> e &#8216;<em>o Patrizio</em> sono, infatti, a capo dei rispettivi clan camorristici.</p>
<figure id="attachment_88626" aria-describedby="caption-attachment-88626" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-88626" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/bostibosti-300x155.jpg" alt="Rita Aieta, nelle mani della moglie del boss l'attività delle &quot;mesate&quot;" width="300" height="155" /><figcaption id="caption-attachment-88626" class="wp-caption-text">A sinistra Patrizio Bosti, a destra il figlio Ettore</figcaption></figure>
<p>Così quando sono finiti in galera, in ordine, <strong>Eduardo Contini</strong>, <strong>Patrizio Bosti</strong> e anche suo figlio <strong>Ettore</strong>, <strong>Rita Aieta</strong> avrebbe iniziato a gestire le attività del sodalizio. Il suo ruolo è stato descritto dal sostituto Procuratore della <strong>DDA</strong> (<em>Direzione Distrettuale Antimafia</em>) <strong>Ida Teresi</strong>, titolare dell&#8217;indagine proprio contro il <strong>clan Contini</strong>.</p>
<p>Durante la requisitoria della Pm, è stata descritta la figura di <strong>Aieta</strong>. Attraverso l&#8217;analisi di alcune intercettazioni (pubblicate su <em>Radio Radicale</em>) risulterebbe la funzione della donna, sia di gestore dell&#8217;attività delle &#8220;<em>mesate</em>&#8221; (cioè distribuire il danaro agli affiliati e in particolare ai parenti di quelli detenuti), ma anche di collante tra il figlio <strong>Ettore</strong> e il marito <strong>Patrizio</strong> quando era latitante. Tuttavia, come dichiarato dal suo avvocato difensore <strong>Raffaele Chiummariello</strong> &#8220;<em>Esiste una sola intercettazione, soggetta ad interpretazioni, che proverebbe le accuse della Procura. Intanto il Tribunale del riesame ha scarcerato la mia assistita per insufficienza di prove</em>&#8220;.</p>
<p>Ma da quando &#8216;<em>ò Patrizio</em> è stato arrestato e la reggenza del clan è passata nelle mani del figlio &#8216;<em>Ettoruccio ò russo</em>, le tensioni all&#8217;interno del sodalizio e della famiglia sarebbero aumentate. La gestione del giovane <strong>Bosti</strong> avrebbe creato dei problemi sia all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione che nei confronti degli altri clan, tanto da attirare anche l&#8217;attenzione delle forze dell&#8217;ordine, protagoniste di diverse operazioni contro i <strong>Contini</strong>.</p>
<p>All&#8217;interno di questo scenario non mancano le lamentele ed ecco che <strong>Annunziata Oliva</strong>, moglie di <strong>Giovanni Migliaccio</strong> (affiliato al clan, oggi pregiudicato e detenuto), intercettata mentre parlava con il cognato <strong>Lucio</strong> (fratello del marito) nella propria auto, avrebbe manifestato tutto il suo malcontento proprio nei confronti di <strong>Rita Aieta</strong> e la gestione delle &#8220;<em>mesate</em>&#8220;: &#8220;<em>Qua non ci stanno soldi, mio marito si sta facendo la galera da anni. Che dobbiamo fare? Bisogna parlare con lei e vedere se può chiedergli questa cosa</em>&#8220;. &#8220;<em>Lei</em>&#8221; è Aieta e la persona a cui avrebbe dovuto rivolgersi è il marito <strong>Patrizio Bosti</strong> che all&#8217;epoca era ancora latitante. In particolare Oliva e suo cognato Lucio sono ad oggi liberi perché scarcerati dal <strong>Tribunale del riesame</strong> su richiesta dell&#8217;Avvocato difensore <strong>Salvatore D&#8217;Antonio</strong>, in quanto le intercettazioni utilizzate sono state ritenute inutilizzabili.</p>
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		<title>Ettore Bosti, la &#8220;testa calda&#8221; che ha bisogno di un &#8216;tutor</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/10/09/ettore-bosti-la-testa-calda-bisogno-un-tutor/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 10:24:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si dice che quando le grandi aziende passano dalla gestione dei padri a quella dei figli corrono il rischio di fallire, con il triste epilogo di vedere cancellato tutto quello che è stato creato dai genitori. Lo stesso discorso può essere fatto per quanto riguarda la camorra. Nello specifico stiamo parlando del clan Contini uno dei [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si dice che quando le grandi aziende passano dalla gestione dei padri a quella dei figli corrono il rischio di fallire, con il triste epilogo di vedere cancellato tutto quello che è stato creato dai genitori. Lo stesso discorso può essere fatto per quanto riguarda la camorra. Nello specifico stiamo parlando del <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/07/camorra-viaggio-nel-regno-del-clan-contini-che-domina-vasto-e-poggioreale/" target="_blank" rel="noopener">clan <strong>Contini</strong></a> uno dei sodalizi più potenti e longevi del panorama criminale napoletano. Un&#8217;organizzazione che si è trasformata in una vera e propria holding finanziaria che ha esteso le proprie mire in tutto il mondo.</p>
<p>Così, dopo l&#8217;arresto di <strong>Eduardo Contini</strong> &#8216;<em>o Romano</em> e quello di <strong>Patrizio Bosti</strong>, avvenuti rispettivamente a dicembre del 2007 e ad agosto del 2008, le redini del clan sarebbero passate in automatico nelle mani di <strong>Ettore Bosti</strong> &#8216;<em>o Russo</em> figlio di Patrizio e <strong>Rita Aieta</strong>. Ma come si evince dalle requisitorie del sostituto Procuratore della <strong>DDA </strong>(<em>Direzione Distrettuale Antimafia</em>) <strong>Ida Teresi</strong> (pubblicate su <em>Radio Radicale</em>), l&#8217;avvicendamento di potere all&#8217;interno del clan <strong>Contini</strong> non sarebbe piaciuto ai &#8220;senatori&#8221; del sodalizio.</p>
<p>Infatti, dalle intercettazioni che fanno parte dell&#8217;insieme delle prove che la Pm ha raccolto e sta utilizzando durante il maxi processo a carico dell&#8217;organizzazione criminale fondata da &#8216;<em>o Romano</em>, risulterebbero molti dissidi interni. Questi ultimi sarebbero stati amplificati dal carattere aggressivo di <strong>Ettore Bosti</strong> che con diverse azioni spregiudicate avrebbe creato malumori dentro il sodalizio attirando su di esso l&#8217;attenzione dei rivali e delle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>&#8220;<em>A quello ci vuole qualcuno affianco, altrimenti o si farà ammazzare o spaccherà la famiglia</em>&#8220;, parole pronunciate da <strong>Patrizio Bosti </strong>in persona che, durante la latitanza, ha avuto con il figlio e i vertici del clan, una fitta corrispondenza organizzata con i classici <em>pizzini</em>. Sono al vaglio degli inquirenti, infatti, diversi messaggi che hanno lasciato presagire uno scontro tra padre e figlio su quella che sarebbe dovuta essere la gestione del sodalizio e i comportamenti da avere.</p>
<p>E invece niente, <strong>Ettore Bosti</strong> è stato protagonista di pestaggi, missioni punitive, scontri con le <em>Paranze </em>del centro storico e con alcuni &#8220;<em>cani sciolti</em>&#8221; del clan <strong>Contini</strong> (su tutti balza all&#8217;onore delle cronache l&#8217;omicidio del giovane <strong>Ciro Fontanarosa</strong> avvenuto nel 2009. Il ragazzo è stato condannato a morte per aver rifiutato di affiliarsi al clan e aver fatto rapine e furti per conto suo). E poi, la vita di lusso, le serate nei locali e i rapporti con i capi ultras del gruppo <strong><em>Mastiff </em></strong>(con <strong>Gennaro De Tommaso</strong> &#8216;<em>a Carogna</em>, &#8216;<em>o Russo</em> gestiva l&#8217;attività del traffico e lo spaccio di stupefacenti).</p>
<p>Tutte vicende che hanno acceso i nervosismi di personaggi come <strong>Luca Esposito</strong> marito di <strong>Maria Bosti</strong>, sorella di <strong>Ettore</strong>. I sue sarebbero in affari, ma da un&#8217;intercettazione si sarebbe capito in modo chiaro che il loro rapporto sarebbe stato molto teso: &#8220;<em>Faccio arrestare tuo padre. Io vi canto tutti, non ce la faccio più. Tuo fratello sta impazzendo è capace che va a minacciare e uccidere mio padre. Maledetta a te che sei sua figlia</em>&#8220;, queste le parole di Esposito mentre parla con la moglie, rivolgendosi a &#8216;<em>o Russo</em> e suo padre <strong>Patrizio</strong>. In pratica, il cognato di <strong>Ettore Bosti</strong> avrebbe avuto paura dei comportamenti sempre più violenti del giovane boss, arrivando addirittura a minacciare di &#8216;<em>cantare</em> gli uomini del clan facendone arrestare il capo, Patrizio, che in in quel periodo era latitante.</p>
<figure id="attachment_88586" aria-describedby="caption-attachment-88586" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-88586" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/bostimallardoammendola-300x160.jpg" alt="Ettore Bosti, la &quot;testa calda&quot; che ha bisogno di un 'tutor" width="300" height="160" /><figcaption id="caption-attachment-88586" class="wp-caption-text">Da sinistra, Patrizio Bosti, Giuseppe Ammendola, Ettore Bosti e Francesco Mallardo</figcaption></figure>
<p>Ma i contrasti in famiglia sono diversi. Anche <strong>Antonio Aieta</strong> zio di <strong>Ettore</strong>, intercettato mentre sta parlando con <strong>Ciro Maglione </strong>(cognato di &#8216;<em>o Patrizio</em> in quanto ha sposato un&#8217;<strong>Aieta</strong>), ha affermato: &#8220;<em>La sua testa è sciacqua. Ora sai che gli consegna quello</em>&#8220;. &#8220;<em>Quello</em>&#8220;, sarebbe il papà di &#8216;<em>o Russo</em>, <strong>Patrizio Bosti</strong>. Ma il conflitto ha coinvolto anche i personaggi più in vista del clan, come <strong>Giuseppe Ammendola </strong>detto &#8216;<em>Pepp ò uaglion </em>(arrestato ad agosto del 2015 dopo due anni di latitanza). Quest&#8217;ultimo, sempre dalle intercettazioni raccontate dalla Pm, avrebbe ricevuto le lamentele di <strong>Luca Esposito</strong>, che parlando con la moglie ha detto: &#8220;<em>Se gli metto le mani addosso a tuo fratello mi fanno male, ho già abbuscato quattro volte. Diglielo a Peppe che deve parlare con lui</em>&#8220;. <em><strong>Peppe</strong></em> sarebbe <strong>Ammendola</strong> e &#8220;<em><strong>lui</strong></em>&#8220;, sarebbe <strong>Patrizio Bosti</strong>. Con quest&#8217;ultimo che era latitante, ad avere dei rapporti erano in pochi, tra gli eletti c&#8217;era proprio Ammendola.</p>
<p>Ma quando si tratta del figlio del boss neanche una figura di spicco come <em><strong>&#8216;o Uaglion</strong></em> può intervenire, c&#8217;è bisogno di un segnale dall&#8217;alto. Così è costretto a parlare con <strong>Ettore Bosti</strong>, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/07/28/scarcerato-gennaro-trambarulo-la-decisione-del-tribunale-del-riesame/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Gennaro Trambarulo</strong> &#8216;<em>ò Muntat</em></a>, mandato direttamente dallo zio di Bosti jr, <strong>Francesco &#8216;<em>Ciccio</em> Mallardo</strong>. Ecco che dal &#8220;paese&#8221;, dalla Provincia è arrivata la mano tesa dell&#8217;altro potente clan che compone insieme ai <strong>Contini </strong>e ai <strong>Licciardi</strong> la famosa <em><strong>Alleanza di Secondigliano</strong></em>. Un legame anche di sangue considerato che <strong>Eduardo Contini</strong>, <strong>Patrizio Bosti</strong> e <strong>Francesco Mallardo</strong> sono sposati con tre sorelle <strong>Maria</strong>, <strong>Rita</strong> e <strong>Anna Aieta</strong>. A parlare delle &#8220;uscite di testa&#8221; di &#8216;<em>Ettoruccio ò russo</em> è stato anche il suocero <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/04/19/viaggio-nella-sanita-dopo-il-regno-dei-misso-la-faida-tra-i-vastarella-e-gli-esposito-genidoni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mario Lo Russo</strong></a>, uno dei &#8216;<em>Capitoni </em>di <strong>Miano</strong> di cui il giovane <strong>Bosti </strong>ha sposato la figlia <strong>Filomena</strong>.</p>
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		<title>Morte di Vincenzo De Feo, il giovane pentito era malato da tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Sep 2017 09:35:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vincenzo De Feo  detto &#8216;Muschillo è deceduto il 20 settembre in carcere, la notizia è stata data dal suo avvocato Rosa Pandalone durante l&#8217;ultima udienza del processo in corso contro il clan Contini. La notizia ha destato scalpore, soprattutto perché De Feo è un collaboratore di giustizia, merce rara per quanto riguarda il sodalizio fondato da Edoardo &#8216;o Romano insieme [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Vincenzo De Feo</strong>  detto <em>&#8216;Muschillo </em>è deceduto il 20 settembre in carcere, la notizia è stata data dal suo avvocato <strong>Rosa Pandalone</strong> durante l&#8217;ultima udienza del processo in corso contro il clan <strong>Contini</strong>. La notizia ha destato scalpore, soprattutto perché De Feo è un collaboratore di giustizia, merce rara per quanto riguarda il sodalizio fondato da <strong>Edoardo <em>&#8216;o Romano</em> </strong>insieme a <strong>Patrizio Bosti</strong>.</p>
<p>Ma non c&#8217;è nessun mistero intorno alla morte del giovane 27enne da tempo detenuto e pentito, infatti come riportato da <em>Il Roma</em>, &#8216;<em>o Muschillo</em> avrebbe perso la sua battaglia più grande, quella contro la malattia. Un male incurabile che lo ha logorato e consumato fino ad ucciderlo. Le sue dichiarazioni agli inquirenti sono state d&#8217;aiuto per costruire l&#8217;impianto accusatorio nei confronti di <strong>Ettore &#8216;<em>o Russo</em> Bosti</strong>, figlio di <strong>Patrizio</strong> e reggente del clan fino al giorno del suo arresto.</p>
<p>Infatti <strong>De Feo</strong> ha raccontato diverse cose ai Pm, sia sulle attività illecite del clan (soprattutto in materia di traffico e spaccio di stupefacenti) sia su alcuni agguati e vicende di sangue. Su tutte, quella controversia relativa all&#8217;omicidio di <strong>Ciro Fontanarosa</strong>, il 17enne assassinato il 25 aprile del 2009 in via Lettieri, nei pressi della stazione Centrale. Fontanarosa sarebbe stato &#8220;colpevole&#8221; di non essersi voluto affiliare al clan <strong>Contini</strong> e di restare un cane sciolto. Non solo, ma durante un litigio con <strong>Ettore Bosti</strong>, avrebbe reagito ad un&#8217;aggressione di &#8216;<em>o Russo</em> spingendolo e facendolo cadere. Secondo &#8216;<em>o Muschillo</em> sarebbe stato proprio questo il motivo della sua morte, voluta proprio dal figlio di <strong>Patrizio Bosti</strong>. Ma &#8216;<em>o Russo</em> per questo delitto, in cui era accusato di esserne il mandante, è risultato innocente.</p>
<p>Ma <strong>Vincenzo De Feo</strong> avrebbe parlato anche di suo zio <strong>Alfredo</strong>, colui che lo avrebbe introdotto al clan <strong>Contini</strong> e uno dei ras del sodalizio. Infatti, <strong>Alfredo De Feo</strong> è stato poi coinvolto nel processo in cui è imputato anche <strong>Ettore Bosti</strong>. L&#8217;accusa, dalla quale è stato poi prosciolto, era di associazione a delinquere. In quel caso lo zio di &#8216;<em>o Muschillo</em>, difeso dall&#8217;avvocato <strong>Salvatore D&#8217;Antonio</strong>, è stato scarcerato dal Tribunale del riesame per assenza di prove. Successivamente il Gip ha respinto la richiesta della Procura di ottenere il giudizio immediato per <strong>Di Feo </strong>senior al momento in  libertà.</p>
<p>&#8216;<em>o Muschillo</em> è stato arrestato nel 2009 dopo una tentata rapina finita male nei confronti di due guardie giurate. La vicenda è accaduta a Piazza Mercato e l&#8217;obiettivo dei rapinatori erano le armi delle guardie. Il raid in cui era coinvolto <strong>De Feo</strong> è finito male, in quanto durante un conflitto a fuoco ha perso la vita il vigilantes <strong>Gaetano Montanino</strong>.</p>
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		<title>Contini, Bosti, Mallardo: un triangolo ancora vivo e svelato dalle intercettazioni</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/04/18/contini-bosti-mallardo-un-triangolo-ancora-vivo-e-svelato-dalle-intercettazioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Apr 2017 12:06:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[francesco mallardo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;erano una volte tre sorelle, Maria, Anna e Rita Aieta tutte promesse spose di tre &#8220;Re&#8221;: rispettivamente Eduardo, Francesco e Patrizio. Il loro matrimonio ha permesso la nascita di un &#8220;regno&#8221; forte, prospero e solido. Potrebbe essere il canovaccio una tipica storia di avventura, magari con lieto fine, ma non è così. Si tratta di pura realtà e il finale [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;erano una volte tre sorelle, <strong>Maria</strong>, <strong>Anna </strong>e <strong>Rita</strong> <strong>Aieta</strong> tutte promesse spose di tre &#8220;Re&#8221;: rispettivamente Eduardo, Francesco e Patrizio. Il loro matrimonio ha permesso la nascita di un &#8220;regno&#8221; forte, prospero e solido. Potrebbe essere il canovaccio una tipica storia di avventura, magari con lieto fine, ma non è così. Si tratta di pura realtà e il finale ancora non è stato scritto. Le tre sorelle esistono, così come i loro mariti: <strong>Eduardo Contini</strong> (detto &#8216;<em>o Romano</em>), <strong>Francesco Mallardo</strong> (detto <em>Ciccio è Calantonio</em>) e <strong>Patrizio Bosti </strong>(detto &#8216;<em>o Patrizio</em>). Anche il &#8220;reame&#8221; non è frutto di alcuna fantasia e corrisponde ad un territorio specifico e ben preciso, tenuto insieme da un patto di sangue che dato vita alla famosa <em><strong>Alleanza di Secondigliano </strong></em>(di cui è fondatore e ne fa parte anche il potente clan <strong>Licciardi</strong> della <strong>Masseria Cardone </strong>a Secondigliano).</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/07/camorra-viaggio-nel-regno-del-clan-contini-che-domina-vasto-e-poggioreale/" target="_blank" rel="noopener">Contini controlla la zona compresa tra i quartieri <strong>Vasto </strong>e <strong>Poggioreale</strong></a>; Mallardo ha il suo fortino a <strong>Giugliano</strong>; Bosti è originario del <strong>Rione Amicizia</strong> ed è stato il braccio destro di <em>Eduardo &#8216;o Romano</em> (nonché reggente del clan da quando il boss è stato arrestato nel 2007 e fino al suo di arresto, avvenuto in Spagna nel 2008).</p>
<p><strong>La <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/31/la-mappa-della-camorra-a-napoli-ecco-chi-comanda-in-citta/" target="_blank" rel="noopener">mappa della camorra</a>: ecco chi comanda in città</strong></p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/d/embed?mid=1pMoGNS5vZahk0bsb-Te-dARzAIc" width="640" height="480"></iframe></p>
<p>In particolare il clan <strong>Contini</strong> è stato colpito più volte e di recente da alcune operazioni della giustizia: prima l&#8217;<a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/04/14/boss-comunica-clan-anche-dal-carcere-arriva-la-richiesta-del-41bis/" target="_blank" rel="noopener">arresto e poi la condanna a 20 anni di </a><strong>Ettore Bosti </strong>detto &#8216;<em>o Russo</em> e figlio di &#8216;<em>o Patrizio</em>, poi l&#8217;<a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/05/21/paranza-dei-bimbi-ciro-contini/" target="_blank" rel="noopener">arresto del nipote di &#8216;<em>o Romano</em> <strong>Ciro Contini</strong></a> e infine una <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/04/05/colpo-al-clan-contini-sequestrati-beni-per-un-valore-di-320-milioni-di-euro/" target="_blank" rel="noopener">confisca di beni</a> per un valore pari a 320 milioni.</p>
<p>Nonostante il sodalizio <strong>Contini </strong>&#8211; <strong>Bosti</strong> sia stato indebolito da tali vicende, il potere dell&#8217;organizzazione criminale è sempre vivo. Per questo le indagini della <strong>Dia </strong>(<em>Direzione Investigativa Antimafia</em>) sono ancora in corso e continuano a rivelare alcuni retroscena davvero interessanti. Uno degli ultimi, grazie all&#8217;utilizzo di alcune intercettazioni, ha svelato lo stretto rapporto tra <strong>Francesco &#8216;<em>Ciccio</em> Mallardo</strong> e il nipote <strong>Ettore Bosti</strong>. I due non solo si sono sentiti spesso ma si sono anche visti quando &#8216;<em>Ciccio è Calantonio</em> era ancora latitante.</p>
<p>L&#8217;incontro è avvenuto ad ottobre del 2014 nell&#8217;abitazione di Sulmona del boss di Giugliano. I due hanno discusso a lungo di affari: contrabbando di sigarette, gestione delle agenzie di scommesse, progetti edilizi, acquisti di garage, apertura di esercizi commerciali, pagamento delle spese legali per i compagni di camorra, gestione del mercato della frutta e controllo delle Case del Risanamento. Inoltre <strong>Mallardo </strong>ha dato diversi consigli al giovane <strong>Bosti </strong>su come muoversi e gestire l'&#8221;impero criminale&#8221;. Soprattutto &#8216;<em>Ciccio</em> ha raccomandato a &#8216;<em>o Russo</em> cosa non doveva fare, perché alcuni comportamenti di Ettore non erano piaciuti al boss.</p>
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		<title>&#8220;Il boss comunica con il clan anche dal carcere&#8221;, arriva la richiesta del 41bis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2017 08:11:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[ettore bosti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arrestato a marzo dello scorso anno, su Ettore Bosti (detto &#8216;o Russo) pesa una condanna a 20 anni di carcere per traffico internazionale di stupefacenti. Il giovane ras, diventato reggente del clan Contini dopo l&#8217;arresto del super boss Eduardo Contini (&#8216;o Romano), prima, e del padre Patrizio successivamente, è stato preso durante un maxi blitz dei carabinieri. &#8216;O Russo si serviva di Gennaro Di [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/04/14/boss-comunica-clan-anche-dal-carcere-arriva-la-richiesta-del-41bis/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from &#8220;Il boss comunica con il clan anche dal carcere&#8221;, arriva la richiesta del 41bis</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Arrestato a marzo dello scorso anno, su <strong>Ettore</strong> <strong>Bosti</strong> (detto &#8216;<em>o Russo</em>)<strong> </strong>pesa una <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/20/stangata-clan-contini-traffico-internazionale-stupefacenti/" target="_blank" rel="noopener">condanna a 20 anni di carcere</a> per traffico internazionale di stupefacenti. Il giovane ras, diventato reggente del clan <strong>Contini</strong> dopo l&#8217;arresto del super boss <strong>Eduardo Contini </strong>(&#8216;<em>o Romano</em>), prima, e del padre <strong>Patrizio </strong>successivamente, è stato preso durante un <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/03/02/arresti-a-napoli-droga/" target="_blank" rel="noopener">maxi blitz dei carabinieri</a>.</p>
<p>&#8216;<em>O Russo</em> si serviva di <strong>Gennaro Di Tommaso</strong>, meglio conosciuto come <em>Genny &#8216;a Carogna</em> (noto capo ultrà del Napoli, diventato &#8220;famoso&#8221; durante la tragica finale di Coppa Italia tra gli azzurri e la Fiorentina del 2014, a cui era presente anche Bosti), per importare illegalmente la droga dall&#8217;Olanda per poi spacciarla a <strong>Napoli</strong>. In un&#8217;intercettazione utilizzata per l&#8217;indagine condotta dalla <strong>Dia</strong> (<em>Direzione Investigativa Antimafia</em>), <strong>Bosti</strong> parla di &#8216;<em>a Carogna</em> come un intermediario di fiducia per il traffico di stupefacenti: &#8220;<em>A Noi ci serve uno là che va a guardare che conosce là per guardare il materiale! Noi andiamo là insieme a questa persona e quello ci conosce a Noi!</em>&#8220;. Anche Di Tommaso è stato arrestato e successivamente <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/11/28/genny-a-carogna-condannato-a-10-anni-per-traffico-di-droga-soddisfatto-il-legale/" target="_blank" rel="noopener">condannato (il 28 novembre 2016) a 10 anni da scontare ai domiciliari a Livorno</a>.</p>
<figure id="attachment_48335" aria-describedby="caption-attachment-48335" style="width: 940px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-48335" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/camorra-viaggio-nel-regno-del-clan-contini-che-domina-vasto-e-poggioreale-2.jpg" alt="bosti-contini" width="940" height="500" /><figcaption id="caption-attachment-48335" class="wp-caption-text">da sinistra: Patrizio Bosti, Ciro Contini, Eduardo Contini (&#8216;o Romano), Ettore Bosti (&#8216;o Russo)</figcaption></figure>
<p>Attualmente il clan <strong>Contini</strong> (uno tra i più longevi e potenti di <strong>Napoli</strong>) <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/07/camorra-viaggio-nel-regno-del-clan-contini-che-domina-vasto-e-poggioreale/" target="_blank" rel="noopener">continua a mantenere il controllo del proprio territorio</a> (la zona compresa tra i quartieri <strong>Vasto </strong>e <strong>Poggioreale</strong>), nonostante le numerose difficoltà dovute a diverse operazioni della giustizia. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/04/05/colpo-al-clan-contini-sequestrati-beni-per-un-valore-di-320-milioni-di-euro/" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;ultima è avvenuta il 5 aprile 2017</a> grazie alla quale sono stati sequestrati al sodalizio criminale beni per un valore di 320 milioni di euro. Tra le numerose attività illecite gestite dell&#8217;organizzazione criminale, una delle più preparate dal punto di vista imprenditoriale, il traffico di stupefacenti rappresenta quella più redditizia: il &#8220;settore&#8221; gestito da <strong>Ettore Bosti</strong>.</p>
<p>Per quest&#8217;ultimo non arrivano buone notizie dal fronte giudiziario. Infatti, la <strong>direzione nazionale antimafia</strong> e la <strong>DDA di Napoli</strong> hanno chiesto al ministro della Giustizia di firmare il provvedimento che disporrebbe nei suoi confronti il carcere duro, cioè il <strong>41bis</strong>. Lo spettro del regime di detenzione di massima sicurezza incombe con forza sulla testa di &#8216;<em>o Russo</em>. Quest&#8217;ultimo secondo gli inquirenti riesce ancora a gestire le attività del clan comunicando dal carcere verso l&#8217;esterno.</p>
<p><strong>La <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/31/la-mappa-della-camorra-a-napoli-ecco-chi-comanda-in-citta/" target="_blank" rel="noopener">mappa della camorra</a> a Napoli: ecco chi comanda in città</strong></p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/d/embed?mid=1pMoGNS5vZahk0bsb-Te-dARzAIc" width="640" height="480"></iframe></p>
<p>I telefoni cellulari sono più una maledizione che una comodità per il clan <strong>Contini</strong>. Infatti anche per il nipote di &#8216;<em>o Romano</em>, <strong>Ciro Contini</strong>, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/22/ciro-contini-mandava-video-dal-carcere-con-un-cellulare-ora-e-ai-domiciliari/" target="_blank" rel="noopener">il ritrovamento di uno smartphone all&#8217;interno della cella del carcere di Melfi dove era detenuto</a>, avrebbe potuto rappresentare un problema. Il ras del sodalizio utilizzava il dispositivo tecnologico per comunicare con l&#8217;esterno, attraverso l&#8217;invio di video con un&#8217;applicazione di messaggistica istantanea. Il giovane Contini, ritenuto il collegamento dell&#8217;organizzazione criminale con la <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/28/camorra-a-forcella-mazzarella-paranza-dei-bimbi/" target="_blank" rel="noopener"><em>Paranza dei bimbi<strong> </strong></em>di <strong>Forcella</strong></a>, è stato <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/05/21/paranza-dei-bimbi-ciro-contini/" target="_blank" rel="noopener">arrestato a maggio del 2016</a> ed è attualmente agli arresti domiciliari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/04/14/boss-comunica-clan-anche-dal-carcere-arriva-la-richiesta-del-41bis/">&#8220;Il boss comunica con il clan anche dal carcere&#8221;, arriva la richiesta del 41bis</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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