Le indagini dei militari sono scattate a partire da alcuni atti intimidatori contro delle attività commerciali
Avevano dato fuoco alla saracinesca di un negozio nel cuore del Rione Sanità. Le immagini del sistema di video sorveglianza hanno aiutato i carabinieri nell’individuare i responsabili ed arrestarli. Si tratta di: Pasquale Amodio, Francesco Grasso, Ciro Minei e Gennaro Passaretti, condotti presso il carcere di Secondigliano. I 4 al momento dell’atto criminale avevano il volto coperto da caschi integrali, aspetto che unito al clima di omertà che regna nel quartiere, ha reso l’attività investigativa dei militari più complessa.
Tuttavia i Carabinieri della Compagnia di Napoli Stella hanno comunque dato esecuzione al fermo emesso dalla D.D.A. (Direzione Distrettuale Antimafia) di Napoli per tentata estorsione aggravata da finalità mafiose nei confronti dei 4 soggetti. Questi ultimi sono ritenuti affiliati al clan camorristico dei Sequino. Le attività illecite del sodalizio sono incentrate sul traffico di droga e proprio nelle estorsioni ai danni di commercianti, parcheggiatori abusivi e cantieri edili.
In generale le indagini dei Carabinieri, coordinate dalla Procura Antimafia, hanno riguardato le richieste estorsive rivolte ad alcuni commercianti della zona a cui il clan aveva imposto il versamento periodico di somme di denaro e, in alcuni casi, anche l’istallazione di slot machine. Di fronte al mancato pagamento il clan ha agito in moto violento e intimidatorio, così come è accaduto per l’attività a cui due soggetti hanno dato alle fiamme la saracinesca mediante l’uso di un liquido infiammabile.
