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Camorra, viaggio nel Rione Sanità: una notte in volante e sulle moto dei Falchi

Cronaca
26 Maggio 2017 20:03 Di Ciro Cuozzo
3'

Una serata a bordo delle volanti della polizia e in sella alle moto dei Falchi nel cuore del Rione Sanità. E’ l’esperienza vissuta da Voce di Napoli nel dedalo di vicoli e stradine strettissime di uno dei quartieri più antichi di Napoli, dove è sepolta la storia greca e romana, dove ogni giorno si incontrano e si mescolano culture e razze diverse che rendono il luogo dove è nato Totò, situato subito fuori le vecchie mura della città, ai piedi della collina di Capodimonte, un posto unico nel suo genere.

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Un posto dove però negli ultimi anni è in corso una violenta faida tra clan rivali per il controllo degli affari illeciti, droga e racket in primis, e per il mantenimento degli equilibri con altri sodalizi della città. Dall’omicidio dell’innocente Genny Cesarano, il 17enne colpito a morte da un proiettile nel corso di una “stesa” avvenuta in una notte di inizio settembre del 2015, agli agguati nei confronti di boss e affiliati dei cartelli camorristici in guerra tra loro. Nonostante gli arresti eccellenti degli ultimi tempi, la situazione resta in continua fibrillazione tanto da richiedere una presenza straordinaria delle forze dell’ordine.

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Da diverse settimane nel Rione Sanità è in corso una pressante attività investigativa e di controllo del territorio che vede polizia e carabinieri, insieme alla guardia di finanza, svolgere controlli asfissianti nei vicoletti ad alta densità criminale. Voce di Napoli è stata con gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, diretti dal primo dirigente Michele Spina (57 anni, da trenta in servizio), e con i Falchi della Squadra Mobile in giro per le strade del rione dove, dall’insediamento del neo questore Antonio De Iesu, è partito un “servizio di saturazione” che punta a disarticolare i clan presenti sul territorio. Da una parte i Vastarella della zona delle Fontanelle, alleati e imparentati con i Tolomelli, e nemici storici dei Sequino di via Santa Maria Antesaecula e dei Savarese di via Ciclamini. In mezzo la famiglia Mauro della zona dei Miracoli, fino a pochi mesi fa alleati dei Vastarella e oggi in una preoccupante “pausa di riflessione”.

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