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Omicidio Andrea Covelli, Pianura è una “polveriera”: agguati e paura, i residenti: “Non si può vivere così”

La situazione a Pianura è drammatica. Dopo l‘omicidio di Andre Covelli, il 27enne scomparso per due giorni e poi fatto ritrovare morto nella campagna di via Pignatiello, è alta la tensione nel quartiere occidentale di Napoli. Tensioni che già da mesi rendevano invivibile la zona e che i residenti sentivano con pressione. Solo ieri l’ennesimo agguato in via Campanile, mascherato da una rapina, contro Carlo Pulicati, considerato vicino al clan Esposito- Marsicano-Calone, come riporta il Riformista. Caso sul quale indagano gli agenti della Squadra Mobile di Napoli, guidata dal dirigente Alfredo Fabbrocini.

Omicidi, agguati e tensioni in una zona che si contende il controllo delle attività illegali. Andrea Covelli non risulta legato alle organizzazioni criminali, secondo gli investigatori non faceva parte, almeno in maniera diretta, di nessun clan. Eppure il suo omicidio, avvenuto in modo così brutale, fa pensare a una punizione. Andrea infatti potrebbe esser stato vittima di una. vendetta trasversale. Probabilmente gli assassini volevano colpire il fratello, Antonio, legato fino a qualche mese fa ai Carillo-Perfetto, clan che si contende il territorio proprio con gli Esposito-Marsicano.

Pianura è una polveriera: assenza delle forze dell’ordine e paura

Pianura, di fatto, è un quartiere in preda alla paura. I residenti lamentano l’assenza di forze dell’ordine. Una presenza maggiore nei giorni che hanno seguito il delitto di Andrea Covelli, ma poi un ritorno alla precedente situazione ovvero di una totale assenza di controllo del quartiere, lasciato alla sbando, nelle mani di clan. Nelle mani di chi cerca il controllo della zona mettendo in atto qualsiasi azione efferata. Le persone che abitano nella zona però non ci stanno, hanno paura, vige l’omertà e chiedono una serenità che solo le forze dell’ordine possono portare.