Due episodi che hanno caratterizzato la manifestazione di questa mattina in piazza Nazionale: "Disarmiamo Napoli"
C’è stata una grande partecipazione questa mattina alla manifestazione “Disarmiamo Napoli” organizzata dal collettivo “Un popolo in cammino“. Erano almeno 300 le persone che sono scese in piazza per manifestare contro la camorra.
Istituzioni, cittadini, membri del mondo dello sport e della cultura, esponenti dell’opinione pubblica. Tutti a gridare basta e dare un segnale: Napoli va liberata dalla criminalità organizzata. Il motivo dell’iniziativa è stato l’agguato che venerdì ha causato il grave ferimento di un pregiudicato, Antonio Nurcaro e della piccola N. che ha solo 4 anni.
La bambina si trova ora ricoverata all’ospedale Santobono di Napoli e sta lottando tra la vita e la morte. C’è stato un’episodio che poteva macchiare il significato della manifestazione. Infatti, mentre i presenti stavano urlando il nome della bambina applaudendo, sono esplosi dei fuochi d’artificio.
Forse un’azione studiata per rovinare la manifestazione. Presente anche Antonio Piccirillo, figlio di un boss di camorra che ha lanciato un appello importante. Parole che hanno colpito tutti i partecipanti all’iniziativa.
L’APPELLO DEL FIGLIO DEL BOSS –
“Amo mio padre ma questo amore non può trasformarsi in stima. Invito tutti i figli di camorra a dissociarsi da questa cultura che non paga, è priva di etica e valori. La camorra è sempre stata ignobile“.
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I FUOCHI D’ARTIFICIO ALL’IMPROVVISO –
“Piazza Nazionale. Napoli. Stamattina:
Ad un certo punto della manifestazione sono stati sparati molti fuochi d’artificio a pochi metri dai megafoni. Nel video è molto chiaria la scena. Un tentativo di zittire le voci di chi protestava. Il pubblico ha iniziato a ripetere a gran voce “Noemi! Noemi!”, i botti coprivano le parole di chi manifestava, finchè qualcuno ha iniziato a gridare più forte. Nessun esponente delle forze dell’ordine è intervenuto.
Amedeo Zeni“.
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