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Il Gambrinus acquisisce nuovi locali a via Chiaia. Ritorna il caffè delle dodici porte

di Pasquale De Luca

Il Gran Caffè Gambrinus, ritorna agli antichi fasti. Dopo l’importante sodalizio commerciale di appena un anno fa con la multinazionale Segafredo Zanetti S.p.A , raggiunto un nuovo importante obiettivo. Si è appena concluso il tortuoso percorso per l’acquisizione dei due locali adiacenti sulla via Chiaja che di fatto vanno a ricostituire quella che era la conformazione originale della storica caffetteria soprannominata dai napoletani dell’epoca il Bar delle 12 porte. Proprio ieri nella sede della Città Metropolitana a piazza Matteotti è stato firmato il contratto di locazione dei locali posti ai civici 3 e 4 di via Chiaja;, Presente il Consigliere Metropolitano Delegato al Patrimonio, Antonio Sabino.

I due locali hanno fatto parte dell’antico caffè fino al 1938 quando, per volere dell’allora Prefetto fascista Giovanni Battista Marziali fu decretata la chiusura forzata perchè ritenuto luogo di cospirazione contro il regime; Esponenti della politica Campana si sono mostrati entusiasti del traguardo raggiunto. Il consigliere regionale Pecoraro Scanio ricorda con commozione il lungo lavoro fatto dai fratelli Antonio e Arturo Sergio a partire dal 1990 per riacquisire i vari “pezzi” dello storico locale che dopo la chiusura del 1938 erano stati concessi al Banco di Napoli e ad altre società; dichiara Pecoraro Scanio: “Dopo l’elezione di Manfredi mi ero promesso di chiedergli tre interventi attesi da anni, il recupero della Galleria Umberto, dei porticati di piazza Plebiscito ed infine il ripristino del Gambrinus storico”, si conclude così un lungo percorso iniziato nel 1973 grazie all’intraprendenza dell’imprenditore Michele Sergio che proprio in quell’anno acquisì dalla società proprietaria dei ristoranti Pizzicato i locali dello storico caffè adiacenti piazza Trieste e Trento per riaprirlo ai Napoletani.

Da allora le famiglie Sergio-Rosati hanno lavorato alacremente per riportare il Gambrinus ai livelli che merita. Per i Napoletani Gambrinus non è semplicemente il nome della caffetteria più importante del meridione ma è diventato un vocabolo con una semantica propria inserito per merito nel vocabolario non solo dei napoletani ma dei meridionali. Gambrinus è espressione di eleganza, raffinatezza, gusto e luogo. Caffè Gambrinus è la Pompei dell’800. Intatte e perfettamente manutenute le sale restaurate dall’architetto Antonio Curri nel 1890, viva testimonianza della storia d’Italia durante la belle epoque Napoletana.

Oscar Wilde, Matilde Serao, Eduardo De Filippo, Gabriele D’Annunzio e tanti capi di stato solo solo alcuni dei grandi personaggi che hanno frequentato le storiche sale. Intervistato Massimiliano Rosati, socio del Gran Caffè Gambrinus, dichiara : “Quella di oggi è il coronamento di un sogno iniziato 50 anni fa con mio nonno Michele Sergio, che voleva recuperare la dimensione originale del Gambrinus. Tanto sarà il lavoro da fare per recuperare i fregi e gli stucchi ammalorati dal tempo; Si spera che l’apertura dei nuovi saloni possa avvenire entro l’estate”.