Ma voi li sborsereste 8000 euro per 23 minuti ( dico 23 minuti) di sculettamento. Molti hanno disertato the big event. Come la sottoscritta che aveva invito per il concerto. Ma chiamarlo concerto è un parolone. Ha cantato x 23 minuti… facendosi un po’ di conti fanno 300 euro a minuto! Mentre JLO disertava pure la cena e mangiava un’insalatina in camera, ossia una arcimega suite al Tiberio Palace. Poi è salita sul palco ha sbattuto quel monumento di popó e si è eclissata di nuovo. Ma è o non è geniale?
Comunque fra la valchiria Jennifer Lopez e il gigante Peppino scelgo il secondo.
Il dilemma. JLO o Peppino di Capri. La regina del trash/glam o il re del Neapolitan sound? JLo è la dimostrazione vivente che nella vita ci vuole un colpo di C…lo. E il suo è maestoso e lì dove non arriva madre natura, ci pensano sapienti “infiltrazioni” chirurgiche per modellarlo come due meloni. Meglio gli sculettamenti della prima o quel eco naturale da voce profonda che hanno fatto di Peppino il precursore, il gigante di quel Napul ‘e power. Secondo voi per cosa ho optato? Lì in Certosa, il cinquecentesco chiostro incorniciato da un allestimento troppo carico più adatto a una fiera di luminarie con processione della Santa. Santa jlo appunto. Pronta alla beatificazione visto che la sua performance l’ha offerta gratis. Per la seratona un capolavoro di marketing: fare sborsare 8000 euro a cranio per avere il Lato B ondeggiante di jlo in faccia.Ma era per nobile causa: raccogliere fondi per Unicef. Luisa ViaRoma, oggi luxury brand on Line, è assai lontana dalle serate di intelletto/chic dove, tra l’altro, ha presentato anche il mio libro “Bella e d’Annata” e ha deciso dì virare sul glamour da fiera della vanità. Sono in piazzetta e mi basta vedere lo struscio: sembra una bomboniera rosa con profili piumati. Escalation e Picozza sociale di Anna Dello Russo, da portacartelle dell’allora direttore di Vogue, Franca Sozzani, a influencer un po’ incartapecorita. E quando si mette in posa si sente più fika di Jlo. Poi arriva lui, in baby doll color nude e cesto dì fiori in testa…sfilano la Gregoraci in rosso Seviglia e un po’ di spaccature e Inter/glutei sotto voile e retine vedo/tutto. Un’altra si deve essere chiesta: mi bastano due festoni natalizi che mi incorniciano il fondo schiena per farmi notare? Sarà una celebrity? No, ma è bella da schianto la “questora” di Capri: Renata Catalano. Mi godo questo andirivieni e corro da lui, il nostro JLO veracemente international, e Peppino lo è da oltre mezzo secolo, 539 canzoni e 35 milioni di dischi venduti. Occorre una premessa per il charity gala avevo invito dì Serie B (mi aveva invitato un’autorità) e includeva annuso a distanza dei vipponi e concerto dì Jlo. Poi ci sarebbe anche invito di Serie C che prevedeva solo l’after party. Di Là c’era Briatore, che adesso fa pure il pizzaiolo, e una fauna di polvere di stelline e qualche stella come Leonardo Dì Caprio, immancabile capellino e aria molto molto scocciata x scoraggiare qualsiasi cacciatore di selfie. Di qua c’era il Direttorissimo Ermanno Zanini, uno che il lusso lo mastica a colazione e che dirige una costellazione di alberghi sparsi per il mondo. C’era Serenella Pacifico, una bellezza rinascimentale non chiaraferrignizzata. C’era la stilista Luisa Beccaria, che tra l’altro ha anche vestito JLo. C’erano senatori ( Riccardo Villari) e candidati senatori (Paolo Fiorillo). Dario, figlio dì Peppino ( anche lui talento naturale e voce potente) e l’eterea Mousse, anfitrioni a bordo piscina. Capri incastonata come un presepe ai nostri piedi. E quando Peppino attacca Luna Caprese è un boato che hanno sentito pure alla Certosa. Quando guardandomi negli occhi, mi dedica Champagne, mi sciolgo in una veloutè di emozioni. Il mio after party è in Taverna da Anema e’ Core dove ci viene pure Di Caprio. Tiè. Il day after invece faccio splash al Beach Club del Hotel La Palma, dì freschissima inaugurazione ( neanche Briatore lo sa) un oasi dal menù stellato e spiaggetta privata nascosta tra le rocce, lontana dai pacchiani e roboanti party in barca.
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