La palla passa ai due calciatori e al presidente, mente o cuore?
Ci sarà sempre un conflitto tra la mente e il cuore. La prima fissa i limiti che il secondo non vede. Questo concetto spiega perfettamente quello che sta accadendo in casa Napoli: il presidente Aurelio De Laurentiis – per via della crisi economica post pandemia – ha deciso di attuare una politica di ridimensionamento degli ingaggi ( la famosa ragione) rischiando però di perdere simboli del calibro di Kalidou Koulibaly e Dries Mertens (quel dannato cuore) uomini prima, calciatori poi, che hanno fatto la storia del club .
Ma si può davvero fare a meno della storia del Napoli? La questione Kalidou Koulibaly
Ciò che il cuore conosce oggi, la testa comprenderà domani. Se lo augura il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. Il patron ha spiegato che per evitare catastrofi c’è bisogno di una corposa ‘spending review’.
In questa circostanza, Kalidou Koulibaly ha di gran lunga lo stipendio più oneroso, con ben 6 milioni di euro ed un contratto in scadenza il 30 giugno del 2023. Il ‘Comandante’ ha giurato amore a Napoli e al Napoli: è ormai da ben 8 anni sotto l’ombra del Vesuvio diventando uno dei migliori difensori al mondo. Adesso però è di fronte ad una fatidica scelta: rinnovare, andare via in questa sessione di mercato o restare a scadenza e l’anno prossimo dire addio.
E’ difficile immaginare un Napoli senza il suo Kalidou, un qualcosa di veramente difficile da digerire, ma la storia insegna che solo quell’argentino con i capelli ricci, che con il pallone scriveva poesia, era indispensabile. Koulibaly va per i 31 anni, negli ultimi campionati ha saltato qualche partita di troppo tra infortuni e cose varie e, alcune volte, ha reso al dì sotto delle sue aspettative. Tuttavia resta un giocatore fondamentale, un leader quasi impossibile da sostituire per i parametri che ha il Napoli.
La possibilità che l’anno prossimo non si possa contare sul classe ‘91 è più che reale. In Italia non c’è nessuno di paragonabile, bisognerebbe trovare eventualmente qualche giovane di prospettiva in giro per l’Europa, ma poi ci sarebbe bisogno di integrarlo in un campionato difficile come il nostro.
L’ideale sarebbe che De Laurentiis e Koulibaly s’incontrino a metà strada: cuore e ragione difficilmente si mettono d’accordo, ma, se accade, diventa incanto. Mister Spalletti e tutti i tifosi sognano che nel libro della vita di Kalidou ci possano essere scritte altre pagine indelebili come quella dell’aprile del 2018, quando il difensore fece sognare un popolo intero con quel gol di testa, allo scadere, contro la Juventus.
Ma si può davvero fare a meno della storia del Napoli? Il discorso Dries Mertens
“Olè, Olè, Olè, Ciro, Ciro’, Sapete cos è l’amore vero? E’ quella cosa che non si cerca. Non si aspetta. Non si sceglie. Arriva e basta. Sul dizionario, se cercate la parola ‘Amore’ ecco comparire la storia più bella, quella tra Dries Mertens e i napoletani. Un qualcosa di sublime, di poetico, quello che rende la realtà più bella del sogno.
Dal 2013 a Napoli, Il contratto del belga scade il 30 giugno. Anche per lui è arrivato il momento di fare i conti con la scelta della vita: chiudere la sua carriera sotto l’ombra del Vesuvio oppure andare via. ‘Ciro’ ha marchiato con un timbro indelebile la storia del club diventando il miglior marcatore della storia azzurra, uno dei leader più importanti nello spogliatoio, un eroe, ma soprattutto un simbolo per tutti i tifosi azzurri.
Mertens da un lato e De Laurentiis dall’altro: come riportano gli ultimi rumors di mercato, ballano cifre tra le due parti. Una battaglia di cui francamente non si sente il bisogno. Ove mai non si arrivi ad una fumata bianca, basterebbe raccontare ai tifosi che meritano rispetto – in modo chiaro e limpido – che ci si separa per una scelta condivisa. La caccia al traditore non fa più clamore: inutile andare alla ricerca di chi dice la ‘balla’, conta il risultato. L’attaccante ha due sole priorità: Napoli e il Napoli. Vuole rimanere nella città in cui è nato suo figlio ‘Ciro’ e in cui si sente a casa, uno scugnizzo.
Dries è un classe ‘87, può essere sostituito? Certo. Può arrivare qualcuno dello stesso livello? Molto difficile. Come per Koulibaly, anche qui si fa lo stesso discorso: nessuno è indispensabile, ma un calciatore come Ciro – come visto quest’anno – fa ancora tanta differenza. Lo stesso Spalletti ha capito quanto sia devastante il tandem formato dal 14 ed Osimhen, un qualcosa che prima di entrare in campo mette i brividi alle difese avversarie. Purtroppo, con la politica di riduzione degli ingaggi, la permanenza a Napoli di Dries è molto incerta: il club già si sta guardando attorno per capire come eventualmente rimpiazzarlo. C’è una saggezza della testa e una saggezza del cuore. Dries Mertens dovrà fare una scelta di sentimento oltre che economica per restare in azzurro, d’altronde non c’è nulla di impossibile per un vero amore.
La palla passa ai due calciatori e al presidente, mente o cuore? La volontà di tutti tifosi azzurri è chiara: quella favola iniziata con il classico ‘C’era una volta“, merita ‘Il vissero felici e contenti’.

