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L’importanza di chiamarsi Nina. Il più celebre compositore del secondo 900, Hans Werner Hanze, omaggiato da Nina di Majo con un docu d’arte al Madre

Cultura
27 Aprile 2022 12:10 Di Juanuaria Piromallo
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Come tutti i tedeschi amava molto l’Italia, subisce il fascino del Sud da Grand Tour e si trasferisce a Napoli, prima tappa, poi a Ischia. “L’italia non mi ha mai deluso, vorrei essere italiano -ha sempre ripetuto -La luce che ho trovato qui non la trovi da nessuna parte”, così parlò Hans Werner Hanze.

Così a dieci anni dalla sua scomparsa un documentario al museo Madre di Napoli porta la firma della talentuosa Nina di Majo, regista, sceneggiatrice, attrice e scrittrice. Hans era il maestro di composizione del padre, Giulio di Majo, psicanalista di formazione, al quale era legato da una sincera amicizia, di cui sono rimaste tracce profonde nel carteggio epistolare tra Hans e la poetessa Ingeborg Bachmann.

Tra ricordi di famiglia, riutilizzo di materiali di repertorio, performance e reading, ma sopratutto la magia di quella luce da tableaux vivants che lo ha nutrito come il pane, il docu d’arte ricostruisce emotivamente il percorso di un compositore che ha avuto una vita ecletticamente controcorrente. Esemplare, secondo il punto di vista della regista che appartiene alla novella vague dei cineasti napoletani, molto apprezzata dalla critica fin dal suo esordio alla Biennale di Venezia. La colonna sonora di Autunno, sua opera prima, fu scritta dal padre e aveva molte influenze della musica di Henze.

Hans, gay e comunista, prima iscritto alla gioventù hitleriana e poi scappato dal nazismo ( “ Erano molto peggio di quello che si racconta”) legatissimo alla famiglia Di Majo che lo ha ospitato anche in Irpinia.

Marxista dichiarato e membro del partito comunista italiano Henze ha prodotto composizioni in onore di Ho Chi Minh e di Che Guevara. E rivoluzionario fu il suo stile compositivo che abbraccia il neo-classicismo, il jazz, la tecnica dodecafonica, lo strutturalismo e alcuni aspetti della musica popolare e del rock hanno fatto di lui il più grande compositore della seconda metà del 900. Dottore honoris causa per la sua “scienza musicale” dalla Hochschule für Musik und Theater di Monaco di Baviera. Molto apprezzato da Moravia e Pasolini, ha scritto un dramma in balletto per Luchino Visconti.

Gli anni della maturità artistica li passerà invece a Montepulciano dove nel fonda nel 1976 il Cantiere Internazionale d’Arte, ancora oggi un punto di riferimento per direttori d’orchestra provenienti da tutto il mondo e lalaboratorio di giovani musicisti. Proprio qui fu rappresentata per la prima volta la sua famosa opera per bambini “Pollicino”.
Intanto Nina che ha iniziato come aiuto regista d’opera con il drammaturgo Sandro Sequi ( “Non c’è domani tra le sue utlime regie) si sta preparando a un Grande Debutto.

pagina FB di Januaria Piromallo

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