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Le spese militari fanno tremare la maggioranza, Draghi e Mattarella a Conte: “Chi non rispetta gli impegni è fuori dal governo”

Conte e le spese militari. Il presidente del M5S fa traballare la maggioranza. La risposta del premier e del Presidente della Repubblica

Politica
30 Marzo 2022 10:19 Di redazione
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Il premier Mario Draghi tira dritto sull’aumento delle spese militari al 2% del Pil nel rispetto degli impegni Nato e ottiene il sostegno del Quirinale dopo un colloquio al Colle con Sergio Mattarella. Forte anche dell’asse con il Capo dello Stato, il presidente del Consiglio affonda con decisione i suoi colpi chiarendo che non ci si può sottrarre agli impegni con la Nato, pena il far venir meno il patto che tiene in piedi la maggioranza.

Conte e le spese militari

Un messaggio forte, indirizzato a tutta la coalizione di governo e soprattutto al Movimento 5 Stelle. Il capo del Governo fa filtrare da Palazzo Chigi questa linea dopo aver visto in serata il Presidente della Repubblica: incontro preceduto dal faccia con Giuseppe Conte, Draghi sale al Colle nel tardo pomeriggio per aggiornare il capo dello Stato sulla vicenda delle spese militari, che da giorni surriscalda il dibattito politico. Sfumata la possibilità di un accordo tra i partiti sull’aumento delle risorse per la difesa, il governo si prepara dunque a blindare con la fiducia il dl Ucraina nell’Aula del Senato.

Draghi e Mattarella

Un confronto durato un’ora e mezza quello tra Conte e Draghi. Un colloquio molto teso, a quanto si racconta in ambienti parlamentari, al termine del quale il leader del Movimento chiarisce che una crisi di governo non è all’orizzonte, ma “abbiamo diritto ad essere ascoltati“. Intanto Palazzo Chigi ha deciso di divulgare i dati sul bilancio della difesa sotto i governi Conte: “nel 2018 registrava circa 21 miliardi, nel 2021 24,6 miliardi, “un aumento del 17%“, numeri messi a paragone con l’incremento del 5,6% tra il 2021 e il 2022.

La conta

Draghi ha tenuto a dire che è importante rispettare gli impegni Nato: io ho spiegato che non ho mai messo in discussione il tendenziale al 2% come non è stato messo in discussione dai premier precedenti. Però se noi ci diciamo questo orizzonte del 2024, avremo un picco notevole: si tratta di 15 miliardi e, francamente, credo che i cittadini e il Paese adesso abbiano altre priorità. Questo non significa dire che l’Italia non rispetta gli accordi. Questo non verrà detto e io stesso non l’ho detto“. Così il leader M5S Giuseppe Conte a Di Martedì, su La7.

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