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Bimbo ucciso a bastonate, il patrigno scrive ai giudici: “Perché pena così severa. Ho ammesso responsabilità”

Cronaca
26 Ottobre 2021 20:51 Di redazione
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Tony Essobti Badre ha scritto una lettera ai giudici. L’uomo condannato all’ergastolo lo scorso 9 novembre 2020 per l’omicidio di Giuseppe Dorice, il figlio della compagna ucciso a bastonate nel gennaio 2019 a Cardito, ha chiesto i motivi di una pena tanto severa.

Lettera di Tony Essobti Badre ai giudici

Condannato anche per tentato omicidio nei confronti di una delle sorelline di Giuseppe e per maltrattamenti sugli altri fratellini, ha deciso di scrivere una missiva di suo pugno ai giudici.

“Signor giudice… mi scuso per il tempo che le faccio perdere ma vorrei che lei mi possa aiutare a capire perché ho ricevuto un trattamento così duro. Ho sempre ammesso le mie responsabilità…”, queste le parole con cui inizia la lettera di Tony.

Mercoledì inizierà il processo di secondo grado dinanzi alla Corte d’Assise di Appello di Napoli. L’imputato ha chiesto che la lettera venga letta in aula, Tony sa che le sue scuse serviranno a poco “se non a trovare un po’ di pace”. Nella lettera ripete ancora una volta che non era sua intenzione uccidere il bambino: “…Non so cosa è scattato nel mio cervello. E’ scattato il buio… non volevo la morte di Giuseppe”.

A spiegare i motivi di tale scritto è l’avvocato di Badre, Pietro Rossi: “L’imputato ha compreso la gravità delle proprie azioni ma avverte la pena come ingiusta. In effetti la pena dimostra la tendenza punitiva della sentenza che non tiene conto né delle risultanze processuali né della situazione sociale ed umana di un ragazzo che vuole una rieducazione che l’ergastolo non potrà mai dargli”.

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