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Morto in bagno al Cardarelli, la figlia: “Ci hanno detto che era morto sul lettino, solo bugie”

Cronaca
13 Novembre 2020 08:32 Di redazione
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Una verità atroce quella raccontata dalla famiglia di Giuseppe Cantalupo, l’uomo di 84 anni morto in bagno all’ospedale Cardarelli di Napoli e ripreso in un filmato. Il video girato all’ospedale Cardarelli, in cui si vede il paziente deceduto all’interno del bagno della struttura, ha indignato tutti.

La figlia e il genero della vittima hanno esposto denuncia per malasanità. Secondo quanto riportato dal Mattino in un’intervista fatta ai due coniugi, Giuseppe pare non si trovasse in condizioni particolarmente critiche.“Le sue condizioni non erano critiche e non presentava sintomi, ad eccezione della saturazione che progressivamente peggiorava”. L’uomo pare avesse cercato una bombola di ossigeno prima di essere ricoverato, ma non ne avrebbe trovate.

“Giuseppe, ex fumatore, soffriva di bronchite cronica e la necessità di assisterlo a livello respiratorio, ci ha spinto a chiamare l’ambulanza”. Quando giunge l’equipe del 118 che “lo segue scrupolosamente, somministrandogli per tre ore l’ossigenoterapia in casa”. Le cure non sono necessarie e quindi la corsa al Cardarelli. Da qui il dramma. Patrizia e Maurizio, figlia e genero di Giuseppe, vengono due volte contattati telefonicamente dal personale sanitario. Nella prima telefonata, i coniugi vengono rassicurati sulle condizioni del paziente mentre nella seconda apprendono del decesso.

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“La prima telefonata da parte dell’ospedale ci è giunta il giorno dopo, intorno alle 12.45 per comunicarci le condizioni di Giuseppe definite stazionarie. La dottoressa aveva riferito che la notte era trascorsa bene e che gli era stata somministrata l’ossigenoterapia ed eseguita una tac polmonare. Era stata molto gentile, rassicurandoci che avrebbe salutato Giuseppe da parte nostra, ma poche ore dopo, alle 15 ci hanno comunicato la morte”. Patrizia poi svela un retroscena: “Ci dice che era morto nel suo lettino e che, purtroppo, questo virus può comportare improvvisi aggravamenti”. “Ci è stata detta una bugia. L’ospedale, non ci ha comunicato che mio padre era morto nel bagno, a terra e solo, ma hanno precisato che era deceduto nel suo letto” continua Patrizia arrabbiata perché “quello che ferisce di più non è solo la perdita di un caro ma il trattamento disumano riservato ai familiari”.

“Ci hanno chiamato chiedendo se volevamo sporgere denuncia, comunicandoci che, forse, sarebbe stata sequestrata la salma, ma non riuscivamo a capire il perché” racconta Maurizio. Alcune ore dopo, la polizia chiede ai coniugi se hanno visionato un filmato dove c’erano le immagini di Giuseppe morto nel bagno. “E’ stato allora che abbiamo recuperato il video e scoperto la verità”.

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