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Omicidio Ugo Russo, parla il 17enne che era con lui: “Rapina perché non avevamo soldi per andare a ballare”

Il diciassettenne che era con Ugo Russo, il giovane di 15 anni ucciso da un carabiniere mentre tentava di rapinarlo, ha spiegato quale sarebbe stato il movente che sabato sera ha spinto lui e l’amico a provare a derubare un uomo.

L’ha dichiarato agli inquirenti in uno degli interrogatori dopo essersi costituito. “Non avevamo soldi per andare a ballare, per questo abbiamo deciso di fare la rapina”, queste le sue parole. Dunque, lui e Ugo avrebbero scelto di rapinare quel ragazzo, che poi si è rivelato essere un carabiniere con l’epilogo che tutti conosciamo, per raccogliere qualche soldo e andare a divertirsi.

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Un ingresso in discoteca li avrebbe spinti a compiere la rapina che è costata la vita a Ugo. Il diciassettenne ha anche dichiarato che il carabiniere non si sarebbe identificato, come invece il militare, indagato per omicidio volontario, ha dichiarato. “Era seduto in macchina, ha fatto finta di togliersi il Rolex e invece ha tirato fuori la pistola e ha sparato. Ugo ha avuto come un rimbalzo, si è girato verso di me e quello gli ha sparato di nuovo. Poi ha sparato anche contro di me, ma sono scappato con il motorino”. Per il diciassettenne questo martedì mattina è stato convalidato il fermo, sarà trasferito in una comunità.

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Intanto, si attendono gli esiti dell’esame balistico e dell’esame autoptico che chiariranno la traiettoria dei colpi e dunque, la dinamica dell’accaduto.

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