Ultimo aggiornamento martedì, 16 Luglio 2019 - 21:04

Caso-Whirpool, la protesta degli operai: strade bloccate e corteo verso la regione

Dopo l'incontro tra istituzioni, sindacati e gli esponenti dell'azienda, i dipendenti hanno dato il via ad una manifestazione partendo da via Argine

Politica
6 Giugno 2019 14:06 Di redazione
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Monta la rabbia degli operai Whirpool il cui destino è più incerto che mai. Dopo il comunicato della società che ha affermato di voler cedere lo stabilimento di Napoli, subito sono scattate diverse mobilitazioni per tutelare le centinaia di dipendenti coinvolti.

Oggi, un corteo di protesta è partito da via Argine (zona Est-vesuviana di Napoli) con l’obiettivo di arrivare fino alla regione Campania. Prima del sit-in sotto al palazzo istituzionale, l’intera strada è stata bloccata dai manifestanti. Questo ha creato non pochi disagi alla viabilità.

Ma la disperazione e la delusione degli uomini e le donne impiegate in Whirpool è stata molto forte. C’è stato qualche giorno fa un’incontro avvenuto al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) tra il Ministro Di Maio, i rappresentati delle istituzioni locali (tra cui il Vice sindaco di Napoli Enrico Panini), i sindacati e i vertici dell’azienda.

Il leader del Movimento 5 Stelle (M5S) è stato molto categorico con la società produttrice di elettrodomestici: se in tempi brevi non sarà trovata una soluzione al problema, lo Stato smetterà di elargire fondi e incentivi alla Whirpool.

IL VIDEO DEL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO –

IL POST DI DI MAIO DEL 4 GIUGNO –

Io non mollerò MAI! Con il MoVimento 5 Stelle al governo non si prendono in giro né lo Stato né i lavoratori! Grazie alle donne e agli uomini della Whirlpool arrivati al Mise da Napoli“.

IL POST DI DI MAIO DEL 31 GENNAIO –

La notizia della chiusura dello stabilimento Whirlpool di Napoli sarebbe già grave al solo pensiero che 430 lavoratori rischino di non avere più un posto di lavoro, ma diventa assurda se si pensa che, con questa scelta, i vertici aziendali decidano di stracciare un accordo che Whirlpool ha firmato lo scorso 25 ottobre al ministero dello Sviluppo Economico e col quale si impegnava a investire in Italia con un piano triennale da 250 milioni di euro. Solo dopo la firma di quell’accordo e l’impegno concreto della multinazionale, il ministero del Lavoro concesse gli ammortizzatori sociali a sostegno delle donne e degli uomini che lavoravano per la Whirlpool. Aiuti meritati, visto l’impegno da loro profuso e poiché vittime incolpevoli di fallimenti che nulla avevano a che fare con la loro attività.

Con questo comportamento, però, i nuovi vertici di Whirlpool hanno mancato di rispetto a loro, ancor prima che al ministero dello Sviluppo Economico e al governo stesso. Pretendo che venga puntualmente fatta chiarezza su quanto accaduto nelle scorse ore al tavolo che ho già convocato per il prossimo 4 giugno. Chiarezza che dovrà esser fatta prima di tutto per i 430 lavoratori e le loro famiglie, che sono e restano la priorità assoluta per il sottoscritto e tutto il Mise, che è pronto a rimettere in discussione l’intero piano industriale e a verificare l’utilizzo che è stato fatto degli ammortizzatori sociali fino ad oggi“.

LE PAROLE DEL VICE SINDACO PANINI DEL 4 GIUGNO –

LA LUNGA GIORNATA DI #WHIRLPOOL
Incontro aggiornato alla prossima settimana.
Il #Ministro conferma il blocco dei finanziamenti all’azienda e chiederà di incontrare la dirigenza europea.
L’#azienda al tavolo ha cincischiato, inventato improvvise crisi sui dazi e sui mercati internazionali, salvo dire che non intende chiudere l’azienda non ha portato una mezza idea. Situazione davvero grave.
Con assessore Buonanno siamo sulla via di ritorno. Ci aspetta un incontro con il nostro #Sindaco, che in mattinata aveva interloquito cn il Ministro Di Maio, per fare il punto.
Sicuramente chiederemo, come Comune, un incontro all’azienda per dirle – con il linguaggio dell’istituzione – che Whirlpool Napoli non si tocca
“.

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