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Non può più fare l’abusivo, parcheggiatore scatenato: “Andiamo in Prefettura e sfondiamo tutto”

Napoli Città
10 Gennaio 2019 18:10 Di redazione
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Non è il primo e non sarà sicuramente l’ultimo a pubblicare via Facebook un appello tendente al ridicolo. Perché la solita retorica dei parcheggiatori abusivi che “guardano” le auto per non andare a rubare o commettere attività illecite non fa tenerezza a nessuno. Così come il tentativo di dirottare l’attenzione sui migranti malviventi del Vasto, che compiono rapine e violentano le ragazze (solo loro?).

L’ennesimo video-vergogna di un abusivo lo diffonde via social chi, come il consigliere regionale dei Verdi Francesco Borrelli, li combatte da tempo con filmati-denuncia e mettendo a serio rischio la propria incolumità. Un video di un abusivo di 35 anni che dopo aver ricevuto la visita della polizia per la notifica di un provvedimento giudiziario che di fatto gli vieta di continuare ad esercitare l’illecita “professione”, decide di lanciare un appello chiamando a raccolta tutti i colleghi per organizzare una manifestazione all’esterno della Prefettura di Napoli e “spaccare tutto” perché “lo Stato ci deve dare un lavoro”.

“Facciamo una riunione e andiamo a spaccare tutto per farci dare un lavoro o l’autorizzazione a continuare nell’attività di parcheggiatori abusivi. E’ questo il sunto del video postato su Facebook da uno dei delinquenti di Sedile di Porto, colpito dal divieto di dimora. Siamo all’assurdo, quella registrazione è la testimonianza della mentalità parassitaria e criminale di questi individui”. Così il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli e il consigliere comunale del Sole che Ride, Marco Gaudini, sul video postato sui social da uno dei parcheggiatori abusivi di via Sedile di Porto, nella zona universitaria del centro storico di Napoli.

“Siamo arrivati al punto che questi estorsori rivendicano diritti sulla base di una attività illegale. L’attività di contrasto a questi fenomeno delinquenziali da parte di magistratura e forze dell’ordine deve continuare con la massima determinazione”. “Anche noi – proseguono Borrelli e Gaudini – non smetteremo di lottare per debellare questa piaga. Stiamo preparando un dossier per dimostrare che molti di loro svolgono questa attività nonostante abbiano già un lavoro nella pubblica amministrazione. Chiederemo alla magistratura di svolgere una serie di indagini volte a scoprire e licenziare i dipendenti che delinquono. Non è accettabile che queste persone intaschino uno stipendio e, allo stesso tempo, vadano in giro ad estorcere denaro agli automobilisti”.

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