Ultimo aggiornamento lunedì, 10 dicembre 2018 - 17:33

Romeo, altra vittoria in Cassazione: nessuna prova o indizio di colpevolezza

La suprema corte si è pronunciata rendendo nulli i provvedimenti cautelari fin qui emessi a danno della Romeo Gestioni

Politica
28 settembre 2018 20:00 Di Andrea Aversa
3'

Tutte le azioni giudiziarie concretizzatesi in misure cautelari nei confronti della Romeo Gestioni spa sono da considerare non più valide. A stabilirlo la Sezioni unite della Corte di Cassazione.

In pratica i giudici hanno smontato i provvedimenti del giudice per le udienze preliminari (GIP) e del Tribunale del riesame in quanto non sono stati riscontrati elementi di colpevolezza o gravi indizi a carico dell’imprenditore napoletano e della società di cui è azionista di minoranza attraverso una partecipata.

Per la Suprema Corte non sono state effettuate le dovute e corrette verifiche degli elementi probatori a carico di Alfredo Romeo. Per questo sono stati ritenuti ingiusti i provvedimenti stabiliti fin dall’inizio dell’inchiesta.

Si è trattato di un’altra piccola vittoria per Romeo dopo la scarcerazione definitiva ottenuta lo scorso 28 marzo e un’ulteriore verdetto della Cassazione emessa nel luglio del 2017 che ha affermato: “Non esiste nessun ‘sistema Romeo'”.

Il comunicato della Romeo Gestioni spa

La Cassazione penale a sezioni unite dà ragione a Romeo
“Nessun indizio di colpevolezza” – È la quarta volta in un anno
Romeo Gestioni: “noi capro espiatorio del caso-Consip”

La Suprema Corte a sezioni unite: sono fondati i motivi del ricorso di Romeo Gestioni sulla insussistenza di ogni indizio e motivazione di reato. Provvedimenti di GIP e Riesame presi senza alcun credibile accertamento.

I legali del Gruppo: “Ennesima prova che i procedimenti su Romeo sono costruiti sul nulla –
A carico del nostro assistito e delle sue aziende provvedimenti basati sul pregiudizio in dispregio degli indirizzi della Cassazione”
***
Quarta clamorosa sentenza della Cassazione penale – questa volta a sezioni unite – che dà ragione ad Alfredo Romeo e alla Romeo Gestioni sulla “insussistenza di gravi indizi di colpevolezza” nei procedimenti a carico del Gruppo.

“La Suprema Corte ha così ancora una volta dato un segnale di raziocinio in una vicenda procedurale che – affermano i legali del Gruppo, Francesco Carotenuto e Raffaele Ferola – fa acqua da tutte le parti e che ciò nonostante ha procurato danni enormi a persone e aziende. In particolare – affermano i legali – si ribadisce che i provvedimenti cautelari a carico dell’avvocato Romeo e della sua azienda erano immotivati, infondati, pretestuosi e ingiusti”.

“Nonostante le decisioni contrarie e chiarificatrici della Suprema Corte – sottolinea in proposito una nota della Romeo Gestioni – sono stati presi a nostro carico provvedimenti di esclusione del tutto arbitrari e pretestuosi, presi dalla Consip e dal suo ex AD, come confermano oggi le Sezioni Unite”.

Romeo Gestioni ribadisce – a maggior ragione alla luce di questo ennesimo provvedimento a suo favore – di essere un’azienda sana e profondamente corretta e che è al centro di un attacco pretestuoso e violento, irrazionale e infondato – che mette a rischio la propria storia industriale e le vite di migliaia di dipendenti.

È la prova forte e chiara – sottolinea infine Romeo Gestioni – che eravamo al centro, con l’azionista Alfredo Romeo, di una manovra che mira a fare di noi l’unico capro espiatorio di una indagine che non guarda ai veri nodi affaristico-politici del caso Consip, pur da noi denunciati con esposti alla stessa Consip, all’ANAC e all’Antitrust a partire dall’aprile del 2016.

LEGGI ANCHE – L’editoriale: “Romeo, il presunto ‘demonio’ che riesce sempre a farla franca”

2
Ultimo aggiornamento 20:00
LEGGI COMMENTI