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Aumentano le accuse a don Michele Barone: “Costrinse una ragazza ad abortire”

Cronaca
13 giugno 2018 12:26 Di redazione
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Le accuse a don Michele Barone, il prete finto esorcista di Casapesenna, continuano ad aumentare. Il parroco è stato accusato da più persone di abusi e adesso anche Marcello De Rosa, sindaco di Casapesenna, si scaglia contro di lui. Il prete, conosciuto anche in televisione per la partecipazione ai salotti come quello di Pomeriggio Cinque, dovrà rispondere alle accuse di diversi reati.

Il sindaco di Casapesenna ha raccontato, come riporta l’ordinanza del gip, di un episodio avvenuto una decina di anni fa:

“Don Barone fu allontanato da Casapesenna per via di uno scandalo che lo vide coinvolto in una relazione con una ragaazza del posto che rimase incinta e fu costratta ad abortire contro la sua volontà. Trascorse cinque anni in esilio a Roma e poi fu reintegrato alla Piccola Casetta di Nazareth”.

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Addirittura, secondo il racconto del primo cittadino casertano, per costringere la giovane ad abortire il prete avrebbe messo in mezzo alcuni uomini del clan Zagaria, essendo un parente del boss dell’omonimo clan. A testimonianza di ciò ci sarebbe una donna che dichiara di aver avuto una lunga relazione con don Michele e di esser stata costretta dai parenti camorristi a troncare la storia. Un camorrista parente del prete, oggi collaboratore di giustizia, ha dichiarato in merito all’episodio:

“Mio cugino perse la testa per una ragazza e il padre venne da me e mi chiese di emettere le cose a posto. Quindi andammo da lui io e un’altra persona affinché scegliesse che vita fare: se andare con le donne o far eil prete. Ricordo che gli demmo sette o otto schiaffi, finse di cambiare vita ma poi continuò come prima”.

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