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Omicidio Fabio De Pandi: il bambino ucciso a 11 anni da una pallottola vagante nel Rione Traiano

Cronaca
24 novembre 2017 16:32 Di Fabiana Coppola
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Nella docu-serie Camorriste viene narrata la storia di Cristina Pinto, collaboratrice di giustizia appartenente al clan Perrella,  più nota come lady camorra o Nikita, e tornata libera dopo 22 anni di carcere. La donna, durante la testimonianza, racconta anche di un episodio che scosse l’opinione pubblica dell’intero paese è che è doveroso ricordare a nome di tutte le vittime innocenti della camorra. E’ il 21 luglio del 1991 quando è ancora una volta un innocente a pagare con la vita, questa volta si tratta di un bambino, Fabio De Pandi, colpito da una pallottola vagante mentre è a passeggio con i genitori a Soccavo. Il piccolo sta salendo in auto con i genitori quando un colpo proveniente dalle spalle gli trapassa il braccio e penetra nel torace colpendo gli organi vitali.

I genitori dell’undicenne hanno raccontato quel tragico giorno ricordando come Fabio si girò quella sera dicendo al padre di sentire un forte dolore al braccio per poi perdere conoscenza. Subito la corsa all’ospedale più vicino, ma il ragazzino di 11 anni muore dissanguato durante il trasporto. Siamo all’inizio degli anni ’90 e nel quartiere della periferia occidentale di Napoli c’è la guerra tra due clan.  A pochi metri di distanza dall’auto della famiglia De Pandi infatti si danno battaglia per il controllo degli affari illeciti il clan Puccinellli e il clan Perrella. Durante un breve inseguimento vengono sparati dei colpi, uno dei quali colpisce il piccolo.

Gaetano De Pandi, il padre di Fabio, ha raccontato alla Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania, in occasione del ventennale dell’uccisione del bambino e di altri bambini colpiti dalle mafie:

“Eravamo stati a casa di un mio amico di infanzia al Rione Traiano, io e la mia famiglia, e stavamo per entrare in macchina per fare ritorno a casa, quando successe l’inferno. Un commando del clan Puccinelli, composto da quattro persone, sparò all’impazzata con lo scopo di colpire un esponente del clan rivale dei Perrella. Uno dei proiettili ammazzò Fabio. Mio figlio ebbe solo modo di dire che sentiva un forte bruciore al braccio, mentre lo trasportavamo in ospedale mi accorsi che ormai non c’era più niente da fare”.

I componenti del commando e i mandanti dell’agguato sono stati tutti condannati. L’11 dicembre del 2015 Amedeo Rey, appartenente al clan Puccinelli, si è impiccato nel Centro Diagnostico Terapeutico del penitenziario di Parma. In carcere dal 2003, il 49enne era stato condannato per l’assassino di Fabio. Oggi Gaetano è attivamente impegnato nel Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità. Alla memoria del bambino Fabio De Pandi è stato intitolato un premio della Corrinapoli riservato alle scuole.

 

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