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Mattanza contro il clan Mazzarella: una delle due vittime scarcerata due mesi fa

Il clan dell'Alleanza di Secondigliano dietro il duplice omicidio: è una delle ipotesi

Cronaca
7 settembre 2017 08:33 Di Ciro Cuozzo
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Ci sarebbe l’Alleanza di Secondigliano dietro il duplice agguato avvenuto mercoledì pomeriggio in vico Pergola all’Avvocata, nel quartiere San Lorenzo, in una zona meglio conosciuta come Borgo Sant’Antonio Abate. In una stradina stretta, a metà strada tra il teatro San Ferdinando e via Sant’Antonio Abate, dove ogni giorno è presente uno storico mercato della città di Napoli, i killer, almeno due, sono entrati in azione a bordo di uno scooter uccidendo dietro una pioggia di piombo Edoardo Amoroso, 52 anni, e Salvatore Dragonetti, 44.

Cognati tra loro, il primo ha spostato la sorella del secondo, i due si trovavano sotto casa quando sono stati affrontati dai sicari che hanno lasciato sull’asfalto almeno 12 bossoli di una calibro 9 e di una 7.65 (aspetto quest’ultimo che avvalora la tesi che ad agire siano stati più di due killer: se uno infatti guidava lo scooter, l’altro difficilmente ha impugnato entrambe le armi).
Una esecuzione spietata e senza possibilità di scampo per le due vittime designate. I killer sono entrati in azione probabilmente grazie al via libera di uno specchiettista che ha segnalato la presenza dei due obbiettivi in una zona dove le telecamere di videosorveglianza sono pura utopia. Una raffica di piombo che ha seminato il panico tra le persone, tra cui tantissimi stranieri, residenti nella zona.

Stando al curriculum criminale delle due vittime, Edoardo Amoroso era sicuramente il profilo più pericoloso. Scarcerato da appena due mesi, il 52enne era soggetto all’obbligo di soggiorno a Napoli e aveva precedenti per armi, droga, evasione e rapina. Dragonetti invece era già noto per lesioni, contrabbando di sigarette e associazione finalizzata al traffico di tabacchi lavorati esteri. Entrambi però non avevano precedenti per associazione mafiosa (416 bis) ma erano vicini al clan Giuliano “grazie” a legami di parentela e amicizie. Con il passare degli anni poi sarebbero confluiti nel clan Mazzarella, un tempo alleato della famiglia di Luigi ‘o Rre, prima di diventarne poi acerrimo nemico.

Le indagini sono affidate al magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli Vincenza Marra e ai carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia Stella, a lavoro per risalire agli autori e ai mandanti del duplice omicidio che riapre, di fatto, la guerra per il controllo degli affari illeciti nel centro storico della città. Gli investigatori non escludono la mano dell’Alleanza di Secondigliano e in particolare del clan Contini, alleato dei Licciardi della Masseria Cardone  (la regia di quest’ultimi non è da escludere negli omicidi che si stanno consumando nel quartiere di Miano dopo la fine del clan Lo Russo) e dei Mallardo di Giugliano.

Nicola Rullo

L’esecuzione è infatti avvenuta in una zona a confine tra la “competenza” criminale dei Mazzarella e quella del potente clan del Vasto e dell’Arenaccia, che ha la sua roccaforte nel rione Amicizia, rafforzatosi ulteriormente dopo la scarcerazione di Nicola Rullo, avvenuta qualche mese fa. Ma non è esclusa nemmeno una epurazione interna dovuta a qualche sgarro o sconfinamento nella gestione delle attività illecite soprattutto dopo l’uscita dal carcere di Amoruso.

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