Riscontrare un melanoma nella fase iniziale consente una guarigione al 100%. Durante la fase di crescita neoplastica, l’individuazione di forme tumorali della pelle consente di prevenire eventuali complicanze grazie ad un’immediata rimozione e a un’adeguata cura farmacologica.

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Un progetto nato dalla collaborazione tra la sezione di Dermatologia del dipartimento di Medicina e chirurgia dell’Ateneo Federico II, i medici della Fimmg e un gruppo di specialisti dermatologi per dare vita ad una rete tra medici e università Federico II. Un lavoro presentato da Fabio Alaya direttore della dermatologia dell’Ateneo Federico II, Giuseppe Monfrecola direttore della scuola di specializzazione in dermatologia e Massimiliano Scalvenzi associato alla cattedra alla Federico II rappresenta un punto di partenza per una terapia innovativa nella cura dei melanomi.

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Quel che è certo è che la valutazione corretta e in fase iniziale delle lesioni sospette consente di modificare il percorso terapeutico e migliorare l’efficacia e appropriatezza degli interventi terapeutici. D’altra parte la prognosi del melanoma cutaneo è strettamente correlata allo spessore al momento della diagnosi e intervenire tempestivamente può salvare la vita” ha dichiarato il dott. Scalvenzi. Il progetto di collaborazione prevede un corso di formazione che mira ad addestrare i medici al contatto con il paziente per valutare al meglio i nei e dunque individuare precocemente il melanoma.

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Articolo di Valentina Giungati
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