L’amministrazione si prepara a discutere in consiglio comunale l’approvazione del bilancio del 2017. Dopo l’aut-aut della Prefettura, bisognerà correre per siglare l’esercizio finanziario e cominciare a battere cassa. Molto discutibili le scelte prese per arginare la situazione di pre


dissesto in cui versa il Comune di Napoli.

L'amministrazione De Magistris "mette in vendita" Napoli

L’amministrazione vuole mettere in vendita una parte del patrimonio immobiliare di Napoli per riuscire a coprire in 8 mesi il disavanzo del 2017. Primo tra tutti c’è Palazzo Fuga, meglio conosciuto come Albergo dei Poveri, per cui Giuseppe Pulli, vicedirettore dell’area tecnica di Palazzo San Giacomo, aveva stabilito, in quella che dovrebbe essere una cartolarizzazione, un prezzo di 120 milioni di euro. Prezzo quasi irrisorio per quella che è tra le strutture del Settecento più grandi d’Europa.
Si può stimare che la vendita del complesso possa avvenire tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, con la conseguenza che per l’anno 2018 si potrebbe iscrivere in bilancio l’importo di 30 milioni e nel 2019 la differenza almeno pari a 90 milioni“, questa la nota di Pulli.

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Ma non sarebbe solo l’Albergo dei Poveri il gioiello napoletano che l’amministrazione comunale vorrebbe mettere in vendita per provare a recuperare credito. A questo si aggiunge una parte della Gesac, precisamente il 12.5% per un valore di 27milioni e 600mila euro, società che gestisce l’aeroporto di Capodichino e che ad oggi è una di quelle che frutta più soldi a Comune. C’è poi la rete del gas, sempre di proprietà comunale, per un valore di 60 milioni di euro. La lista non è finita qui, nell’elenco compaiono molti beni immobiliari, tra cui alcuni di grande valore storico.

  • L’ ex villa Cava a Marechiaro, dal valore di 2milioni e mezzo di euro, che potrebbe diventare un albergo;
  • l’ex colonia elioterapica di Via Annecchino a Pozzuoli, 3milioni e 123mila euro, destinata a diventare un albergo;
  • l’ex colonia giovanile di via Montagnelle a Torre del Greco per 6 milioni e 600 mila euro, anche questa potrebbe trasformarsi in una struttura alberghiera;
  • l’edificio ex Fimoper di via Baldacchini, dal valore di 2 milioni e mezzo di euro destinato ad abitazioni;
  • stesso discorso vale per l’edificio di via Egiziaca a Pizzofalcone dal valore di 22 milioni e 900 mila;
  • gli ex uffici comunali di via Rosaroll, 4milioni di euro, destinato ad abitazioni;
  • l’edificio in vico della Serpe per 2 milioni di euro;
  • i sei alloggi di Palazzo Cavalcanti in via Toledo dal costo totale di 5 milioni e mezzo di euro;
  • il circolo Tennis di Viale Dohrn, che ha un valore di 16 milioni d’euro, per immaginare una stessa struttura;
  • il circolo Posillipo, stessa destinazione, per un costo di 23 milioni di euro.
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Il totale di questa vendite, che rientrano in quelle straordinarie, porterebbe alle casse comunali altri 122 milioni e 480mila euro, una cifra chiaramente ipotetica, che per ora non ha alcuna certezza. A queste alienazioni, vanno aggiunte quelle ordinarie, che dovrebbero fruttare altri 80 milioni di euro. In queste rientrerebbero: la scuola Cairoli di San Giuseppe dei Nudi, gli uffici ex circoscrizione di Santa Caterina a Chiaia, l’ex Cinema Maestoso di Barra, l’ex Supercinema di San Giovanni a Teduccio, il centro giovanile Pertini di Secondigliano, le stazioni Palazzolo e Cimarosa della Funicolare di Chiaia e la gestione del servizio cimiteriale di illuminazione votiva, che ha un valore di 3 milioni e 600 mila euro.

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Un piano di vendita, che a leggerlo, sembra essere quasi utopico. E’ di quest’idea Riccardo Realfonzo, assessore al Bilancio della prima giunta De Magistris per un anno che, in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno, sottolinea quanto sia grave la situazione dei conti del Comune di Napoli:
In questi anni non è stata portata avanti alcuna azione riformatrice, nulla. Il Comune continua a essere una macchina del tutto inefficiente, che produce debiti fuori bilancio, non riscuote le entrate, non mette a valore il patrimonio immobiliare. (…)Ci vogliono far credere che si incasseranno nei prossimi 8 mesi circa 120 milioni dalla vendita del patrimonio immobiliare, quando nell’intero 2016 si è riusciti a ricavare solo un milione. Altri 120 milioni dovrebbero arrivare dalla cartolarizzazione dell’Albergo dei Poveri, cosa per la quale non sussiste uno straccio di analisi tecnica o di accordo con il Demanio. E poi il Comune dovrebbe quadruplicare le entrate da lotta all’evasione e aumentare ancora le multe. Davvero spassosissimo, se non fosse che poi il conto lo pagano cittadini e imprese (…)”.

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Articolo di Sveva Scalvenzi
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