Senza denari non si cantano messe“, dice il famoso proverbio che riecheggia nelle ultime settimane a Palazzo San Giacomo. Il comune di Napoli sta vivendo un momento difficile dal punto di vista finanziario e a farne le spese potrebbero essere alcuni enti che erogano servizi pubblici oltre che diverse partecipate.

L’ultimo caso potrebbe riguardare la prolifica Gesac che ha la gestione dell’aeroporto di Capodichino. La proprietà dell’ente è divisa da un punto di vista azionario in questo modo: il 12,50% è del Comune di Napoli, un altro 12,50% è della Città Metropolitana di Napoli, un 5% delle quote è di Aliport srl e il restante 70% è del Sistema Aeroportuale Campano.

Caso Gesac, i sindacati chiedono un incontro a De Magistris

Il comune di Napoli ha inserito nella previsione di bilancio triennale la possibilità di vendere la sua parte di quote. Secondo quanto stabilito da alcune delibere passate, il naturale acquirente sarebbe rappresentato proprio da Gesac, ma da alcune indiscrezioni sembrerebbe che l’ente di Capodichino non sia interessato all’acquisto. Di conseguenza il comune sarà obbligato a mettere il suo 12,5% sul mercato per venderlo ad un privato.

Da qui sono emerse le preoccupazioni dei sindacati (manifestate attraverso il seguente comunicato), che hanno chiesto un incontro ufficiale al sindaco Luigi De Magistris e all’assessore Enrico Panini, assessore al Lavoro, alle crisi, alle attività produttive e al personale.

I sindacati chiedono un incontro con i sindaco per il caso Gesac
Fonte: aeroportodinapoli.it

Il comunicato di Mario Mele sindacalista del Dipartimento Regionale Ugl Trasporto Aereo Campania:

Siamo venuti a conoscenza (le organizzazioni sindacali) che la Giunta e il Consiglio Comunale di Napoli stanno per approvare il documento economico finanziario di bilancio per il triennio 2017-19 e che l’amministrazione intende procedere alla vendita delle proprie quote all’interno del pacchetto azionario GESAC. In diverse occasioni abbiamo riscontrato la volontà del Comune di Napoli di vendere dette quote. Tale ultima volontà si è verificata  nello scorso agosto 2016 dove l’amministrazione, a nostro avviso, con grande atto di responsabilità,  fece un ripensamento in merito circa la vendita delle proprie quote in GESAC allo scopo di mantenere una funzione strategica nelle scelte per l’aeroporto di Napoli Capodichino. Oggi ci chiediamo, perché questo cambio di rotta improvviso a distanza di pochi mesi? E soprattutto, perché  l’amministrazione comunale sta rinunciando a l’unica società partecipata in attivo e di forte interesse per la città? La Gesac allo stato attuale governa e gestisce tutto il processo produttivo, in continua crescita, del comparto aereo napoletano e campano interessato da numerose aziende e centinaia di lavoratori. A conferma di ciò, l’aeroporto di Capodichino, che ha visto aumentare sempre più negli ultimi anni il numero di passeggeri in transito, rappresenta una delle migliori realtà occupazionali in Campania. Tale trend di crescita continuerà a crescere anche nel prossimo triennio con previsioni di aumento di passeggeri in transito di circa 2 milioni. A tal riguardo, oltre a mostrare forte disappunto circa la decisione di vendere le quote azionarie GESAC siamo anche perplessi riguardo la scelta di rinunciare, da parte del Comune,  ad avere un ruolo fondamentale per l’aeroporto di Napoli.

Siamo preoccupati che tale dismissione potrebbe comportare notevoli ricadute occupazionali sullo scalo e che l’operazione di vendita assuma un carattere meramente speculativo in futuro a discapito dei lavoratori e delle lavoratrici che negli anni hanno contribuito alla crescita dello scalo napoletano e che contribuiscono ancora all’ulteriore ascesa preventivata. Riteniamo che l’amministrazione comunale non può rinunciare a cuor leggero alla propria partecipazione azionaria in Gesac solo per fare cassa e rinunciare a cospicui ricavi nei prossimi anni. L’amministrazione comunale non può rinunciare a non interloquire in maniera significativa su eventuali decisioni di impatti occupazionali per tutta la filiera dell’industria del trasporto aereo campano. A nostro avviso, in tale realtà di interesse pubblico è necessario che il comune continui ad avere il ruolo di garante dei livelli occupazionali nei processi produttivi e che non devono  essere lasciati interamente nelle mani dei privati“.

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Articolo di Andrea Aversa
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