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Buffalo Bill messo in fuga dagli scugnizzi di Napoli

Cultura
23 Febbraio 2017 14:12 Di alessia mancini
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Il Corriere di Napoli in data 30-31 gennaio 1890 così annunciava ai partenopei l’arrivo di William Frederick Cody, in arte Buffalo Bill, nel capoluogo campano «La compagnia americana Buffalo Bill’s Wild West ha cominciato un corso di rappresentazioni al Corso Meridionale al Rione Vasto alla Ferrovia da lunedì 27 Gennaio alle ore 2,30 pom. La suddetta Compagnia si compone di 100 Indiani, 100 tiratori, cacciatori, cowboys e cavallerizzi. 200 animali; bufali selvaggi, cavalli, muli, ecc. comandati dal Col. W.F. Cody “Buffalo Bill”». Nonostante l’annuncio informasse la cittadinanza dell’arrivo dell’eroe del Vecchio West all’ombra del Vesuvio furono in pochi a crederci davvero.

Eppure il celebre spettacolo itinerante, per giunta con la medesima compagnia, era già approdato in Europa. Nel 1887 a Londra per il giubileo della Regina Vittoria e nel 1889 in Francia in occasione dell’Esposizione di Parigi. Due anni più tardi, esattamente il 3 marzo 1890, l’eroe americano decise di tornare in Europa e fu invitato insieme alla sua compagnia in Vaticano per partecipare alla celebrazione del decimo anniversario dell’incoronazione di Papa Leone XIII. Nella Capitale Buffalo Bill subì il primo smacco italico. L’americano, infatti, voleva organizzare uno spettacolo all’interno del Colosseo ma gli fu concesso solo un Anfiteatro. Fu a Napoli però che “Guglielmo il Bufalo” trovò pane per i suoi denti.

William Frederick Cody detto anche “Lunghi Capelli” giunse a Napoli il 26 gennaio 1890 e già al suo arrivo nel capoluogo campano l’eroe del Vecchio West dovette fare i conti ( per così dire ) con la fantasia partenopea. Erano, infatti, stati contraffatti più di due mila biglietti del suo spettacolo, motivo per il quale all’apertura si creò un bel po’ di confusione. Eppure i tagliandi non avevano certo un prezzo proibitivo. La tariffa andava da 1 a 5 lire. Nonostante lo smacco ricevuto che venne messo immediatamente a tacere per evitare problemi con le repliche successive, il giorno seguente, lunedì 27 gennaio 1890, andò in scena la prima del suo show.

Circa seimila napoletani affollavano le tribune. Nello spettacolo circense Wild West Show andarono in scena le prodezze degli indiani Cheyenne con veri cowboy e pellerossa tra cui i leggendari Toro Seduto, Calamity Jane e Alce Nero. Fu rievocata persino la battaglia di Little Big Horn durante la quale perse la vita il Generale Custer. Il pubblico partenopeo salutò lo spettacolo itinerante con applausi scroscianti. La stessa Matilde Serao rimase incantata dall’esibizione. La scrittrice napoletana, infatti, con lo pseudonimo di “Gibus” così descrivesse il Wild West Show su “Il Corriere di Napoli”: “La tribuna da cinque lire è stata subito piena e coloro che sono giunti in ritardo, hanno dovuto occupare le tribune da tre e da due lire; e non vi era un sol posto libero in quel grandissimo anfiteatro”.

Le recensioni di Matilde Serao sullo show di Buffalo Bill iniziarono il 27 gennaio e terminarono l’11 di febbraio di quello stesso anno. Purtroppo però, più i giorni trascorrevano meno i napoletani si dimostravano entusiasti di “Lunghi Capelli”. L’interesse verso il vecchio cowboy andò via via scemando e Buffalo Bill, per ridurre le spese, si spostò dal Corso Meridionale a San Giovanni a Teduccio, ai piedi del Vesuvio. L’atteggiamento di strafottenza dimostrato dai cittadini del capoluogo campano spinse ‘Guglielmo’ a sfidare Napoli. L’eroe americano, a febbraio, decise quindi di acquistare un’intera pagina de “Il Mattino” per pubblicizzare il suo Wild West Show.

Purtroppo ‘Lunghi Capelli’ non si limitò alla semplice pubblicità oltrepassando, di fatto, i limiti della mentalità partenopea ovviamente ( e si spera ) sempre in buona fede. E fu così che per stuzzicare l’interesse degli spettatori partenopei il Cowboy americano lanciò loro un’insolita sfida. Non solo invitò la cittadinanza ad assistere al giro che avrebbe fatto nel cuore di Napoli ma rincarò persino la dose pregando i napoletani di portare cavalli indomabili in modo tale da metterlo alla prova. Immediata fu la reazione dei cocchieri e degli scugnizzi napoletani i quali decisero di di dare una lezione allo sbruffone venuto da lontano, una di quelle che l’americano non avrebbe dimenticato tanto facilmente.

Fu così che alcuni scugnizzi decisero di cogliere l’occasione al volo e condussero al cospetto dell’esperto e navigato cowboy un quadrupede imbizzarrito a causa di una grande quantità di pepe nel sedere. Il povero Buffalo Bill andò in enorme difficoltà e come se questo non bastasse dovette chiudere in anticipo la parata in giro per Napoli a causa di un altro cavallo indomito. L’animale riuscì a sfuggire a una carrozzella provocando un fuggi fuggi generale e lasciando soli, nello sconforto e nell’umiliazione, Buffalo Bill ed i suoi figuranti. La compagnia del Wild West Show non riuscì nemmeno a mettere piede sul Vesuvio causa maltempo che, poco dopo, lasciò il capoluogo campano, esattamente il 27 marzo del 1890, molto prima di quanto previsto, senza farvi più ritorno.

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