Ultimo aggiornamento sabato, 17 Aprile 2021 - 21:40

Soldi, cibo e lavoro in cambio del voto: quattro arresti a Torre del Greco

Politica
2 Aprile 2021 14:35 Di redazione
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Quattro arresti domiciliari e un divieto di dimora nel comune di Torre del Greco (Napoli) sono stati notificati stamattina dai carabinieri nell’ambito di una indagine coordinata dalla Procura di Torre Annunziata (Napoli) sulla presunta compravendita di voti in occasione delle elezioni amministrative del giugno 2018 a Torre del Greco.

Gli indagati, secondo gli inquirenti, fanno parte di una organizzazione criminale che si sarebbe adoperata per acquistare voti in favore di Mario Buono, successivamente eletto nella lista civica “Forza Torre”, in cambio di generi alimentari, denaro e promesse di posti di lavoro nell’ambito dei progetti regionali “Garanzia Giovani” e “Fila”.

I destinatari delle misure degli arresti domiciliari sono il commercialista Simone Magliacano, il consigliere comunale Mario Buono, Gennaro Savastano e Vincenzo Izzo. Questi ultimi due si sarebbero occupato materialmente della compravendita. Il divieto di dimora e’ stata emesso nei confronti di Gianluca Melluso, anch’egli incaricato della compravendita.

Le misure cautelari eseguite (4 ai domiciliari ed uno al divieto di dimora a Torre del Greco) rappresentano di fatto il completamento di un’attivita’ investigativa che gia’ nell’aprile del 2019 aveva condotto all’arresto di diversi soggetti (otto in tutto, quattro in carcere e altrettanti ai domiciliari) accusati di aver fatto parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla compravendita di voti in favore del candidato consigliere comunale Stefano Abilitato, poi eletto nella lista civica ”Il Cittadino”, in relazione alla quale sono gia’ intervenute alcune sentenze di condanna, due delle quali definitive (quelle di Abilitato e Magliacano).

In quella circostanza fu coinvolto un altro consigliere comunale, Ciro Piccirillo, che secondo l’accusa nella sua qualita’ di agente di polizia avrebbe avvertito alcuni componenti dell’organizzazione dei controlli predisposti in particolare il giorno del voto all’esterno dei seggi elettorali di corso Garibaldi (Piccirillo, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare che inizialmente prevedeva il divieto di dimora, prima sospeso dall’incarico politico e poi reintegrato, deve essere ancora giudicato per tali contestazioni).

Le indagini che hanno portato all’emissione delle ordinanze cautelari eseguite oggi e condotte dai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Torre del Greco, hanno consentito ”di accertare – spiega in una nota il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso – l’esistenza e l’operativita’ di un’ulteriore e diversa organizzazione criminale finalizzata, in occasione delle ultime consultazioni elettorali amministrative di Torre del Greco, alla compravendita di voti in favore del candidato Mario Buono, successivamente eletto, e della relativa lista civica Forza Torre, da un numero indeterminato di elettori, in cambio di generi alimentari e dazioni di danaro, ovvero di offerte e promesse di posti di lavoro nell’ambito dei progetti regionali denominati Garanzia giovani e Fila.

Anche con riferimento a quest’ulteriore sodalizio criminale – cosi’ come gia’ accertato per quello oggetto della precedente ordinanza cautelare – un ruolo centrale e’ risultato essere stato ricoperto dal commercialista Simone Magliacano che, come emerso dalle indagini, era in grado di creare diverse reti di complicita’ e collusioni per la compravendita dei voti”. Tra i destinatari della misura cautelare degli arresti domiciliari, oltre a Magliacano e al consigliere comunale Buono, figurano Gennaro Savastano e Vincenzo Izzo, che si sarebbero occupati materialmente della compravendita dei voti, con offerte di soldi e generi alimentari ai cittadini elettori.

Izzo, in particolare, durante la campagna elettorale del 2018, si sarebbe reso protagonista di un’aggressione ai danni di Abilitato, allo scopo di ”impedirgli – sostengono dalla Procura – il libero esercizio dei diritti politici e, in particolare, per ostacolarne l’attivita’ di campagna elettorale in uno dei quartieri di Torre del Greco (vicenda per la quale e’ in corso di celebrazione un processo innanzi al tribunale di Torre Annunziata, nel quale Izzo e’ imputato)”. Il divieto di dimora invece e’ stato eseguito nei confronti di Gianluca Melluso, anch’egli secondo l’accusa incaricato della compravendita di voti.

Soldi, cibo e lavoro in cambio del voto: quattro arresti a Torre del Greco
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