Ultimo aggiornamento venerdì, 04 Dicembre 2020 - 22:30

Lo smartworking fa male all’amore, 7 donne su 10 non vogliono farlo più

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20 Novembre 2020 16:36 Di redazione
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Lo smartworking non fa bene all’amore. Un recente studio di  Gleeden, il sito leader degli incontri extraconiugali in Europa con oltre 7 milioni di utenti attivi, ha rilevato come quasi 8 donne su 10, durante il lockdownd, fatica a raggiungere l’orgasmo e che il lavoro da casa crea problemi d’intimità.

Lo smartworking fa male all’amore, 7 donne su 10 non vogliono farlo più

Tra i motivi c’è l’incapacità di staccare totalmente la testa dagli impegni lavorativi, che per molte iniziano prima e finiscono molto più tardi di quando andavano in ufficio. Non essendoci più un cambio di scenario, molte donne non riescono a staccare del tutto e arrivano a letto stanche e poco vogliose.

Un altro motivo è la mancanza di tempo: l’assenza di un controllo esterno come quello del capo e dei colleghi fa sì che, chi lavora in smartworking si senta nella condizione di essere costantemente reperibile. Gli orari di lavoro, paradossalmente, si allungano.

Il fatto di stare per ore in casa, con tute, e capelli fuori posto, influisce negativamente sull’eccitazione sessuale. Anche la scomparsa dell’aperitivo tra colleghi è tra i motivi imputabili del calo della libido delle donne lavoratrici.

Molte donne reputano un momento distensivo, quello dell’aperitivo, che consentiva di rilasciare lo stress e la tensione accumulata durante la giornata. Un toccasana post lavoro per poi approdare felici e vogliose tra le braccia del compagno una volta varcata la porta di casa. Tra le regioni dove il fenomeno sembra essere il più sviluppato, al primo posto figura la Lombardia, seguita da Piemonte, Veneto, Lazio e Friuli.

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