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Auguri Sanacore! Gennaro T, Almamegretta: “Festeggeremo l’anno prossimo con tour e nuovo album”

Intervista a Gennaro T. degli Almamegretta. Il famoso disco della band napoletana ha compiuto 25 anni e i temi di allora sono ancora attuali

Interviste
30 Ottobre 2020 18:38 Di Andrea Aversa
6'

La voce limpida e squillante. L’entusiasmo di aver raggiunto un traguardo ma ancora tante idee da mettere in cantiere per il futuro. Gennaro ‘T’ Tesone, fondatore e batterista degli Almamegretta, si sta godendo insieme agli altri membri della band questo momento importante: l’album ‘Sanacore‘ ha compiuto 25 anni. Uscì nel lontano 1995 e da allora è stato un successo continuo. Un disco molto particolare che ha anche consacrato gli Almamegretta da un punto di vista artistico e musicale.

Grazie a questa intervista abbiamo avuto il piacere di parlare con Gennaro ‘T’, non solo di musica, ma anche di arte e creatività. Di come nasce un sound e di come vengono scelte le parole che l’accompagnano. Poi Napoli, quella di 25 anni fa ma soprattutto quella presente e quella futura. Infine i progetti che stanno bollendo nella pentola degli Almamegretta.

Intervista a Gennaro T. degli Almamegretta

Guardandoti indietro che significato ha per voi questo anniversario?

Innanzitutto è una grande soddisfazione notare che questo disco sia rimasto così impresso nelle persone. Vedere che un tuo album è diventato una sorta di piccola pietra miliare della musica è davvero emozionante. Dopo un quarto di secolo ‘Sanacore’ c’è ancora nonostante le nostre vicissitudini, soprattutto la dolorosa scomparsa di Stefano Facchinelli (nel 2004, ndrdella quale ci sarà l’anniversario questo fine settimana.

Cos’erano 25 anni fa e cosa sono oggi gli Almamegretta?

‘Sanacore’ è nato a Procida ma non avremmo mai immaginato questo successo. Anzi per l’album successivo, ‘Lingo’, abbiamo seguito un processo creativo del tutto diverso. Non più un’isola ma dei contesti urbani e metropolitani. Avevamo in testa un altro mood, tanto è vero che alcuni inediti presenti nel ‘Sanacore’ di oggi erano finiti un pò nel dimenticatoio. Avevamo voglia di fare qualcosa di diverso da ‘Sanacore’ e questo probabilmente non piacque a molti dei nostri fan. Per riprendere quel percorso ci sono voluti 25 anni.

Trip, rhythm and blues, hip hop, rap, reggae, dub, funky, ska. Il tutto condito dal dialetto napoletano: come nasce il vostro sound?

Ma quello che prende vita in un album è sempre il frutto dell’esperienza di tutti coloro che ci lavorano. Ognuno della band mette nel disco la propria essenza, la propria identità e i propri gusti musicali. Nella musica è difficile creare qualcosa di nuovo, ogni genere – anche se definito nuovo – è nato sopra delle basi molto solide. Pensiamo ad Elvis e la nascita del rock: Presley non ha fatto altro che fondere il blues al country. Oppure a Carosone che ha unito jazz e swing usando poi il dialetto napoletano. Poi sono arrivati gli ‘anni d’oro’ con Napoli Centrale e Pino Daniele. Noi non abbiamo fatto altro che pescare dai generi che ha nominato nella domanda per poi trovare il nostro mood.

Suoni e testi che affermano unione e mescolanza: questa è la musica per voi?

Si, esatto. Il nostro concept è stato sempre quello di parlare di scambi ed unioni di culture e identità diverse. In questo il nostro sound ha trovato l’unione di parole e musica. La cosa che più mi stupisce è che si tratta di argomenti che oggi sono, forse, più attuali di 25 anni fa.

Siete nati alla fine degli anni ’80. Vi ritenete una piccola avanguardia musicale?

In parte si, possiamo usare questa definizione. Ma anche in questo caso vale il discorso fatto prima. Tutto ciò che nasce nella musica è generato da ciò che è venuto prima. Tornando ad Elvis, Carosone, Napoli Centrale e Pino Daniele, possiamo tranquillamente parlare anche di loro come di avanguardie musicali.

Detenete il record di vittorie della Targa Tenco: è un motivo di orgoglio?

Assolutamente si, ancora oggi deteniamo questo piccolo record che per noi ha sempre rappresentato e rappresenta ancora oggi un motivo di orgoglio e soddisfazione. La cosa divertente è che anche la Targa Tenco viene data a Sanremo. L’evento è organizzato nel Teatro Ariston ma per motivi scenici tutto viene cambiato ed il palco è completamente diverso.

Ricordo un vostro concerto al Maschio Angioino del 1996. Poi vi ho rivisti nel 2013 a Sanremo. Su quale tipo di palcoscenico vi trovate più a vostro agio?

Premetto che noi non ci siamo adattati a Sanremo, è stato il Festival ad adattarsi a noi. Nella cover che facemmo di ‘Il Ragazzo della Via Gluck’, alla fine dell’esibizione, Marcelo Coleman disse: “Bomboclaat, fate crescere l’erba”. Fu un breve attimo di anti conformismo sul palco dell’Ariston. Certo fare un concerto come quello che ricordi tu, rispetto ad una situazione come quella di Sanremo, vuol dire avere un feeling del tutto diverso con le persone. Il Festival è costruito in base a necessità televisive. Un live ‘tradizionale’ è tutta un’altra cosa e sinceramente a noi piace di più questo tipo di atmosfera.

Come vedi Napoli oggi rispetto a 25 anni fa da un punto di vista musicale?

Napoli è sempre la città dei paradossi e delle contraddizioni. È la città della musica ma non vi è una struttura idonea per fare e organizzare dei concerti. È la città del talento e della creatività ma che non ha una filiera tecnica ben e produttiva di livello. Mancano agenzie di booking, case discografiche e promoter. Quelli che ci sono o non sono di qualità o sono mosche bianche che fanno molta fatica a sopravvivere. Quindi chi fa o vuole fare questo mestiere deve andare al Nord e questo è davvero assurdo. In generale, rispetto a 25 anni fa, la città ha perso quella sua spinta energetica ed entusiasta che stava portando Napoli in una nuova epoca. Quella della modernità senza necessariamente perdere quelle caratteristiche che la rendono unica, ovvero passione ed umanità. Insomma, noi credevamo di essere ad un passo dal vivere in una metropoli che fosse una ‘fusione’ tra Milano e Napoli: la prima per l’efficienza dei servizi e per la sua vivibilità, la seconda per le sue bellezze e le emozioni che riesce a darti. Ad oggi siamo fermi e tornati indietro.

Cosa c’è nel futuro degli Almamegretta?

Covid permettendo andremo in tour con Sanacore nel 2021. Già è stata fissata una data a giugno a Napoli dove suoneremo all’Arena Flegrea. Ci saranno molte sorprese perché alcuni amici musicisti saranno ospiti nelle varie tappe. Inoltre stiamo preparando un album di inediti con la collaborazione di Paolo Baldini e questo è un progetto che non sarà soltanto discografico. Ma non farmi anticipare altro o vi rovino la sorpresa.

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