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Covid in Campania, il Primario Maggi: “Si al coprifuoco”

Salute
15 Ottobre 2020 17:59 Di redazione
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Paolo Maggi, Direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, ha rilasciato un’intervista a Il Mattino nella quale ha espresso la propria opinione in merito all’aumento dei contagi da coronavirus delle ultime settimane.

L’intervista a Il Mattino –

Professore, Campania e Lombardia sono in sofferenza
Sì, sono le regioni che stanno soffrendo più, con enormi differenze perchè la Campania ha molto meno strutture ospedaliere. Nella prima ondata siamo stati fortunati ma anche bravi a chiudere prima del collasso, la nostra regione si è spesso mossa in anticipo nell’adozione delle misure necessarie. Ora il Paese paga gli errori dell’estate, il venir meno delle misure di contenimento e dell’attenzione della popolazione“.

Ieri nella regione si sono registrati per la prima volta 818 nuovi casi, eseguiti oltre 11mila tamponi
I numeri vanno letti in rapporto ai test fatti e il rapporto dei positivi sul totale resta al 7 /8 per cento nell’ultima settimana. In questo momento siamo in una fase di attesa, il problema non ci sta esplodendo tra le mani anche se gli ospedali sono molto vicini alla saturazione. Possiamo ancora controllare la situazione ma serve l’impegno di tutti“.

Il sistema sanitario è al collasso?
Il sistema regge se tutti fanno la propria parte. Nei reparti l’età media si sta abbassando, nelle prossime due settimane si decideranno le sorti di questa e di altre regioni critiche quindi si deve compiere il massimo sforzo. Tutto dipende dalla responsabilità individuale, le istituzioni stanno facedo il possibile. Il destino è nelle nostre mani, come già si era detto a fine lockdown. Mi ricordo una frase apparsa su un muro a Caserta: ‘Fase 2, non fate gli scemi’“.

Meglio un lockdown generalizzato o locale?
E’ chiaro che il lockdown è un grosso problema economico e chi ci governa è costretto a mediare tra Salute ed Economia. Le scelte sono spesso il frutto di delicati equilibri, la Scienza però può aiutare la politica. E’ evidente che i lockdown devono essere assolutamente mirati, quasi puntiformi, questo per evitare chiusure generalizzate che il Paese forse non si potrà più permettere ma che non possono essere escluse“.

Si riferisce all’ipotesi chiusura a Natale?
Ritengo che l’ipotesi avanzata da Crisanti sia un rischio che deve essere in tutti i modi, se possibile, evitato con interventi più mirati e specifici, più attenti al flusso del virus in questo momento

Come si muove il virus oggi?
Soprattutto dalle fasce più giovani che per abitudini di vita e stanchezza non stanno aderendo in maniera adeguata alle misure che conosciamo bene. I miei pazienti hanno storie di contagio molto simili: microfocolai che scoppiano nelle famiglie a partire da figli e nipoti asintomatici. Per questo bisogna intensificare i controlli sulla movida, deve essere il cuore degli interventi. In Campania questo percorso è già iniziato con la chiusura anticipata dei locali“.

Ok, la movida. Ma circolano immagini di mezzi pubblici strapieni. Non sono un pericolo?
Le metropolitane strapiene sono sicuramente un problema su cui bisogna intervenire, però l’esperienza ci ha insegnato che se tutti rigorosamente indossiamo bene mascherine e laviamo le mani, anche se viene meno il distanziamento, il danno è più limitato di quanto si pensi. Ma di certo bisogna intervenire sul sovraffollamento dei mezzi pubblici“.

Con lo scaglionamento degli ingressi a scuola?
Non sono un tecnico, ma credo sia la misura più adeguata visto che non si può procedere alla moltiplicazione di mezzi e personale“.

Serve una strategia chirurgica
Sì, dobbiamo muoverci come nella chirurgia oncologica: se agiamo precocemente su un tumore possiamo asportarlo in maniera mirata senza essere demolitivi verso il corpo ammalato, questo deve avvenire a condizione di essere tempestivi e forse siamo già un po’ in ritardo. Il virus è già parecchio diffuso nella popolazione, forse se avessimo anticipato di qualche settimana le misure adottate ora nel Paese sarebbe stato meglio. Ci eravamo accorti che ad agosto il contagio stava aumentando, già dai primi di settembre si doveva intervenire sulla movida: stiamo bruciando tutti il lavoro fatto fino a luglio per errori commessi durante le vacanze“.

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