La Campania si ritrova nel momento più delicato dall’inizio della pandemia di Covid-19. I contagi hanno subito una brusca impennata nelle ultime settimane e il dottore Paolo Ascierto, in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno, ha voluto mandare un messaggio a quanti continuano a sottovalutare la situazione.
L’appello del dottore Ascierto: “Il virus non si è indebolito”
“Il virus non si è affatto indebolito, ma ha trovato sul suo percorso una serie di elementi che ne hanno contrastato la pericolosità. Innanzitutto la prevenzione, non mi stanco di ripeterlo, mascherine, disinfettare le mani, stare distanziati quanto più possibile”. Queste le parole del Direttore dell’Unità di Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale.
Non bisogna abbassare la guardia
Il dottor Ascierto, in prima linea per la lotta al Coronavirus, ha spiegato che non bisogna abbassare la guardia: “Oggi abbiamo il vantaggio di poter contare su cure più consapevoli e su farmaci che stanno dimostrando una certa efficacia. Tutto questo ci deve autorizzare a sperare ma, ripeto, a non abbassare mai la guardia”.
“Fortunatamente, almeno per ora, abbiamo una impennata di casi con molte persone che accusano pochi sintomi. Nei reparti di subintensiva e intensiva siamo in grado di curare molto meglio quelli che arrivano rispetto ai mesi di marzo e aprile e tutto ciò ci conforta. Certo, è vero anche che se aumentano i ricoverati, se il sistema ospedaliero comincia ad andare in sofferenza, allora diventa tutto più complicato. Però devo dire che adesso la medicina del territorio sta funzionando molto meglio rispetto alla primavera scorsa. I medici di famiglia stanno facendo un lavoro importante che aiuta anche noi”.
In questo momento la paura è che possa succedere ciò che è avvenuto a febbraio e marzo in Lombardia. “Ricordiamoci sempre che il buon senso aiuta noi e gli altri e che non dobbiamo scoraggiarci. Nessuno di noi può sminuire la gravità della situazione, però abbiamo anche il dovere di essere ottimisti e di non rinunciare a fare la nostra parte tutti quanti e tutti insieme per uscirne quanto prima e meglio possibile”.

