Ultimo aggiornamento mercoledì, 30 Settembre 2020 - 21:18

Campania, follia in carcere: detenuto finisce il colloquio con la moglie e massacra agente della penitenziaria

Cronaca
16 Settembre 2020 10:15 Di redazione
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“Un detenuto di origini casertane, con posizione giuridica di definitivo per reati comuni al rientro dal colloquio con la moglie ha aggredito con inaudita violenza e senza esclusione di colpi il collega in servizio nella sezione dello stesso. Il poliziotto aggredito, per la gravità delle lesioni subite a seguito della vile aggressione subìta, è stato condotto con urgenza all’Ospedale Civile a mezzo 118, ove è tutt’ora ricoverato. Ha dovuto far ricorso alle cure dei sanitari del pronto soccorso anche altro collega che è intervenuto a sedare la colluttazione posta in essere dal ristretto. Il detenuto non è nuovo ad atti di violenza contro il Personale della Polizia Penitenziaria in altri istituti della regione”.

Lo ha dichiarato in un comunicato ufficiale Emilio Fattorello Segretario Regionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE)

Ha poi affermato il Segretario generale del sindacato, Donato Capece: “Solidarietà e vicinanza agli agenti della struttura di Aversa. Le carceri sembrano moderni lazzaretti nei quali almeno una patologia sanitaria è presente nel 60-80% dei detenuti. Ciò vuol dire che almeno due detenuti su tre sono malati. Tra le malattie più frequenti quelle infettive, che interessano il 48% dei presenti: a seguire i disturbi psichiatrici (32%), le malattie osteoarticolari (17%), quelle cardiovascolari (16%), problemi metabolici (11%) e dermatologici (10%). Spesso, è solo la Polizia Penitenziaria, con le sue donne ed i suoi uomini in prima linea 24 ore al giorno, a confrontarsi con questi disagi e con le conseguenze che questi producono. Come dimostra quel che è avvenuto ad Aversa”.

“La facilità con cui si ripetono queste aggressioni deve invogliare la politica ad agire con un messaggio chiaro contro i responsabili con norme appropriate e severe. Un Corpo dello Stato come quello della Polizia Penitenziaria non può continuare a subire tanta violenza. Che fine ha fatto il Taser?”, ha invece affermato Luigi Castaldo, vice segretario regionale Osapp Campania.

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