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Napoli: Salvini in piazza tra pomodori, fischi e fan (pochi)

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12 Settembre 2020 13:16 Di Juanuaria Piromallo
2'

La piazza era mezza vuota. Anzi riempita a malapena di un quarto. I pulmann arrivano semivuoti.
Il palco, quello sì, era affollatissimo, dei 50 candidati al Consiglio Regionale. Distanziamento sociale zero, mascherine nessuna traccia.
Le forze dell’ordine, in mascher(ina) loro sì, in assetto anti/sommossa bloccavano i quattro accessi a Piazza Matteotti. Che Salvini ha ribattezzato Piazza della Posta Centrale al pari di come facevano i neofascisti del Msi. E subito accende la miccia per le prime polemiche.
Salvini si fa precedere dalle note a tutto volume di “Vincerò” e subito attacca: “De Magistris e De Luca è meglio che capiscono che bisogna cambiare aria”.
Visto il clima forse dovrebbe cambiare lui l’aria pavarottiana.
Sui video wall rispolvera le finte promesse della prima campagna elettorale: “ Zero camorra, zero roghi tossici, zero room, zero clandestini”.
In piazza cori e slogan non erano monocorde: si alternavano scemoooooooo, fascista tornatene a casa….
Ha un filo di voce Salvini ma quanto basta per fare l’agnellino in mezzo ai lupi e tuonare: “Le piazze dell’odio e della violenza le lasciamo alla sinistra e ai centri sociali…”. Segue un boato di buuuuuuuuu. “Più mi insultano, più mi danno forza….”, continua ignorando fishi.
E dal comizio mattutino a Torre Del Greco, la città del corallo, deve quasi battere in ritirata per evitare pure i pomodori.
Sbandierata invece a gran voce la richiesta di restituire i 49 milioni illeciti sottratti dal partito.
Nelle stesse ore in cui Salvini si mettava in marcia il corteo anti-Salvini diretto a Piazza Bellini dietro lo striscione: Leghista terrone, scuorno del meridione. Scuorno tradotto dal dialetto significa Vergogna. Solo in duecento, ma giovani e forti. (Almeno di voce).

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