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Lutto per Maurizio De Giovanni, è morta la madre: “Una magnifica gigantessa”

Cultura
10 Settembre 2020 08:40 Di redazione
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Maurizio De Giovanni ha perso la madre. Lo scrittore napoletano ha dedicato alla donna un lungo post d’addio sui social network in cui descrive chi era per lei. Si chiamava Edda de Ruggero e non si conoscono i motivi del decesso.

Maurizio De Giovanni dice addio alla madre

Lo scrittore de I Bastardi di Pizzofalcone e Il Commissario Ricciardi ha esternato tutto il suo dolore in un lungo post d’addio: “Un cuore spezzato.
Non è solo brutto, un cuore spezzato. Per prima cosa, un cuore spezzato ti ricorda la ragione per la quale è spezzato.
Così da non pentirti di non pensare ad altro, così da assolverti dalla colpa di soffrire, perché un cuore spezzato è una cosa spaventosa e magnifica, perché dove prima c’era un muscolo rosso e involontario che pulsava ritmico adesso ci sono mille piccoli frammenti irregolari per forma e dimensione, che nessuno saprebbe rimettere insieme.
Per seconda cosa, un cuore spezzato è come un album di fotografie. Perché ogni singolo pezzo raccoglie e conserva un ricordo, un’emozione o un sentimento. Dovete forse pensarci come a uno specchio rotto, che da intero era l’immagine che rifletteva, senza anima e senza iniziativa, e da fratturato invece lascia che ogni frammento catturi un lampo senza coerenza, e assuma quindi una personale identità. Un frammento, un ricordo. Un frammento, un’emozione”.

Poi lo scrittore continua: “Io sono il figlio di una donna enorme, sapete. Una magnifica gigantessa, che non ha ma lasciato passare una giornata di tutta la sua vita senza una risata e una lacrima, non vergognandosi mai di se stessa e dei suoi pensieri. Una donna enorme, che ha coltivato sentimenti come fiori in un giardino, e di ogni sentimento ha conservato un petalo nelle pagine di una storia da raccontare e raccontare ancora, mai uguale.
Io sono figlio di una donna enorme, che minuscola com’era conosceva il segreto di riempire la vita altrui. Una donna enorme che ascoltava e sosteneva, che sapeva arrabbiarsi con un tuono che veniva dal basso e che lasciava tremanti, in attesa di un sorriso che squarciava le nuvole, perché io sono figlio di una donna che non ha mai portato rancore e che non ha mai dimenticato una carezza.
Io sono figlio di una donna enorme, che ha camminato in salita senza rallentare né cambiare direzione, che non ha mai cercato scorciatoie e che ha portato tutto il peso con affetto. Una donna enorme, che mi ha insegnato che non si giudicano i genitori e che se si è figli lo si è per sempre, e io stupido ottuso piccolo uomo cercavo goffamente di farla contenta, e lei che era enorme si prendeva queste briciole come fossero d’oro, e mi ringraziava, pensate, ringraziava lei me, che follia, regalandomi il sogno di credere che fosse vero.
Io sono figlio di una donna enorme e lo sarò per sempre, nella nascosta speranza di poter far parte di lei di nuovo da qualche parte, perché non possono essere solo atomi e molecole a comporre quella risata e quella lacrima che ogni giorno regalava al mondo, e quindi magari chissà, da qualche parte è nascosta ad aspettare questo grosso stupido figlio che prova a imitare i suoi racconti meravigliosi affidandoli a personaggi di carta.
Io sono figlio di una donna enorme, e adesso non la vedo e la chiamo e non risponde, e il mio cuore che lei ha formato in ogni parte è spezzato ma va bene, perché ogni minuscolo frammento riflette un sorriso, una risata o una lacrima, e nemmeno bastano e non basteranno mai, perché avevo un cuore piccolo e lei è una donna enorme.
Resterò seduto a fissare il mio album di frammenti di cuore. Ma non ci proverò a mettere ordine, perché qualcosa di enorme non può essere ordinato in un cuore angusto.
La amerò ogni momento, e le regalerò tutte le lacrime e tutte le risate che riuscirò a mettere nelle mie giornate.
Me l’ha insegnato lei, sapete. Me l’ha insegnato la donna enorme”.

Il post di De Giovanni ha ricevuto in poco tempo moltissimi like e commenti da parte dei tanti lettori che gli hanno voluto porgere le condoglianze.

Il post di Maurizio De Giovanni

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