Ultimo aggiornamento sabato, 14 Dicembre 2019 - 16:39

Tragedia di Rigopiano, archiviate le accuse per 22 indagati, il padre di Stefano: “La colpa è di chi è morto in quell’hotel”

Cronaca
4 Dicembre 2019 09:12 Di redazione
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Archiviate le accuse per i 22 indagati per il disastro dell’Hotel Rigopiano, dove il 29 gennaio del 2017 a seguito di una terribile valanga, morirono 29 persone. La decisione è stata presa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pescara, Nicola Colantonio. Una decisione che non è piaciuta ai tanti parenti di chi in quella tragedia ha perso la vita, di chi si trovava lì in vacanza e non è più tornato a casa, di chi era lì a lavorare e non è più uscito da quello albergo.

Tra le tante persone arrabbiate c’è Alessio Feniello, il padre di Stefano, che si trovava a Rigopiano in vacanza con la fidanzata. Il giovane aveva 28 anni e di lì a poco si sarebbe dovuto sposare con la sua Alessia, ma purtroppo non è mai arrivato all’altare. Il padre, che da sempre di batte affinché sia fatta giustizia per il figlio, non ci sta e subito dopo la decisione del GIP, ha commentato: “Alla fine la colpa sarà di chi stava in hotel, di chi lavorava a Rigopiano e di chi c’è andato in vacanza. Il giudice ha accolto la richiesta di archiviazione nei confronti dei funzionari della Regione e dei personaggi che ci hanno fatto credere che Stefano era vivo, uccidendolo due volte. L’archiviazione è un colpo che fa molto male. Per quanto riguarda me e la mia famiglia non ho parole, mi sento preso in giro dalla giustizia“.

FRANCESCA APPRENDE DELLA MORTE DI STEFANO IN DIRETTA TV 

Il provvedimento del tribunale ha riaperto una ferita forte, i familiari non si daranno pace finché non sarà fatta chiarezza sull’accaduto. Il padre di Alessio ha spiegato di essersi sentito preso in giro un’altra volta.

Rigopiano
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