Ultimo aggiornamento lunedì, 18 Novembre 2019 - 22:30

Storia di Giovannino, il medico: “Gara di solidarietà penosa”

Cronaca
8 Novembre 2019 13:10 Di redazione
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La storia di Giovannino è diventata un vero e proprio caso mediatico. La vicenda del bambino di quattro mesi affetto da Ittiosi di Arlecchino, grave malattia dell’epidermide che ha un tasso di mortalità molto alto, abbandonato dai genitori, è stata ripresa dai giornali ed è diventata virale su tutti i social network. Proprio su Internet è partita una gara di solidarietà spontanea per adottare il bambino.

A dirsi contrario a quella che possiamo definire un’iniziativa popolare, è Silvio Viale, ginecologo dell’ospedale Sant’Anna di Torino (dov’è ricoverato Giovannino), storico attivista del Partito Radicale. Il dottor Viale, che da giorni sta scrivendo post sul suo profilo personale per fare chiarezza su questa vicenda, trova assurda questa gara di solidarietà poiché nessuno conosce davvero la realtà. In un’intervista per il giornale online Open, ha detto: “La giudico una cosa penosa, mi dispiace dirlo. E troppo facile sorridere, fare i pietosi e mostrare magnanimità a parole, facendo telefonate a vuoto. Il punto è che nessuno si è preso la briga di capirci qualcosa, nessuno sa a cosa sta andando incontro e nessuno ha voluto, per ora, sapere nulla di Giovannino“.

Prendersi cura di un bambino affetto da una simile patologia, ha spiegato Viale, è molto complesso, richiede tempo e denaro: “Sono costi inimmaginabili, parliamo di migliaia di euro e terapie continue. Sarò molto franco e crudele: non è come avere la sindrome di down, qui si parla di una malattia per cui esistono basse possibilità di sopravvivenza. E chi sopravvive è sottoposto a cicli ininterrotti di controlli, interventi, e chissà che altro. Non è uno scherzo“. Per questo sottolinea che farsi avanti a voler adottare il bambino, sapere a cosa si va incontro, è solo controproducente.

Il suo augurio, infatti, ha spiegato ad Open è che: “Ci sia un qualche benefattore milionario, lì, da qualche parte, che si faccia carico della cosa. Diversamente, nessuno lo adotterà, le persone scappano da situazioni simili“.

Storia di Giovannino, il medico: "Gara di solidarietà penosa"
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