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Una vita normale in provincia ma è uno dei terroristi più ricercati della Colombia

Cronaca
12 Marzo 2019 18:25 Di Elisabetta Fasanaro
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È tornato in Italia dalla Colombia come farebbero tanti cittadini italiani vissuti all’estero ma in realtà è il terrorista più ricercato della Colombia, accusato di crimini contro l’umanità. Il 54enne Antonio Mancuso Hoyos, colombiano di origini italiane e residente ad Ascea (provincia di Salerno) non ha mai suscitato alcun sospetto fra gli abitanti del piccolo comune, almeno fino alla messa in onda la scorsa domenica di un episodio de Le Iene, dove è stata raccontata la verità sul suo passato.

Il servizio – Durante il servizio televisivo è stato rivelato che Hoyos è stato un membro importante dell’organizzazione paramilitare AUC (autodifese unite della Colombia), che ha terrorizzato la Colombia durante la guerra civile che ha travolto il paese tra gli anni Sessanta e i primi anni Duemila. Salvatore Mancuso Gómez, ex leader dell’organizzazione e cugino di Hoyos, ha rivelato i tanti crimini di cui si è macchiato l’uomo, fra i quali spiccano 132 omicidi, assalti a centri abitati, riduzione in schiavitù e traffico di stupefacenti.

Lo stupore è stato la prima reazione degli abitanti di Ascea, per i quali Hoyos era solo uno fra tanti. “Lo abbiamo visto tante volte in giro, eppure non avremmo mai immaginato che potesse essere un pericoloso terrorista”, hanno riferito a Il Mattino coloro che per anni lo hanno visto condurre una vita perfettamente normale.

La fuga – Nonostante la sua lunga lista di crimini Hoyos ha la cittadinanza italiana e data l’assenza di un accordo tra Italia e Colombia relativa all’estradizione dei ricercati nei rispettivi paesi, il 54enne è a tutti gli effetti un uomo libero nel nostro paese: già nel 2014 infatti era stato fermato dai finanzieri del Gico ad Imperia (Liguria) ma riuscì ad evitare l’estradizione proprio grazie alla sua cittadinanza.

Durante il servizio condotto da Luigi Pelazza, Hoyos ha respinto tutte le accuse che pendono sulla sua testa nonostante il mandato di cattura internazionale emesso dal tribunale di Bogotà. “Io non c’entro nulla con l’AUC -ha raccontato- ma sono venuto in Italia perché se fossi in galera sarei morto. le carceri colombiane sono mattatoi”. Sebbene in Italia sia legalmente al sicuro, in seguito alla messa in onda del servizio Hoyos non è più stato visto in giro dagli abitanti di Ascea. “Dopo l’arrivo delle Iene è andato via” racconta una fonte anonima. “Vi posso però assicurare che lui è vissuto qui e che in questa zona vivono i suoi parenti”.

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