Ultimo aggiornamento domenica, 25 Agosto 2019 - 21:36

Il nostro 900, al PAN in mostra i capolavori napoletani del secolo scorso

Dal 15 febbraio al 14 marzo una mostra gratuita di pittura e scultura

Eventi
31 Gennaio 2019 10:31 Di redazione
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Il 15 febbraio 2019, ore 18, il PAN apre i battenti all’ attesa Mostra “Il nostro 900” promossa dalla Galleria Mediterranea (tra le più antiche gallerie italiane) e da La Fenice con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli. La Mostra, curata da Saverio Ammendola, Paolo La Motta e Isabella Valente si pone il dichiarato obiettivo di contribuire a rivitalizzare e valorizzare il dibattito critico che, a partire dalla seconda metà degli anni 80, si è sviluppato intorno alla pittura e scultura napoletana del XIX secolo e che trovò il suo primo significativo esordio istituzionale con la Mostra “Fuori dall’ombra” in Castel Sant’Elmo (1991).

A dieci anni da tale evento prese corpo, a cura di Mariantonietta Picone Petrusa, l’importante Mostra “Gli anni difficili” (2001), cui va ascritto il significativo merito non solo di aver portato sotto i riflettori artisti sino a quel momento meno noti, ma anche e soprattutto di aver additato agli studiosi l’attualità dell’esigenza di una nuova e più attenta rilettura delle opere del 900 napoletano, al fine di declinare le ricerche portate avanti dagli artisti napoletani nel più vasto e sedimentato contesto della pittura nazionale.

Tale invito venne colto sia dagli studiosi che dagli addetti ai lavori e così, nel giro di meno di venti anni, si sono registrati eventi di  grande interesse come la sistematizzazione della nuova sala del Novecento del Museo Civico di Castelnuovo, ove sono riemerse le opere di proprietà del Comune, la creazione in Castel Sant’Elmo, seppure tra mille difficoltà, de “Il Museo del 900” (2010), in cui sono presenti opere di pittura e scultura relative al periodo (1910-1980) provenienti da donazioni e collezioni private. Nel 2005 veniva altresì edito il volume “La pittura napoletana del 900” (Ed. Di Mauro) che voleva porsi quasi come esito, seppur transitorio, della nuova prospettiva del riavviato dibattito sulle arti a Napoli.

Per la scultura, in particolare, deve segnalarsi la Mostra “Eccellenze a Napoli a tutto tondo: da Amendola a Tizzano: scultori fra Otto e Novecento (2011) cui ha fatto seguito  l’importante e imponente Mostra “Il Bello e il Vero” (2014/2015), curata da Isabella Valente. A tale ultima Mostra va riconosciuto l’assoluto merito di aver mostrato e dimostrato come la scultura napoletana del tempo (fine 800 e primi anni 30 del secolo successivo) andasse declinata alla luce del confronto con gli altri paesi europei in cui la stessa, seppur con la propria intonazione territoriale, andava legittimamente inscritta e letta. La Mostra ha così colmato una grave lacuna nello studio della scultura napoletana che con il tempo sarebbe potuta divenire ingiustamente (pressoché) irrecuperabile.

È, pertanto, evidente l’interesse e l’attesa che si respirano intorno alla Mostra “Il nostro 900” che si inaugura, non a caso, il giorno di San Valentino perché destinata a tutti gli amanti dell’arte, di quella napoletana in particolare, e destinata a sedurre anche quanti si avvicineranno per la prima volta alla pittura e scultura napoletana del 900.

Particolare e meticolosa attenzione è stata riservata dai curatori al rastrellamento delle opere, selezionando quelle che meglio potessero costituire testimonianza del respiro nazionale (quando non mitteleuropeo) di cui l’arte napoletana è stata (non sempre riconosciuta) portatrice.

Tra gli autori proposti, che non certo esauriscono l’articolato e significativo panorama degli artisti napoletani del tempo, spiccano, tra gli altri, Crisconio, Viti, Villani, Bocchetti, Brancaccio, Notte, Ciardo, Cifariello, Giarrizzo, Chiancone, Striccoli, Capaldo, Fabbricatore, Perez, Guido Casciaro, Bresciani, Tamburrini, Girosi, Verdecchia, Cajati, Lippi, Vittorio, Tizzano, Uccella e Waschimps.

Degli autori vengono proposte opere (oltre 50 dipinti e oltre 30 sculture), assai spesso non note al grande pubblico e, talora, anche ai collezionisti più appassionati e che tuttavia sono state esposte in importanti mostre nazionali e internazionali. Tra le altre sono esposte “Il bagno” di Giovanni Brancaccio (Biennale di Venezia; Mostra Carnegie Institute, Pittsburgh), “Libro bianco” (Carnegie Institute, Pittsburgh), “ Il Beone” (esposto anche in “Anni difficili”) nonché “Il ritratto del pittore De Simone”), di Eugenio Viti, “Novembre in città” di Guido Casciaro (I Mostra Intersindacale Fascista 1933), “Dopo la pioggia” di Rubens Capaldo (VII Quadriennale di Roma), “Colloqui” di Carlo Striccoli, “Al balcone” di Carlo Verdecchia (Biennale di Venezia 1936), “Nello studio” (ovvero “Solitudini”) di Alberto Chiancone (Biennale Venezia 1936), “Le amiche al caffè” di Nicola Fabbricatore (Biennale Venezia 1946), “Le donne sarde” di Gennaro Villani (da ultimo esposta in “Gli anni difficili”), “l’Uomo e l’uccello” di Raffaele Lippi  (Mostra al Castel dell’Ovo del 2004, curata da Vitaliano Corbi).

Un evento da non perdere per i napoletani (appassionati e non) e che consentirà a noi tutti, peraltro con ingresso libero, quella che Guttuso avrebbe definito una feconda “passeggiata critica” nella nostra storia culturale (prima che artistica) di cui i più conoscono ancora troppo poco.

di Adolfo Mutarelli

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