Ultimo aggiornamento domenica, 20 gennaio 2019 - 14:56

I paletti abusivi che invadono i Quartieri Spagnoli, quando i residenti si appropriano delle strade

Il sistema anomalo per parcheggiare alle spalle di via Toledo che delimita impropriamente le strade, rendendo quasi impossibile parcheggiare

Degrado cittadino
9 Gennaio 2019 13:14 Di Sveva Scalvenzi
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Ai Quartieri Spagnoli hanno un modo “apparentemente” perfetto di  riservare i posti auto. Quartiere che si espande tra vicoli, calate e vicoletti alle spalle della centralissima via Toledo, è noto per la sua particolare conformazione, una grande agglomerazione di palazzi, uno attaccato all’altro, dove in alcune strade tanto che sono strette, è quasi impossibile transitare con mezzi di locomozione a quattro ruote. Strade in cui parcheggiare dovrebbe risultare impossibile, se non in un luogo di sosta a pagamento o autorizzato e in qualche box auto privato.

E invece c’è chi riesce a posteggiare la propria macchina a due passi da casa propria.
Come? Utilizzando paletti abusivi, installati nell’asfalto, basoli e sampietrini, direttamente dalle persone che si appropriano di un pezzo di strada per farlo diventare un vero e proprio posto auto. Sono paletti bloccati da un lucchetto, la cui chiave appartiene al “titolare” di quella porzione, che lo apre al momento di parcheggiare per togliere il palo e lo richiude quando deve riuscire con l’auto, per essere così certo di riservare quello spazio di sua appartenenza.
Un sistema  diffuso in tutte le strade dei Quartieri Spagnoli –  laddove si riesca a lasciare uno spazio minimo che consenta il passaggio – così come in tanti altri vicoli di alcuni quartieri napoletani.  Quando le automobili prendono il posto dei paletti, generalmente in serata o la domenica mattina, i veicoli che si trovano malauguratamente a transitare in queste strade, riescono a stento a passare.
Di fatto questo sistema rende impossibile, a chi non è in dotazione di un paletto, sostare per scaricare ad esempio la spesa dall’auto, effettuare un trasloco o fare qualsiasi altro genere di cosa che preveda la sosta temporanea di un veicolo.

I paletti abusivi, infatti, non sono in dotazione dell’intera comunità, appartengono a singole persone e si tramandano di generazione in generazione, è praticamente impossibile averne uno, come se fossero permessi di sosta comunali, sono già tutti assegnati. Paletti su paletti costeggiano tutti i Quartieri Spagnoli, basta camminare per i vicoletti per rendersene conto. Davanti ad alcuni bassi – le abitazioni a piano terra fronte strada – ci sono addirittura delle vere e proprie recinzioni con catene, che di giorno servono a lasciare il passaggio libero davanti alle proprie case per avere una sorta di cortiletto di fronte al proprio appartamento e di notte, si trasformano in parcheggi privati. Una sorta di passo carrabile alla napoletana che però delimita impropriamente una strada pubblica.
Così, se qualcuno avesse bisogno di sostare per qualche minuto con l’auto non può farlo, a meno che non chieda la cortesia al proprietario di un paletto di consentirgli una fermata, chiaramente in compenso di una “gentile offerta”.
Si tratta di una vera appropriazione della strada in favore di alcuni e a discapito di coloro che invece cercano di vivere nel pieno rispetto delle regole.

Verrebbe da chiedersi che ruolo giochino le istituzioni in tutta quella che sembra essere una grande autogestione illegale ma impune. Ogni tanto, con una cadenza di massimo 2-3 volte all’anno, le forze dell’ordine provvedendo a rimuovere i paletti nei vicoli in cui effettuano i controlli – quindi non in tutti – e a otturare i buchi.
Nel giro di due giorni i “proprietari” degli spazi riprendono possesso dei loro “posti auto”, reinstallando i paletti, come se fossero bandiere con cui si riconquista un territorio. E torna tutto come prima, l’autogestione riprende piede e chi si trova a passare con l’auto deve sfoderare tutte le abilità di guida per evitare di urtare le vetture in una sosta non consentita, ma riservata dal paletto abusivo.

 

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